SGL CARBON: “SOCIETÀ PORTERÀ IL PIANO DEFINITIVO DI BONIFICA SOLTANTO ENTRO META' FEBBRAIO, MA OGGI IMPONE '72 ORE'! NO DIKTAT, NO BLUFF” - LIBERATI (M5S): “MAESTRANZE E INDOTTO SIANO PAGATI!”
21 Gen 2016 00:00
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(Acs) Perugia, 21 gennaio 2016 - “Se le Istituzioni avessero letto le carte e i verbali delle Conferenze di servizi, saprebbero che Sgl Carbon, dopo l'incontro dicembrino con i tecnici di Regione, Provincia, Comune e Arpa, ha richiesto altri due mesi per presentare una proposta definitiva al fine di bonificare il sito. Paradossale, un autentico bluff, è che il soggetto inquinatore oggi invece voglia dettare legge ('72 ore') quando non ha ancora pienamente assolto ai propri compiti”. Così il capogruppo regionale del M5S Andrea Liberati che spiega: “Come è noto, gli esperti di Regione, Provincia, Comune e Arpa si sono opposti al fatto che le misure di risanamento proposte dall'azienda tedesca fossero classificate quali 'messa in sicurezza permanente'. Infatti si tratterebbe, secondo i tecnici , di mera 'messa in sicurezza operativa'. Una differenza sostanziale”.
Secondo Liberati la multinazionale prosegue “disperatamente nella fuga da responsabilità attraverso una manleva che nessun organismo può assentirle, giacché, qualora emergessero ulteriori elementi inquinanti, anche extra sito, Sgl dovrà pienamente risponderne. Manleve o atti derogatori – spiega Liberati - non sono infatti ammessi da alcuna normativa europea o nazionale, giacché è tutto codificato; si può certamente trasferire l'obbligo di bonifica al soggetto acquirente, ma ciò non cambierebbe comunque le carte in tavola, né esimerebbe il soggetto inquinatore da eventuali sue nuove responsabilità, qualora affioranti in futuro. Singolare pertanto che – aggiunge -, su un sito già qualificato come Sir (Sito di interesse regionale per le bonifiche), dopo che Sgl ha doverosamente concordato negli anni scorsi la procedura per la caratterizzazione, il contraddittorio in situ, l'analisi di rischio e, solo in parte, il progetto di bonifica, la medesima azienda si rivolga oggi al Ministero dell'Ambiente”.
Il capogruppo pentastellato ribadisce quindi che la competenza è “esclusivamente regionale, come peraltro dovrebbe insegnare una situazione ambientale non meno rilevante, non meno complessa quale quella della Thyssen, dove, pur a fronte di un Sin (Sito di interesse nazionale per le bonifiche) moltissime decisioni, anche alla luce della normativa vigente sulle Aia., vengono adottate dalla Regione, con il concorso di altri organismi territoriali e locali: chi cercasse scorciatoie, stavolta rischia seriamente di fracassarsi i denti. A meno che l'origine di certe strampalate decisioni non si debba ricercare in qualche postilla del contratto commerciale esistente tra Sgl e Morex. Ma questa è un'altra storia. Sarebbe frattanto necessario – conclude Liberati - che lorsignori pagassero maestranze e indotto, evitando di mettere sul lastrico le famiglie e scongiurando qualsiasi fallimento tra le ditte esterne”. RED/tb
