(Acs) Perugia, 16 marzo 2012 - “Posto che le risorse del Puc 2 (Programmi urbani complessi ndr), anziché essere gestite secondo i criteri della buona amministrazione, sono state utilizzate per scopi politici in campagna elettorale, tanto che oggi la Regione risulta soccombente nel ricorso presentato del Comune di Assisi al Tar, come intende muoversi la Giunta regionale nei confronti dei Comuni non ammessi a finanziamento?”. A chiederlo è il consigliere regionale Franco Zaffini (Fare Italia) con una interrogazione successiva alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria con cui è stata, di fatto, invalidata la graduatoria delle Amministrazioni che avevano presentato un piano di riqualificazione urbana ammissibile al finanziamento.
“Dopo aver denunciato a tempo debito la gestione impropria delle risorse – spiega Zaffini – ci ritroviamo adesso, da un lato con Comuni come Assisi e Orvieto che reclamano legittimamente la revisione dei criteri di attribuzione del punteggio ed i conseguenti finanziamenti, dall’altro Comuni che hanno fatto affidamento sulle risorse assegnate. A questo punto – prosegue l’esponente d’opposizione – vogliamo sapere se la Giunta intende procedere con il reinserimento dei Comuni esclusi, con quali modalità e, soprattutto, cosa comporterà la rimodulazione dei fondi e della graduatoria per quei Comuni risultati assegnatari e che hanno già avviato i lavori, esponendosi con le aziende appaltatrici”.
In questo quadro, Zaffini si auspica che “la soluzione della Giunta sia quella di trovare e stanziare risorse aggiuntive per finanziare Comuni ingiustamente estromessi come Assisi e Orvieto, senza penalizzare quelli che avendo avuto la certezza dell’assegnazione hanno proceduto a cantierare gli interventi. Questa ennesima dimostrazione dell’utilizzo ‘fazioso’ delle risorse pubbliche – conclude Zaffni – va a sommarsi a tutte le altre vicende in cui è stato appurato che il colore politico è la vera discriminante tra i soggetti che compongono le graduatorie dei bandi regionali, anziché scegliere il criterio della qualità dei progetti, come farebbe una buona amministrazione, non questa evidentemente”. RED/tb