SECONDA COMMISSIONE: “SEMPLIFICARE LE PROCEDURE, PREVEDERE VALUTAZIONI DEI RISULTATI E PUNTARE SUI FONDI ROTATIVI E SULLE RETI D'IMPRESA” - AUDIZIONE SULLE MISURE A SOSTEGNO DELLA COMPETITIVITÀ

Data:

04 Lug 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 4 luglio 2012 – Si è svolta questa mattina in Seconda Commissione l'audizione convocata dal presidente Gianfranco Chiacchieroni sulla relazione, dell'anno 2010, relativa alla clausola valutativa delle “Norme in materia di sviluppo, innovazione e competitività del sistema produttivo regionale” (legge regionale 25/2008). All'incontro, incentrato sugli effetti e sull'efficacia delle misure di sostegno alla innovazione e alla competitività del sistema produttivo umbro (in merito ai quali si era già svolta una audizione con i rappresentanti dell'Esecutivo regionale http://goo.gl/qrHlT), hanno partecipato esponenti di Confindustria, Confcommercio, Confapi, Confagricoltura, Cisl, LegaCoop e Cia, con interventi che hanno riguardato in modo particolare i fondi rotativi, i contributi a fondo perduto, la valutazione dei risultati conseguiti grazie al sostegno pubblico, i tempi e le difficoltà delle procedure per partecipare ai bandi, l'utilità delle reti d'impresa.

GLI INTERVENTI.
BIAGINO DELL'OMO (CONFINDUSTRIA): “I fondi di cui stiamo parlando sono stati concessi nel 2010 e la relazione è stata stilata un anno fa, questo riduce le possibilità di valutare eventuali integrazioni. La Regione ogni anno affida ad una società esterna l'incarico di valutare gli effetti degli incentivi messi in campo, quel report potrebbe essere una base di confronto interessante. Il tessuto produttivo umbro deve evolvere verso qualità e innovazione, uno sforzo che deve essere sostenuto dalla Regione. Siamo ormai alla fine del periodo di programmazione 2007/2013 e per il futuro l'Europa modificherà profondamente le regole e i fondi strutturali. I fondi di rotazione devono essere utilizzati maggiormente, per incentivare gli investimenti però sarebbero più utili contributi agevolati e finanziamenti a fondo perduto. Spesso passa molto tempo tra la presentazione della domanda di contributo e la decisione sulla sua concessione. Le istruttorie hanno tempi tecnici che spesso si rivelano troppo lunghi e possono portare alla revoca del progetto. In Umbria il sostegno alle reti di impresa risale al 2009 ed è stata una scelta positiva che continua a dare buoni risultati. Si tratta quindi di una strada da seguire anche nel futuro per creare collaborazione strutturata tra le imprese avvalendosi del 'contratto di rete'”. FABIO SETTEQUATTRINI (CONFCOMMERCIO): “Reti di impresa e innovazione riguardano anche il commercio. Siamo favorevoli alle misure regionali per il commercio; le imprese del settore hanno partecipato numerose ai bandi per la competitività. Esistono criticità relative alla tempistica delle valutazioni. C'è poca elasticità in alcune procedure, che impedisce di modificare i progetti per adattarli alle mutate esigenze del mercato. I fondi di rotazione sono importanti ma non va abbandonata la modalità dei contributi a fondo perduto”.

GUIDO PEROSINO (CONFAPI): “I fondi rotativi sono l'unica possibilità di stimolare le piccole e medie imprese verso una maturità imprenditoriale che le coinvolge direttamente. La Regione dovrebbe quindi utilizzarli in modo ancora più deciso. Il documento della Giunta non è funzionale alle nostre esigenze di monitoraggio, servirebbero dati più precisi e scientifici mentre invece il documento dice solo che i 27 milioni di euro disponibili sono stati assegnati, senza chiarire quali effetti siano stati conseguiti con quei fondi in relazione agli obiettivi indicati nel progetto. Non si sa se la produttività è aumentata o se quegli investimenti sarebbero stati fatti a prescindere dal sostegno regionale. Approviamo la scelta del sostegno alle reti di impresa, anche se in Umbria non è facile farle e la nostra regione in questo senso non è piazzata bene”. ALFREDO MONACELLI (CONFAGRICOLTURA): “È strano che il comparto dell'agricoltura non venga tenuto in considerazione quando si tratta di competitività. L'agricoltura non trova spazio in questo approccio normativo mentre invece si tratta di un comparto importante. Servono momenti di verifica anche per il Piano di sviluppo rurale”. OSVALDO CECCONI (CISL): “Necessario prevedere risorse specifiche per progetti mirati. Dobbiamo capire con precisione quale è la situazione, ma è allarmante che si venga a chiedere alle singole associazioni come vanno le cose. È necessario capire precisamente quanta occupazione è stata prodotta con i fondi regionali e sostenere le imprese che guardano all'export”.

ALESSANDRO MEOZZI (LEGACOOP): “Stiamo discutendo di dati relativi ad un periodo ormai lontano. Bisogna capire come riallocare i fondi per sostenere l'economia nei prossimi quadrienni. Manca un monitoraggio che chiarisca quale è il valore aggiunto degli investimenti realizzati. I fondi di rotazione sono uno strumento fondamentale per stimolare efficienza e innovazione, e per rendere disponibili risorse. Dobbiamo capire come fare, nei prossimi 5 anni, a coniugare i tagli degli stanziamenti pubblici con le esigenze di cambiamento del quadro economico. Servirà un sistema di monitoraggio continuo delle risorse impiegate e dei risultati raggiunti in termini di innovazione concreta e di occupazione, soprattutto giovanile”. WALTER TRIVELLIZZI (CIA): “Necessario aprire al settore agricolo questi strumenti di programmazione, per renderli utili a tutto il tessuto regionale. Servono una logica nuova da parte del Consiglio regionale nell'affrontare la programmazione, nuovi termini per un confronto diverso tra le forze produttive per scrivere una pagina nuova per lo sviluppo di questa regione”.


Prima di decidere l'invio dell'atto all'attenzione dell'Aula (sarà relatore unico il presidente Chiacchieroni, non è previsto un voto sul provvedimento), hanno preso la parola i consiglieri Paolo Brutti (Idv) e Raffaele Nevi (Pdl). Brutti ha sottolineato la necessità di adottare strumenti di valutazione degli effetti concreti dei contributi concessi, ad esempio in termini di stabilizzazione del lavoro e di creazione di efficaci reti d'impresa: “Bisogna capire se certe scelte sarebbero state fatte a prescindere dai fondi pubblici erogati per decidere se indirizzarli eventualmente ad altri ambiti”. Nevi ha invece rilevato “la difficoltà di far rientrare l'agricoltura all'interno degli strumenti per la competitività, dato che la legge non lo prevede. Andrà approfondita la questione delle procedure e dei tempi di stesura delle relazioni, cercando di capire come ridurli. Il conseguimento degli obiettivi dei progetti che vengono finanziati deve essere monitorato per valutare l'efficacia dei fondi concessi”. MP/

Ultimo aggiornamento: 04/07/2012