SECONDA COMMISSIONE: “PERCORSI DEL CASHMERE IN UMBRIA” LA PROPOSTA DI LEGGE DEL PDL ALL'ESAME DI UNA SOTTOCOMMISSIONE INSIEME AL TESTO UNICO PER L'ARTIGIANATO – AUDIZIONE DELL'ASSESSORE ROSSI

La seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, ha deciso all'unanimità che la proposta di legge di iniziativa del gruppo consiliare PdL, “Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria”, di cui primo firmatario è Massimo Monni, verrà discussa da una sottocommissione, creata ad hoc, insieme al disegno di legge della Giunta relativo al nuovo Testo unico per l'Artigianato. I lavori saranno portati avanti dallo stesso Monni, dal consigliere del Pd Vincenzo Riommi e da un rappresentante dell'Esecutivo. La Commissione deciderà, quindi, se inglobare l'iniziativa legislativa del PdL , riservandole comunque particolare evidenza, nel Testo unico per l'Artigianato oppure far proseguire i due atti in maniera separata. Rossi ha sottolineato che l'obiettivo principale è quello di raggiungere un marchio unico per l'artigianato regionale, autorevole e riconoscibile, che possa ricomprendere le produzioni di qualità, tra le quali il tessile e quindi il cashmere.

Data:

04 Lug 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 4 luglio 2011 – Sarà compito di una sottocommissione approfondire la proposta di legge del PdL, primo firmatario Massimo Monni, concernente la “Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria”. Del gruppo di lavoro, oltre allo stesso Monni, farà parte il consigliere Vincenzo Riommi (Pd) e un rappresentante dell'Esecutivo di Palazzo Donini. Il contenuto della proposta legislativa verrà approfondito insieme al disegno di legge della Giunta regionale relativo al nuovo Testo unico per l'Artigianato e alla conclusione dei lavori la Commissione deciderà se inglobare l'iniziativa legislativa del PdL, riservandole comunque particolare evidenza, nel Testo unico per l'Artigianato oppure far proseguire i due atti in maniera separata. È quanto ha deciso all'unanimità, nella riunione odierna, la seconda Commissione consiliare presieduta da Gianfranco Chiacchieroni e alla quale ha preso parte, in audizione, l'assessore allo Sviluppo economico, Gianluca Rossi.


 

È stato proprio Rossi ad esprimere apprezzamento per l'iniziativa del Pdl che, ha detto, “intende valorizzare un comparto particolarmente importante e significativo nel nostro sistema moda, che vede una gestione quasi prevalentemente di tipo familiare ad alta vocazione artigianale (75 per cento delle imprese) con un dimensionamento delle stesse, fatto salvo pochissime note eccezioni, che non superano i trenta addetti e con un fatturato insufficiente per sostenere una politica commerciale di respiro internazionale. Una proposta di legge specifica sul cashmere – ha aggiunto l'assessore - rischia però di portare alla frammentazione di iniziative legate a più comparti. Per questo, la Giunta vorrebbe ascrivere più complessivamente la questione del cashmere con il tessile e quindi con l'abbigliamento in generale. Riteniamo più utile – ha rimarcato l'assessore – il percorso già individuato sia nelle linee programmatiche, nel Dap e in parte ripreso anche nel 'Documento triennale per le politiche relative alla competitività, l'innovazione e la crescita del sistema produttivo regionale' e che riguarda la riscrittura di un nuovo Testo unico per l'Artigianato”.

Si tratta di una iniziativa legislativa dell'Esecutivo che mira a superare la legge n. 5/90, e nella quale dovrebbero trovare collocazione importanti misure strutturali per le imprese inserite in un più generale contesto delle eccellenze umbre. L'obiettivo è quello di raggiungere un marchio unico per l'artigianato regionale, autorevole e riconoscibile, che possa ricomprendere le produzioni di qualità, tra le quali il tessile e, quindi, anche il cashmere .


 


 

SCHEDA:

La proposta di legge “Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria” di inziativa dei consiglieri Pdl (Monni, Nevi, Modena, Lignani Marchesani, Mantovani, Rosi, De Sio e Valentino) conta 13 articoli, che definiscono la finalità della legge, i percorsi e le lavorazioni oggetto di promozione, le modalità di costituzione del Comitato promotore, il Comitato di gestione, le finalità e le modalità organizzative del “Meeting dei Fornitori e degli operatori del settore”, le disposizioni finanziarie e l’attività di monitoraggio e valutazione.

Nella relazione contenuta nell'atto di proposta legislativa si legge che in Umbria il comparto tessile “conta complessivamente circa 1700 imprese, concentrate per lo più in provincia di Perugia e, prevalentemente, nei territori di Perugia, Assisi, Bastia Umbra, Corciano, Magione, Foligno, Spoleto, Città di Castello e Umbertide. In Umbria le tipologie di produzione prevalenti risultano essere quelle della maglieria (41 per cento delle imprese), delle confezioni (48 per cento), dei tessuti (2,5 per cento); il restante 8,5 per cento delle imprese produce intimo, ricami, biancheria per la casa, stireria, tessuti particolari. Per quanto riguarda la dimensione aziendale: l’8 per cento ha fino a 5 addetti; circa il 70 per cento, tra i 6 ed i 20 addetti; il 18 per cento tra 21 e 50 addetti; il 4 per cento ha oltre 50 addetti. In termini di fatturato il 29 per cento delle imprese rimane sotto i 250mila euro; il 47,5% per cento si colloca tra 250mila e 1 milione di euro; il 17,3 per cento da 1 a 5 milioni; il 3,4 per cento da 5 a 10 milioni; infine il 2,8 per cento oltre 10 milioni di fatturato.

Una misura significativa del ruolo del comparto e del contributo da esso assicurato all’intero sistema economico ci è fornita dai dati di contabilità regionale dell’Istat. Sulla base di tali dati ci si rende conto del fatto che le industrie tessili e dell’abbigliamento, in Umbria, rappresentavano, già nel 2000, il 10,1 per cento in termini di valore aggiunto, e all’incirca il 16 per cento, in termini di occupazione, sul totale del comparto industriale (incluse le costruzioni). Si tratta, come si vede, di un settore che non solo è stato ed è ancora assai importante per l’economia umbra, per il suo apporto alla produzione di ricchezza e al mantenimento di elevati livelli di occupazione, ma anche che contribuisce in misura notevole all’export regionale e, in generale, ad accrescere la proiezione internazionale del Made in Umbria, soprattutto grazie al comparto della maglieria e a quello dei tessuti a maglia. Non va inoltre sottovalutato il fatto che l’industria del tessile è uno dei cinque comparti manifatturieri in cui è impiegato il maggior numero di lavoratrici donne, non solamente in attività alle dipendenze ma anche come lavoratrici autonome e indipendenti, professioniste e amministratrici e titolari di azienda”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 04/07/2011