SECONDA COMMISSIONE: IL SISTEMA TARIFFARIO, LE DIGHE DI MONTEDOGLIO E VALFABBRICA AL CENTRO DELL'AUDIZIONE CON I RAPPRESENTANTI DELL'ENTE IRRIGUO UMBRO TOSCANO

 Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni l'audizione convocata dalla Seconda Commissione per fare il punto sull'attività svolta dall'Ente acque umbre toscane (Eaut), di cui sono soci la Regione Umbria, la Regione Toscana e il ministero dell'Agricoltura. Durante l'incontro, a cui hanno partecipato l'assessore regionale all'agricoltura e i rappresentanti dell'Ente Claudio Serini (consigliere di amministrazione),  Fabio Lunardi (direttore) e Thomas Cerbini (ingegnere), sono state affrontate in particolare le questioni relative al sistema tariffario, al ripristino del muro crollato della diga di Montedoglio e alla definitiva sistemazione e messa in sicurezza di quella di Valfabbrica.

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09 Apr 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 9 aprile 2014 – Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni l'audizione convocata dalla Seconda Commissione per fare il punto sull'attività svolta dall'Ente acque umbre toscane (Eaut), di cui sono soci la Regione Umbria, la Regione Toscana e il ministero dell'Agricoltura. Durante l'incontro, a cui hanno partecipato l'assessore regionale all'agricoltura e i rappresentanti dell'Ente Claudio Serini (consigliere di amministrazione),  Fabio Lunardi (direttore) e Thomas Cerbini (ingegnere), sono state affrontate in particolare le questioni relative al sistema tariffario, alla diga di Montedoglio e a quella di Valfabbrica.

IL SISTEMA TARIFFARIO. A due anni e mezzo dalla nascita dell'Eaut non sono stati ancora approvati alcuni importanti regolamenti da parte delle due Regioni. C'è quindi un ritardo che blocca il regolamento di contabilità, con il quale si disciplina il sistema tariffario. Vige qui di un sistema provvisorio di tariffe migrato dal vecchio ente irriguo. Inoltre nel 2013 l'Autorità per il gas e l'energia elettrica ha avviato una istruttoria e richiesto documenti  per valutare se l'attività dell'Eaut debba essere assoggettata alla sua vigilanza. L'iter, avallato dalla Regione Toscana ma contro cui si è espressa la Regione Umbria, è in corso, e potrebbe portare a un aumento delle tariffe praticate.
 
LA DIGA MONTEDOGLIO. Dopo il crollo del dicembre 2010 l'area è stata sequestrata dalla Procura di Arezzo per un anno e mezzo, in seguito sono iniziati i sopralluoghi per il ripristino. L'Eaut, in materia di dighe, è assoggettato alla Direzione dighe del ministero delle Infrastrutture, che ogni anno effettua due visite di controllo dell'invaso, controllando la manutenzione della diga. Le indagini effettuate dopo il dissequestro sono state dirette dalla Direzione dighe, secondo cui il crollo sarebbe stato causato da un errore di costruzione. Il progetto per il ripristino del muro crollato (dal costo di circa 4 milioni di euro) è stato depositato da tempo e dovrebbe essere validato entro questo mese. Al momento la diga  contiene 80 milioni di metri cubi d'acqua, mentre la soglia di sicurezza è fissata in 90 milioni. La diga ha anche un problema con il sistema di sollevamento: andrebbe potenziato il sistema di pompaggio dell'acqua che viene fatta defluire a pressione dall'invaso per poter raggiungere tutti i territori che utilizzano l'acqua per l'irrigazione. Il sistema attuale può soddisfare il 60/70 percento del fabbisogno nei periodo di picco, servirebbero dunque fondi dal ministero dell'agricoltura, circa 5 milioni di euro in tutto. Inoltre a breve verrà ultimato il potabilizzatore di Citerna, che tratterà 600 litri al secondo, arrivando a rifornire anche Perugia: il suo funzionamento però metterebbe in crisi l'attuale impianto di sollevamento.

DIGA SUL CHIASCIO (VALFABBRICA). I lavori, decisi dalla Direzione dighe, interessano la sponda destra del fiume e non il corpo della diga. I fondi necessari, 38 milioni di euro, sono stati mantenuti disponibili dal 2010 per dare piena funzionalità all'invaso, che una volta arrivato a 55 milioni di metri cubi (su 203 milioni potenziali) inizierà a portare acqua alla Valle Umbra. Negli ultimi 20 anni il livello della diga è rimasto a 10 milioni di litri per evitare che il movimento franoso, peraltro millimetrico, potesse i interessare il canale di adduzione. La gara per i lavori di messa in sicurezza ha però visto nascere alcuni contenziosi e il Tar si pronuncerà in merito a metà giugno. Potrebbe però seguire un ricorso al Consiglio di Stato e ci vorranno tre anni per completare il progetto esecutivo e ultimare i lavori, terminati i quali la diga potrà essere portata in sicurezza a 60 milioni di metri cubi per poi iniziare a collaudare la possibilità di raggiungere la capienza ottimale. MP/

Ultimo aggiornamento: 09/04/2014