(Acs) Perugia, 27 agosto 2015 – In seconda commissione interrogazione dei consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, all'assessore regionale all'ambiente, Fernanda Cecchini, per sapere “se siano state fatte le dovute valutazioni circa l'autorizzazione di nuovi impianti a biomasse sul territorio regionale e sugli effetti della loro eventuale costruzione in zone agricole vocate a produzioni di qualità. Chiesta tutela particolare per il Ternano dove – ha spiegato Liberati – le contaminazioni da cromo e nickel si estendono per chilometri e finiscono anche nelle verdure che mangiamo, senza contare la distruzione di interi allevamenti dopo le rilevazioni Arpa e Asl per diossine e pcb nel latte e nelle uova, certificate anche dall'Istituto superiore di sanità, che parla di 'eterogenee e molteplici fonti emissive”.
L'assessore Cecchini ha risposto che “la strategia ambientale del Psr regionale (Piano di sviluppo rurale) ha ottenuto ampia partecipazione di soggetti con competenze ambientali e rispetta quanto chiesto dalla Commissione europea. Il parere motivato VAS, espresso dal Servizio valutazioni ambientali della Regione e richiesto espressamente dalla Commissione europea quale condizione per l'approvazione del PSR, ne attesta la sostenibilità ambientale. L'impiego di biomasse – ha spiegato Cecchini – riguarda solo lo scarto delle lavorazioni delle aziende agroforestali e l'impianto per la produzione di energia deve essere commisurato alla quantità di energia strettamente necessaria alle esigenze aziendali e deve garantire emissioni poco significative. Si tratta di autoconsumo. Per quanto riguarda il Piano regionale della qualità dell'aria – ha aggiunto l'assessore – esso prevede l'adozione di misure principalmente finalizzate alla riduzione del traffico privato, leggero e pesante, nelle aree urbanizzate e la sostituzione di camini e stufe tradizionali a biomasse con sistemi ad alta efficienza, saranno valutate possibili misure di promozione del recupero dei cascami termici, al fine di massimizzare il contestuale utilizzo di energia elettrica e termica e rendere possibile lo spegnimento, grazie al calore reso disponibile, di altri impianti di combustione e quindi di altre sorgenti emissive”.
Nella replica conclusiva, Liberati si è dichiarato “non soddisfatto” della risposta dell'assessore: “la situazione per quanto riguarda la qualità dell'aria è critica e il Piano regionale non affronta il problema dei metalli pesanti. Non è più possibile finanziare impianti di quel genere e poi dover andare a risanare l'ambiente, con costi enormi per ambientalizzare le produzioni”. PG/