“Risorse arrivate ma Centro Armando Diaz fermo: disagi per le famiglie”
Nota del consigliere Giambartolomei (FdI) sulla sua interrogazione sui centri famiglia discussa oggi in Aula
19 Mar 2026 14:50
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(Acs) Perugia, 19 marzo 2026 – “Prendiamo atto dei chiarimenti forniti dalla Presidente della Regione, ma il punto politico resta tutto: il servizio non è attivo e le famiglie stanno pagando questo vuoto”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei, commentando la risposta della presidente Stefania Proietti alla sua interrogazione sul Centro per la famiglia di via Armando Diaz discussa oggi in Aula (https://tinyurl.com/2kndb6bj).
“Nel corso della risposta – spiega Giambartolomei - la Presidente ha ricostruito nel dettaglio l’iter delle risorse, indicando anche le tempistiche dei trasferimenti: dalla prima tranche del 20 per cento liquidata nel luglio 2025, fino ai successivi passaggi che hanno portato all’erogazione delle ulteriori quote nel febbraio 2026. Proprio questi elementi confermano che le risorse sono state effettivamente messe a disposizione. Ed è per questo che oggi la criticità appare ancora più evidente: a fronte di finanziamenti erogati e tracciati, il Centro per la famiglia di via Armando Diaz risulta comunque chiuso”.
“Se i fondi sono arrivati – osserva Giambartolomei – diventa ancora più chiaro che qualcosa non sta funzionando nella gestione e nei tempi. E questo si traduce in disagi concreti per numerosi nuclei familiari che facevano affidamento su quel servizio. Da qui la richiesta di un cambio di passo: non basta che le risorse siano state erogate né che siano state rispettate le procedure. Serve garantire che quei fondi si traducano concretamente in servizi attivi, accessibili e continui. Oggi invece assistiamo a una interruzione che non può essere considerata accettabile”.
“Per questo – conclude Giambartolomei – chiediamo alla Regione di svolgere un ruolo più incisivo di verifica e coordinamento, affinché le risorse vengano utilizzate in tempi certi e non si verifichino ulteriori stop. I centri per la famiglia sono presìdi fondamentali e non possono restare sulla carta mentre i cittadini restano senza risposte”. RED/dmb
