“Risoluzione Pianeta Acqua”, oggi l’incontro con Jeremy Rifkin a Palazzo Cesaroni

Il consigliere regionale Fabrizio Ricci (Avs), le presidenti Bistocchi e Proietti e l’assessore De Luca all’iniziativa su transizione ecologica e tutela idrica, “per un’Umbria 100% rinnovabile e a zero nucleare”

Data:

12 Giu 2026 15:38

Tempo di lettura:

3 minuti, 29 secondi

(Acs) Perugia, 12 giugno 2026 – “Serve un cambio di prospettiva, con una nuova e condivisa consapevolezza sulle criticità ambientali da parte di tutti i gruppi politici, soprattutto dell’opposizione di destra. Non bisogna continuare ad avere un approccio allo sviluppo e alle infrastrutture che risale al secolo scorso. La coalizione di centrosinistra ha deciso di non costruire inceneritori, di puntare sul trasporto su ferro e sulle energie rinnovabili. Il nucleare non è una soluzione ma solo un modo per rallentare la fine del fossile. L’Umbria è ricca di risorse idriche ma è necessario adottare scelte coraggiose, affinché questa sia la prima Regione ad adottare la ‘Risoluzione Acqua’”. Lo ha detto il consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra, Fabrizio Ricci, intervenendo all’incontro "Risoluzione Pianeta Acqua: l'Umbria del Futuro è 100% Rinnovabile, zero Nucleare", che si è svolto oggi nella Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni (Perugia).

Ad aprire i lavori è stata la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi: “Jeremy Rifkin ha orientato il dibattito internazionale verso modelli economici sostenibili e inclusivi. Per anni l’economia sembrava un ambito in cui la sostenibilità non poteva esistere. Rifkin ci ha fornito un’altra visione dell’economia e della società, che impronta le scelte che stiamo portando avanti in Umbria, anche attraverso il lavoro svolto dall’assessore De Luca. Su cambiamenti climatici e gestione dell’acqua c’è molto da fare. Siamo in piena crisi climatica e la politica deve riconoscerlo rapidamente, affrontando un problema grave investendoci studi e risorse. Noi viviamo nella parte fortunata del mondo che dispone di acqua potabile per tutti gli usi umani e produttivi. In altre parti del mondo questo non avviene e siamo quindi chiamati ad una seria responsabilità su questi temi”.

L’economista e sociologo Jeremy Rifkin ha sottolineato che “i cambiamenti climatici dimostrano che l’idrosfera si sta ribellando a tutto quello che abbiamo recato dalla Rivoluzione industriale in poi. Le aziende che si occupano di intelligenza artificiale consumano enormi quantità di acqua e combustibili fossili. L’Ai del futuro sarà quindi distribuita e non centralizzata; l’energia sarà prodotta da fonti rinnovabili e gratuite; la mobilità si baserà su mezzi elettrici e mossi da celle ad idrogeno; l’acqua sarà raccolta e distribuita attraverso delle micro reti locali. Al cambiamento climatico non interessano i confini statali o regionali e le politiche ambientali devono essere importate di conseguenza. Auspico che la Regione Umbria e la Città di Perugia istituiscano un ‘Blue Deal’, complementare all'attuale ‘Green Deal’, implementando pratiche, programmi e incentivi per promuovere nuove tecnologie, infrastrutture, imprese, occupazioni e attività ricreative blu distribuite, necessarie per adattarsi a un'idrosfera in fase di rinaturalizzazione, al fine di risanare e rivitalizzare i suoi ecosistemi a beneficio delle generazioni presenti e future. La Regione dovrebbe inoltre introdurre una seconda denominazione ufficiale del pianeta, ‘Pianeta Acqua’, nei propri atti, per riorientare l'esistenza della nostra specie sul nostro unico pianeta acquatico nell'universo conosciuto. L’idrosfera planetaria – ha rimarcato - si sta ribellando a causa del riscaldamento globale, scatenando nevicate invernali eccezionali, inondazioni primaverili torrenziali, siccità estive devastanti, ondate di calore e incendi boschivi, e uragani autunnali mortali, devastando ecosistemi, infrastrutture e società. Abbiamo a lungo creduto di vivere su un pianeta terrestre, quando in realtà viviamo su un pianeta acquatico. È quindi necessario ripensare le acque come una fonte di vita piuttosto che come una risorsa ed imparare ad adattarci all'idrosfera, invece di adattare l'idrosfera a noi”.

L’assessore all’ambiente Thomas De Luca, ha evidenziato che “il pensiero di Rifkin è alla base di molte scelte della Giunta regionale, soprattutto nel campo dell’energia e l’economia circolare. Cerchiamo di costruire una Regione in cui la diffusione delle rinnovabili sia basata sulle Comunità energetiche, che possono permettere di costruire una condivisione di produzione e consumo. Servono naturalmente anche dei grandi impianti, a supporto della decarbonizzazione delle grandi industrie e delle grandi strutture pubbliche. L’Umbria è stata la prima regione d’Europa ad inserire nel proprio Statuto il riconoscimento della crisi climatica. Stiamo lavorando per individuare le aree su cui sia possibile costruire impianti eolici, con un diverso sistema di concessioni. Di certo non siamo disponibili ad ospitare centrali nucleari”.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha concluso l’incontro rimarcando che “abbiamo la grande responsabilità perché da qui può partire una via umbra alla sostenibilità, che può contagiare anche le altre Regioni. L’ambiente è un punto qualificante della nostra politica e noi siamo chiamati a tradurre in azioni politiche le nostre convinzioni per la tutela dell’ambiente”. 

Sono inoltre intervenuti: Gianfranco Mascia (co-referente di Europa Verde Umbria), Mariagrazia Midulla (WWF Italia), Maurizio Zara (presidente Legambiente Umbria). Ha coordinato l’incontro da Eva Hausegger (Co-portavoce Europa Verde Umbria). MP/

Ultimo aggiornamento: 12/06/2026