RIFIUTI: “SITUAZIONE A RISCHIO, NECESSARIO RIVEDERE PRESTO IL PIANO REGIONALE E DECIDERE QUALI OBBIETTIVI PERSEGUIRE” - LA PRESIDENTE ROSI COMMENTA I LAVORI DEL COMITATO DI VIGILANZA E CONTROLLO

Maria Rosi, presidente del Comitato di vigilanza e monitoraggio, commenta i lavori odierni valutando che da quanto emerso dall'audizione con i referenti delle società del settore rifiuti risulta evidente che anche la situazione in Umbria è a rischio. Rosi paventa il rischio di un'emergenza tipo “Napoli o Roma, con le discariche in esaurimento ed una conseguente maggiorazione delle tariffe”.

 

Data:

07 Mag 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 7 maggio 2013 – Maria Rosi, presidente del Comitato di vigilanza e monitoraggio, commenta i lavori odierni valutando che, da quanto emerso, risulta evidente che anche la situazione rifiuti è a rischio: “Presto potremmo precipitare nell'emergenza come Napoli o Roma. C'è il rischio che le discariche si esauriscano presto, è dunque necessario rivedere il piano rifiuti, capendo bene verso quale obiettivo puntare, prendendo in seria considerazione il decreto Clini sulla capacità calorifica massima del rifiuto che può essere conferito in discarica. La politica deve innalzare l'asticella e non fare demagogia sfruttando l'ignoranza che è diffusa. Se non si affronta il problema rifiuti, tutto ricadrà, con una maggiorazione delle tariffe, sui cittadini”.

Secondo la presidente Rosi “non sarà possibile, in caso di emergenza in Umbria, portare fuori regione i nostri rifiuti, dobbiamo quindi pensare a come si vuole gestire il ciclo dei rifiuti, puntando ad un servizio che sia pubblico, efficace ed economico, come tutti i servizi pubblici dovrebbero essere. Oggi al Comitato – spiega - si è presa coscienza che la situazione sta andando verso il limite, che dovremo prevenire trovando le giuste strade da percorrere visto che fino ad ora si è scelto di non scegliere. Non dobbiamo aver paura dei fantasmi o della termovalorizzazione: quello che si può recuperare andrà recuperato, ciò che non può esserlo dovrà essere termovalorizzato. Ci sono molte città che hanno scelto di utilizzare i termovalorizzatori, producendo anche energia dalla combustione dei rifiuti. Nelle nostre discariche vengono portati il 50 per cento dei nostri rifiuti mentre negli stati del nord Europa ci portano il 5 per cento. Non c'è solo l'obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata da centrare, bisogna anche capire cosa fare del restante 35 per cento. Il piano rifiuti – conclude Rosi - dovrà essere rivisto anche alla luce di aziende municipalizzate che fanno servizi ma anche impresa, mentre forse sarebbe meglio tornare indietro occupandosi soltanto di garantire un servizio ai cittadini e alla comunità umbra”. MP/


 

Ultimo aggiornamento: 07/05/2013