RIFIUTI: “POTENZIARE RACCOLTA DIFFERENZIATA E PRODURRE CSS PER EVITARE L'INCENERITORE CHE RENZI VUOLE IMPORCI” - SQUARTA (FDI) CHIEDE CHE LA GIUNTA SOTTOPONGA ALL'ASSEMBLEA UN PIANO OPERATIVO
28 Dic 2015 00:00
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(Acs) Perugia, 28 dicembre 2015 - “Il Governo Renzi ribadisce (http://goo.gl/eiGZab) l'intenzione di imporre la realizzazione ex novo di un inceneritore per i rifiuti in Umbria, cuore verde d'Italia, a differenza di quanto deciso per Piemonte, Liguria e Veneto, graziate dall'Esecutivo ed escluse dalla lista nera dei territori in cui costruire nuovi inceneritori. Tutto ciò conferma due evidenze di cui eravamo già consapevoli: la mancanza di autorevolezza della Giunta Marini verso un Governo che dovrebbe essere 'amico' e l'inefficacia delle politiche di gestione dei rifiuti adottate, che hanno portato alla saturazione delle discariche senza individuare alcun reale sistema di chiusura del ciclo”. Lo afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia all'Assemblea legislativa, Marco Squarta.
Secondo l'esponente dell'opposizione “dopo mesi di trattative, o presunte tali, con il Governo nazionale la Giunta regionale non è riuscita a far escludere la nostra regione dai territori a cui imporre la costruzione di un nuovo impianto di termovalorizzazione. Le rassicurazioni della presidente e dei suoi assessori non erano evidentemente basate su accordi e atti concreti, ma solo su vuoti auspici”.
Squarta rimarca inoltre che “i conti sulla raccolta differenziata non tornano. I dati sbandierati sembrano davvero troppo ottimistici e il raggiungimento delle percentuali previste (70 per cento) appare lontanissimo. E non si spiega poi per quale motivo, a fronte di una raccolta differenziata tanto efficiente, le discariche siano tutte prossime alla saturazione”.
Il capogruppo di Fratelli d'Italia chiede quindi alla Giunta di “portare in Aula un piano operativo di rapida attuabilità con misure e obiettivi realistici per incrementare la raccolta differenziata e azioni concrete, con scadenze precise, per la produzione e termovalorizzazione del combustibile solido secondario (css). In caso contrario ci troveremo obbligati dal Governo a realizzare ex novo un inceneritore dai costi di realizzazione insostenibili e che necessiterebbe di 130mila tonnellate annue di rifiuti da bruciare. Un quantitativo che l'Umbria non produce e che quindi dovrebbe 'importare' da fuori regione, col rischio di attivare una filiera negativa dei rifiuti prodotti altrove”. MP/
