(Acs) Perugia, 27 aprile 2012 - “Prima che la discussione a mezzo stampa, sui rifiuti, si traduca in un nuovo, schizofrenico capitolo ‘a chi la spara più grossa’ tra iperboliche proposte di ‘rifiuti zero’ e le patetiche autocelebrazioni sulla riduzione dei rifiuti prodotti, risulta urgente e doveroso riaprire il dibattito sul Piano regionale e in particolare sulla parte che riguarda la chiusura del ciclo”. Così il consigliere regionale Franco Zaffini(Fare Italia) che auspica la calendarizzazione “il prima possibile della nostra mozione con cui chiediamo di abbandonare definitivamente l’intenzione di realizzare un termovalorizzatore nell’Ati2 e di agire prontamente al fine di essere inseriti nel novero delle Regioni caratterizzate dallo stato di emergenza. E l’Umbria – rimarca Zaffini - è sicuramente tra queste, avendo tutte le discariche già più volte ampliante, che verranno inserite nel protocollo predisposto dal ministero dell’Ambiente finalizzato alla realizzazione di impianti per la produzione di css (combustibile solido secondario) avente i requisiti per il suo impiego negli impianti industriali energivori ed in particolare nei cementifici”.
Zaffini, che è “primo firmatario di un atto sulla gestione del ciclo dei rifiuti, sottoscritto insieme alla collega Monacelli”, ribadisce come “davanti a questo psicodramma delle forze di maggioranza, dove sembra che chi ha votato il piano dei rifiuti vigente, oggi ne abbia dimenticato il contenuto e gli obiettivi, ossia quello del trattamento termico della frazione secca residuale in un inceneritore, non c’è altro da fare se non riaprire formalmente la discussione nella sua opportuna sede che è solo quella del Consiglio regionale e aggiornando la programmazione alle mutate condizioni legislative nazionali, ampiamente anticipate dal Ministro Clini. Se questo non accadrà – prosegue l'esponente di Fare Italia - assisteremo al paradosso che i cementifici dell’Umbria utilizzeranno css proveniente da fuori regione e i rifiuti del nostro territorio andranno ulteriormente a colmare le esauste discariche regionali secondo la comoda logica di nascondere la spazzatura sotto il tappeto”.
Nella mozione predisposta, Zaffini fa riferimento, inoltre, alla “procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea che ha interessato due discariche umbre non conformi alle prescrizioni della direttiva comunitaria 1999/31 CE. Questo rilievo giunto da Strasburgo – dice – è l’ulteriore conferma che l’Umbria si sta avvicinando ad uno stato di emergenza non più sostenibile: l’assessore Rometti, che dice di aver ereditato, non si capisce bene da chi, una situazione critica, si è limitato ad ampliare le discariche per mettersi al riparo nei prossimi 6-7 anni, senza provvedere ad una soluzione a lungo termine che allontani dalla nostra regione lo spettro di una nuova ‘Napoli’. L'Umbria – spiega ancora Zaffini – è, dopo la Lombardia, la regione con maggiore capacità teorica di sostituzione del combustibile fossile attualmente utilizzato, avendo nel suo territorio tre cementifici che possono rappresentare in questo momento una risorsa preziosa per risolvere la crisi rifiuti”.
“A breve – conclude Zaffini – con buona pace di 'rifondaroli' e 'diepietristi', il combustibile solido secondario non sarà più ritenuto rifiuto e potrà essere utilizzato senza alcun vincolo negli impianti esistenti: alla politica la responsabilità di scegliere se trincerarsi dietro i niet ideologici o fare il proprio dovere, ossia decidere per il bene della collettività”. RED/as