RIFIUTI: “NO ALL’AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA LE CRETE DI ORVIETO ANCHE SE I PARERI TECNICI SONO POSITIVI” - NOTA DI RICCI (MISTO-RPIC)

Il consigliere regionale Claudio Ricci (Misto Rp - Italia Civica) si dice contrario al progetto di ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto “anche se i pareri tecnici sono positivi”. Per Ricci “l’Umbria, entro due o tre anni, si deve dotare di adeguati impianti di smaltimento per 120mila tonnellate all’anno”.

Data:

31 Mag 2018 11:45

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(Acs) Perugia, 31 maggio 2018 – “No al progetto di ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto, anche se i pareri tecnici sono positivi”. È quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Ricci (Misto Ricci presidente - Italia Civica), secondo il quale “l’Umbria, entro due o tre anni, si deve dotare di adeguati impianti di smaltimento per 120mila tonnellate all’anno”.

“Abbiamo appreso – spiega Ricci - che l’assessore con delega, in merito alla discarica Le Crete di Orvieto, ‘ha preso atto del parere positivo sull’ampliamento espresso dal comitato di coordinamento’. Esprimo il mio parere contrario, come già fatto in Assemblea legislativa. Le discariche, in un quadro europeo, non sono più nemmeno considerate e quelle attive dovrebbe essere solo portate ad esaurimento, anche con interventi ambientali migliorativi e compensativi, ma senza ampliamenti. In generale sul sistema dei rifiuti in Umbria sia la Regione che soprattutto l’Auri, ove concorrono i Comuni, devono attivare azioni rapide e chiare, per lo smaltimento di oltre 120mila tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati, che rimarranno anche si dovesse raggiungere oltre il 70 per cento di raccolta differenziata”.

Per Ricci “abbiano due o tre anni di tempo prima di avere problemi per la ricognizione attuale e la decisione su quali impianti di smaltimento realizzare o implementare. Inclusi, ovviamente, i programmi per produrre meno rifiuti, sollecitare la qualità della raccolta differenziata e il riutilizzo dei materiali. Inoltre – conclude - bisogna rivedere i contratti molto onerosi di smaltimento i cui appalti, prima della costituzione dell’Auri, sono stati vinti con solo l’1 per cento di ribasso generando maggiori costi, sino al 25/30 per cento, per Comuni, famiglie e attività”. RED/dmb

Ultimo aggiornamento: 31/05/2018