(Acs) Perugia, 11 agosto 2016 - “L'Umbria non può accogliere i rifiuti di Roma”, così il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente), in quanto “le attuali discariche sono appena sufficienti per i rifiuti dell'Umbria, e solo per i prossimi 2-3 anni. Anche se in Umbria si arrivasse al 70 per cento di raccolta differenziata (previsione ottimistica) – spiega Ricci - rimarrebbero, come materiali indifferenziati da smaltire, almeno 120 mila tonnellate all'anno. Peraltro in Umbria le attuali discariche non 'possono' e devono essere ampliate”.
Secondo Ricci “occorre produrre meno rifiuti, riciclare di più, attivare tariffe puntuali (si paga per il peso dei rifiuti che si producono), riutilizzare i materiali, riorganizzare i servizi e chiudere il ciclo trasformando i rifiuti indifferenziati in energia, attraverso tecnologie a freddo, di piccole dimensioni, e che non inquinano o impattano sull'ambiente”.
“Per quanto attiene al Comune di Roma – continua il consigliere regionale di opposizione - anziché pensare di portare i rifiuti in Umbria (o attivare polemiche), amministrino il problema nel seguente modo (sono disponibile ad una consulenza gratuita): far lavorare tutti gli addetti nel Comune di Roma per raccogliere in modo straordinario i rifiuti con la Protezione civile e coinvolgendo l'Esercito; si facciano attivare tutti i poteri da Commissario di Governo e depositino i rifiuti 'eccezionali' in prossimità delle discariche esistenti, per un periodo limitato e nei limiti del controllo sanitario; si attivino immediatamente, anche nei giorni di Ferragosto, per costruire un impianto di trattamento per trasformare i rifiuti in energia entro pochi mesi”.
“Quando si governa – conclude Ricci -, occorre decidere velocemente e prendersi le responsabilità, lasciando la politica e le polemiche ad altri e pensando solo ai cittadini”. RED/as