(Acs) Perugia, 15 dicembre 2011 - “Il presidente di Confindustria, Umbro Bernardini, sostiene che la delicata questione dei rifiuti è gestita dall’amministrazione regionale secondo diktat ideologici, piuttosto che con il buon senso della politica messa al servizio del bene comune. Se la questione non fosse così fondamentale si potrebbe semplicemente dire: benvenuto nel club”. E’ quanto afferma il consigliere Franco Zaffini (Fare Italia), dopo aver letto l’intervista apparsa sul Corriere dell’Umbria. “Che il piano dei rifiuti fosse un documento pessimo sotto il profilo dei contenuti e intriso di arroccamenti ideologici – sostiene Zaffini – lo abbiamo detto a tempo debito prevedendo anche quello che sta accadendo oggi, ossia trattasi esattamente di carta straccia e neanche da riciclare visto che la differenziata in Umbria è lontana anni luce dalle rosee previsioni del piano”.
Zaffini ricorda di aver definito in passato e di ritenere tuttora “fantascientifici gli obiettivi programmati dal Piano Rifiuti che, nel graduale raggiungimento di quota 65 percento nel 2013, aveva pronosticato una soglia del 50 per cento nel 2010, mentre, a conti fatti, l’Umbria differenzia mediamente appena il 32 percento dei rifiuti compresi nel range del 28,52 dell’Ati 3 e il 37,46 dell’Ati 1. Oltre al fallimento della raccolta differenziata – prosegue il consigliere di Fare Italia – il nodo cruciale, su cui la maggioranza si spacca puntualmente, riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti. La soluzione di bruciare il cdr (combustibile derivato dai rifiuti) nei cementifici sarebbe la risposta tecnica di maggiore buon senso e peraltro a costo zero, visto che i camini esistenti utilizzerebbero i rifiuti come combustibile al posto di quelli attualmente utilizzati. Un’alternativa a suo tempo scartata dal documento programmatico che parlava di impiantistica vocata nell’Ati 2: tradotto, termovalorizzatore a Perugia. Del termovalorizzatore – dice ancora – non vi è traccia e il pilatesco assessore Rometti ha trovato la soluzione a tutti i problemi della sinistra predisponendo l’ampliamento delle discariche tale da consentire il conferimento per i prossimi dieci anni. Mi domando quindi se non è già sufficiente questa strategia ridicola e di assoluto malgoverno per comprendere che la sinistra non ha, neanche nei suoi piani più remoti, l’intenzione di procedere alla chiusura del ciclo provvedendo al trattamento termico dei rifiuti. In tutto il mondo le discariche si chiudono, in Umbria continuano ad essere ampliate a dismisura”.
“E’ dal duemila – conclude Franco Zaffini – quando avevamo come assessore Monelli, che a parole l’Umbria si impegna a bruciare i rifiuti, mentre nei fatti procede prima con i conferimenti in deroga nelle discariche e poi con l’ampliamento delle stesse, sollevandosi da compito principale degli amministratori, compiere delle scelte. La politica certamente potrebbe agevolare e promuovere l’iniziativa privata quando coincide con vantaggi per l’intera comunità, ma affinché questo diventi possibile è necessario cambiare la maggioranza che governa questa regione ininterrottamente da oltre sessant’anni”. RED/mp