(Acs) Perugia, 5 giugno 2013 - “Mentre i conti in Gesenu non tornano e la crisi di liquidità dell'azienda addetta alla raccolta e al trattamento dei rifiuti preoccupa non poco i lavoratori che rischiano i premi di risultato, la partecipata del Comune, fiore all'occhiello per lo smaltimento dei rifiuti di Perugia, ha inviato in questi giorni ai propri utenti, le cartelle di pagamento della Tares. Migliaia di cartelle in tutto il capoluogo con gli importi già divisi in rate opzionali. Fin qui tutto procede come da copione pubblicizzato da mesi, ma da una lettura un po' più attenta della bolletta, qualcosa non torna”. Questa la denuncia del consigliere regionale Massimo Monni (Pdl), che riporta un caso specifico: “perché in un appartamento di 40 mq circa non abitato, quindi libero dal dicembre 2012, di cui si detiene la proprietà al 50 per cento, la Tares è stata conteggiata con 3 occupanti all'interno? Da dove sbucano i 3 occupanti se l'appartamento è sfitto? Come vengono calcolati gli occupanti? Svista e buonafede o semplice malizia per la quadratura del cerchio? Ora non rimane che chiedere chiarimenti. Quindi file agli sportelli, perdita di tempo per i malcapitati e così via”. Monni rileva che “cosa più grave se tutto ciò, o ancora di peggio, capita ad un anziano e pensionato che suo malgrado non è ferrato in materia e si fida dell'Amministrazione comunale. Per questo invito tutti i cittadini di Perugia che hanno ricevuto le famose cartelle della Tares – conclude - a verificare attentamente quanto riportato nei dettagli di pagamento, perché a quanto pare le sviste o le distrazioni di Gesenu ricadono immancabilmente sugli utenti che in buona fede pagano salato un servizio già scadente di suo e in più rischiano di pagare anche ciò che non è sempre dovuto”. Red/mp