RIFIUTI: “L'ARRESTO DEL SOCIO PRIVATO DI GESENU FA EMERGERE COME UN SERVIZIO DI RACCOLTA GIÀ CARENTE E COSTOSISSIMO SIA GESTITO DA PERSONAGGI POCO TRASPARENTI” - NOTA DI MONNI (NCD)

Il consigliere regionale Massimo Monni (Ncd) interviene sull'arresto del socio privato di Gesenu spa di cui il Comune di Perugia è socio di minoranza con una quota pari al 45 per cento del capitale. E nel rimarcare come questo fatto faccia emergere una gestione affidata a “personaggi tutt'altro che trasparenti”, per Monni, ora, “le preoccupazioni per il futuro dell'azienda sono duplici: da una parte l'urgenza di una ricapitalizzazione del socio privato e un affrancamento del Comune di Perugia da Gesenu, dall'altra, visto che il 'gruppo madre' è indagato per associazione a delinquere,  chi ci dice che il 'malcostume' adottato per il Lazio non sia stato applicato anche per discariche umbre? Per questo sarebbe opportuno avviare urgentemente un'inchiesta per verificare il regolare smaltimento dei rifiuti a Perugia”.

Data:

10 Gen 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 10 gennaio 2014 - “L'arresto del socio privato di Gesenu spa di cui il Comune di Perugia è socio di minoranza con una quota pari al 45 per cento del capitale,  fa emergere una realtà che dimostra chiaramente come un servizio di raccolta dei rifiuti già carente e con un costo elevatissimo per i cittadini, sia gestito da personaggi tutt'altro che 'trasparenti'”.  Lo scrive il consigliere regionale Massimo Monni (Ncd) che definisce il fatto di “inaudita gravità anche e soprattutto per le dirette implicazioni sulla politica di gestione dei rifiuti e per le inevitabili ricadute negative sulla collettività di Perugia e dintorni”.

Per Monni, “anche se da Gesenu arrivano rassicurazioni a riguardo, non va dimenticato che l'azienda è comunque prossima al dissesto per gli affari siciliani  e persino i dipendenti hanno ormai capito quanto sia precaria la loro situazione lavorativa. In seguito a questa bufera giudiziaria – aggiunge l'esponente del centrodestra - , le preoccupazioni per il futuro dell'azienda sono duplici: da una parte infatti è urgente una ricapitalizzazione del socio privato e un affrancamento del Comune di Perugia da Gesenu, dall'altra, visto che il 'gruppo madre' è indagato per associazione a delinquere,  chi ci dice che il 'malcostume' adottato per il Lazio non sia stato applicato anche per discariche umbre? Sarebbe opportuno quindi avviare urgentemente un'inchiesta per verificare il regolare smaltimento dei rifiuti a Perugia”.

“Già in tempi non sospetti – ricorda Monni -, più e più volte è stata sempre avanzata da parte mia la richiesta di verifiche ed approfondimenti su come l'azienda di smaltimento rifiuti perugina venisse gestita. Partendo dalla delicata questione delle assunzioni clientelari in azienda e nelle sue partecipate di figli di dirigenti, all'imbarazzante situazione di alcune nomine legate al passato dei membri del Cda ed i revisori dei conti all'interno di Gesenu e del riassetto societario. Di fatto, quindi – conclude Monni -, la questione Gesenu non mi ha mai convinto. Ed oggi, purtroppo, i fatti mi danno ragione”. RED/as
 

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Ultimo aggiornamento: 10/01/2014