RIFIUTI: “IL SEGRETARIO DEL PD TEORIZZA INDEFINITE SOLUZIONI PER LA CHIUSURA DEL CICLO MENTRE IL 'SUO' GOVERNO HA PREVISTO CON DECRETO UN INCENERITORE ANCHE IN UMBRIA” - NOTA DI SQUARTA (FDI)

Il consigliere regionale Marco Squarta (FdI) interviene in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria criticando il collega Giacomo Leonelli per le dichiarazioni rilasciate sulla 'proposta concreta di lungo periodo che superi i campanilismi'. Squarta rileva che “mentre il segretario Leonelli e una parte del Pd continua ad indicare ipotetiche soluzioni innovative per superare definitivamente le discariche senza entrare nel merito delle scelte da compiere, a Roma si stanno facendo passi sempre più concreti e minacciosi che impongono un inceneritore all'Umbria, sembra saltando addirittura la valutazione ambientale strategica (come riportato dall'Espresso online: http://goo.gl/N4w0pl)”.

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19 Apr 2016 18:15

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(Acs) Perugia, 19 aprile 2016 - “Appare sempre più urgente che il Partito democratico, magari attraverso il suo segretario e consigliere regionale, Giacomo Leonelli, porti a conoscenza dell'Assemblea legislativa i contenuti del progetto elaborato per superare il fallimento del Piano dei rifiuti, non limitandosi soltanto a declamarli sui giornali, in modo invero piuttosto fumoso”. Lo afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Cesaroni, Marco Squarta, facendo riferimento “a quanto dichiarato da Leonelli in merito alle future strategie per risolvere i nodi della gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria”.

Secondo l'esponente di opposizione “il consigliere regionale del Partito democratico dovrebbe spiegare se 'la proposta concreta di lungo periodo che superi i campanilismi', a cui fa riferimento nelle dichiarazioni riportate dalla stampa (http://goo.gl/CM4zUU), riguarda la costruzione di un nuovo inceneritore sul territorio regionale. In caso contrario Leonelli dovrebbe prendere nettamente le distanze dalle scelte della Giunta di Palazzo Donini, che appena un mese fa, in Conferenza Stato-Regioni, ha accettato l'imposizione del Governo e la previsione di un impianto di termovalorizzazione da 130mila tonnellate come sistema di chiusura del ciclo dei rifiuti in Umbria”.

“Non si può infatti pensare – aggiunge Squarta – di continuare a indicare ipotetiche soluzioni innovative per superare definitivamente le discariche senza entrare nel merito delle scelte concrete da compiere e soprattutto facendo finta di non sapere che nel frattempo, a Roma, si stanno facendo passi sempre più concreti e minacciosi che impongono all'Umbria, saltando addirittura la valutazione di impatto ambientale (come riportato dall'Espresso online: http://goo.gl/N4w0pl), un inceneritore che l'Esecutivo Marini ha invece più volte annunciato di voler contrastare, salvo poi esprimere parere favorevole nella Conferenza Stato – Regioni dello scorso 4 febbraio”.

Squarta conclude ribadendo che “la responsabilità politica dell'emergenza rifiuti che oggi l'Umbria è costretta ad affrontare è tutta in capo al Pd umbro, che per 15 anni si è ostinato a porsi obiettivi di raccolta differenziata che sapeva già in partenza di non poter raggiungere. In particolare, posto che nel 2013 il livello di raccolta differenziata, a livello regionale, si attestava al 48 per cento e oggi, a distanza di tre anni raggiunge sì e no il 50 per cento, non si capisce bene come entro un anno si dovrebbe raggiungere il 65 per cento e addirittura andare oltre tale percentuale. È proprio l’aver programmato percentuali di differenziata che i Comuni non hanno raggiunto, e l’aver fatto finta di niente per anni, che ha portato alla rapida saturazione delle discariche, dando la possibilità al Governo di prevedere per l'Umbria la realizzazione di un inceneritore”. MP/

Ultimo aggiornamento: 19/04/2016