(Acs) Perugia, 11 marzo 2016 - “È notizia fresca di stampa un ordine del giorno dell'Assemblea dei sindaci dell'Auri (Autorità umbra per la gestione dei rifiuti e del ciclo idrico) che chiedono alla presidente della Regione Marini di posticipare il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Un fatto estremamente significativo sulla capacità della Regione di rispettare i termini programmati e sul fatto che la Giunta regionale si ostina a porre obiettivi che, già in partenza, sa di non poter raggiungere”. Lo scrive il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia, Marco Squarta per il quale “se nel 2013 il livello di raccolta differenziata, a livello regionale, si attestava al 48 per cento e oggi, a distanza di tre anni raggiunge sì e no il 50 per cento, non si capisce bene come entro un anno si dovrebbe raggiungere il 65 per cento”.
Per Squarta, “l'unica a non avere chiara questa situazione rimane la presidente Marini che pur di garantire, a parole, la tenuta del sistema del ciclo integrato di gestione dei rifiuti si ostina a non considerare la realtà dei fatti, costringendo i Sindaci a rimarcare con forza che non saranno in grado, entro un anno, di raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo dato – spiega Squarta -, si inserisce in un contesto più ampio che investe l'intero sistema di raccolta e di gestione dei rifiuti in Umbria, a cominciare dal fatto che le discariche sono ormai giunte a saturazione e la tenuta del sistema, in questo momento, non fa altro che puntare sull'ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto. Una realtà che, sappiamo bene, si trova ad un bivio: da un lato il Comune di Orvieto che ha espresso parere contrario all'ampliamento, dall'altro la Giunta regionale che, pur garantendo nella passata legislatura che non ci sarebbe stato un intervento di questo genere grazie al buon funzionamento della differenziata, dispone della Valutazione di impatto ambientale (Via) sull'ampliamento della discarica in questione che dà il via libera all'ampliamento. E con l'assessore Fernanda Cecchini chiamata a decidere di fatto cosa fare, ritrovandosi da un lato con il diniego chiaro ed evidente del Comune e dall'altro il via libera degli Uffici regionali”.
Secondo Squarta, “tutto questo sta causando un caos totale, come del resto è sempre stato da venti anni a questa parte rispetto alla gestione della raccolta dei rifiuti e su come chiudere il ciclo, in modo da arrivare alla chiusura definitiva delle discariche. In questo momento – va avanti l'esponente dell'opposizione - non c'è orizzonte alcuno rispetto alla programmazione in fatto di produzione di Css (Combustibile solido secondario), punto fermo nel piano regionale del luglio 2014. Siamo alle soglie di una situazione di emergenza perché se, come avverrà, da qui ad un anno non saremo in grado di arrivare al 65 per cento di differenziata, cosa certificata dai sindaci dell'Auri, tra 12 mesi – conclude - ci ritroveremo a non sapere dove portare i rifiuti e a non avere, per l'ennesima volta, una programmazione seria in termini di gestione e di chiusura del ciclo”. RED/as