RIFIUTI: “BLOCCARE, CON INIZIATIVA POLITICA E CON LA LOTTA, IL PROGETTO DI TRASFORMARE L'UMBRIA IN DISCARICA” - GORACCI (CU) PUNTA IL DITO SULL'ASSESSORE ROMETTI E SUL PIANO REGIONALE
Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Cu) punta il dito sull'adeguamento del Piano regionale dei rifiuti predisposto dalla Giunta ed illustrato in Seconda Commissione dall'assessore Rometti. Se da un lato Goracci evidenzia il suo compiacimento per l'impulso riservato alla raccolta differenziata, dall'altro si dice profondamente contrario alla possibilità di produrre combustibile solido secondario (Css) quale soluzione per la chiusura del ciclo. Per questo Goracci assicura che si batterà in ogni sede, non solo quelle istituzionali, affinché venga scongiurato questo scenario.
20 Ott 2014 01:00
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(Acs) Perugia, 20 ottobre 2014 - “L'adeguamento del Piano regionale dei rifiuti, illustrato in Seconda Commissione dall'assessore Silvano Rometti, accanto ad apprezzabili elementi ha lasciato coni d'ombra di non poco conto e palesato intenzioni che, personalmente, continuo a respingere e a combattere con immutata coerenza”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) che si dice d'accordo con la parte descrittiva dell'intervento dell'assessore, incentrata sull'andamento della raccolta differenziata, definendo invece un “punto più critico e delicato” quello in cui Rometti ha “ribadito l'intenzione di giungere, anche in Umbria, alla produzione di css (combustibile solido secondario).
In merito alla raccolta differenziata, Goracci ricorda di aver “sempre guardato a questo processo come fondamento indiscutibile di una politica basata sul riciclo dei materiali e sulla diminuzione degli sprechi e del peso specifico delle discariche nel governo complessivo del problema rifiuti. Bene, in questo senso, la crescita della raccolta differenziata in tante realtà importanti del nostro territorio. Tutti ricordiamo – aggiunge -, con soddisfazione, la consegna, nel luglio del 2013, di un attestato di merito a 17 Comuni umbri particolarmente virtuosi nella gestione del processo. Bene, in particolare, l'avvicinamento progressivo all'obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata nel 2017 anche se, occorre evidenziarlo, tale obiettivo era fissato dal Piano per l'anno 2015. Non si può che guardare con attenzione anche al calo della produzione dei rifiuti urbani nel 2013: un - 3,3 per cento rispetto al 2012 e un -10/11 per cento rispetto al biennio 2009-2010. Importante è stato indubbiamente l'impulso impresso alla raccolta differenziata, che ha giocato un ruolo importante, anche se la crisi economica, con la netta diminuzione dei volumi produttivi, è stata parimenti (se non maggiormente) determinante”.
Per Orfeo Goracci, però, “il punto più critico e delicato è un altro: l'assessore Rometti ha ribadito l'intenzione di giungere, anche in Umbria, alla produzione di css (combustibile solido secondario). Una prospettiva, oltretutto ammantata, dall'assessore stesso (come si legge nella relazione del Piano) di toni entusiastici completamente fuori luogo. Definire, infatti, 'scelta assolutamente avanzata e idonea sul piano ambientale' quella di produrre css significa giocare con le parole e, ancor di più, mistificare in maniera intollerabile la realtà. Prima dell'avvento del Decreto Clini, si parlava di rifiuti – ricorda il consigliere regionale -, poi con un colpo di magia gli stessi sono diventati 'combustibili'. Mi batterò in tutte le sedi – assicura Goracci -, non solo quelle istituzionali, affinché venga scongiurato questo scenario. L'Umbria – rimarca - non può diventare l'immondezzaio di tutta Italia, un ruolo che le toccherebbe purtroppo in sorte se andasse in porto il 'progetto css', anche in virtù della baricentricità del territorio. È chiaro a tutti, poi, salvo a chi vuole 'ciurlare nel manico', che la produzione di css nei nostri territori è l'anticamera del bruciare il css stesso negli impianti industriali attivi nella nostra regione e identificati anche dai provvedimenti nazionali (sono 4 gli impianti definiti idonei in Umbria). Primo tra tutti quel Decreto Clini che è la madre di tutte le vergogne e che consente di trasformare i cementifici in inceneritori, con tutte le pesantissime conseguenze sul piano della salute ambientale e delle persone”.
Goracci ricorda di essersi “battuto contro quel Decreto e continuo a farlo assieme a cittadini di ogni colore politico che ne hanno ben compreso il carattere devastante sotto molteplici aspetti. Se poi, come si asserisce, il Piano regionale dei rifiuti può accogliere solo e soltanto la produzione di css – si domanda il consigliere regionale -, perché non emendare il Piano stesso (che già rappresenta un punto avanzato di progresso verso il superamento degli inceneritori) con una chiara ed inequivocabile proposizione sul divieto di bruciare qualsiasi tipo di rifiuto? Senza questo elemento – avverte -, è chiaro ed evidente che si vuole furbescamente aggirare il problema, senza tutelare la comunità da una prospettiva che è e resta rovinosa, antieconomica e contro l'ambiente”.
Secondo il consigliere Goracci, “se queste ambiguità non saranno sciolte, le decisioni politiche che adotterò non potranno che essere, ancora una volta, in distonia con quelle del 'Palazzo' e in piena sintonia con quelle delle comunità in lotta per la difesa della loro vita e del loro avvenire. Non sembri banale, ma voglio ricordare che può essere relativamente facile 'far fuori' in varie forme qualche oppositore a ben determinati poteri, ma sarà difficile, se non impossibile, far passare tra la gente scelte che sono ritenute pericolose per la salute e contrarie ad un sano sviluppo economico. Una scelta del genere – conclude - devasterebbe l'immagine dell'Umbria, 'il cuore verde d'Italia' e sarebbe in totale contrasto con la filiera da decenni riferimento per lo sviluppo della nostra regione: quella di ambiente, cultura e turismo”. RED/as
