RIFIUTI: “AUMENTO TARIFFE INGIUSTIFICATO, SERVE PIÙ TRASPARENZA E MAGGIORE COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI SULLE SCELTE” - AUDIZIONE DEL COMITATO DI MONITORAGGIO CON ASSOCIAZIONI E SINDACATO
Nella seduta odierna del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull'amministrazione regionale sono stati ascoltati i rappresentanti delle associazioni Cittadinanzattiva, Movimento difesa del cittadino e Associazione consumatori utenti, oltre al rappresentante della segreteria regionale della Cgil. Argomento, le strategie possibili per lo smaltimento dei rifiuti in vista del nuovo Piano regionale. Ingiustificati, secondo i rappresentanti dei cittadini, gli aumenti delle tariffe a fronte di servizi che non sono mutati. Per tutti, serve un cambio di strategia e maggiore trasparenza, con un coinvolgimento della popolazione su scelte importanti da fare per il futuro e verso le quali c'è sempre maggiore consapevolezza.
23 Mag 2013 01:00
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(Acs) Perugia, 23 maggio 2013 – Le associazioni di cittadini e consumatori, ascoltate in audizione dal Comitato di monitoraggio, chiedono trasparenza e una maggiore partecipazione dei cittadini sulle scelte che la Regione attuerà con il prossimo Piano rifiuti. Giudicano ingiustificato l'aumento delle tariffe, con vistose differenze da una città all'altra, a fronte di servizi non all'altezza, che ripropongono il conferimento in discarica e troppo poco vanno nella direzione auspicata da gran parte della popolazione, quella del riciclo e del riuso. Rifiuti zero non è un'utopia ma, invece, la strategia da perseguire, in accordo a quanto chiede anche l'Unione europea. Sono alcune delle istanze presentate da Cittadinanzattiva, Associazione consumatori e utenti, Movimento difesa del cittadino ai membri del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull'amministrazione regionale, che per la prima volta ha convocato insieme alle associazioni anche i rappresentanti sindacali, anche se solo la Cgil ha aderito. La presidente del Comitato di monitoraggio, Maria Rosi, ha preso atto delle richieste e delle proposte fatte dai rappresentanti delle associazioni e si riserva di approfondire ulteriormente le tematiche legate allo smaltimento dei rifiuti anche sentendo l'Arpa, la Guardia di Finanza e la Polizia forestale, per arrivare a fornire un quadro completo alla Giunta regionale, che si sta apprestando a varare il nuovo Piano dei rifiuti. Per la presidente del Comitato, l'Esecutivo regionale dovrà tenere conto delle richieste di trasparenza e di maggiore coinvolgimento dei cittadini-utenti, emerse sia con le audizioni che con le recenti manifestazioni pubbliche.
“Per altri 4 o 5 anni sarà ancora possibile conferire rifiuti nell'unica discarica che può ancora accoglierli, quella di Borgo Giglione, con il transito di almeno 30 camion al giorno su strade e luoghi assolutamente non idonei a sopportare tale tipo di traffico – hanno sottolineato i rappresentanti di Cittadinanzattiva – ma abbiamo il tempo di cambiare politica. Temiamo vi sia un tentativo di 'forzare' l'emergenza – ha detto Gabriele Silvestri - per arrivare alla soluzione di bruciare nei cementifici, a vantaggio dei soliti noti e contro la volontà della popolazione, che si è espressa chiaramente anche nell'ultima manifestazione di Terni per la strategia 'rifiuti zero'. Investiamo piuttosto parte dei 20 milioni destinati al nuovo inceneritore che non si farà per potenziare la raccolta a porta a porta, che comporta anche un incremento di posti di lavoro. E separiamo l'operato delle aziende che raccolgono i rifiuti da chi dovrà smaltirli, sapendo bene che l'interesse è nel fare lo smaltimento, non la differenziata. Vendendo plastica e carta riciclata c'è un grosso guadagno, a patto che vi sia una strategia di marketing impostata su questo, non l'attuale conferimento in consorzi”.
“I cittadini devono pagare lo smaltimento dei rifiuti, ma le bollette che stanno arrivando assomigliano tanto a una seconda Imu, anche a livello di stangata economica per le famiglie – ha detto Giuliano Mancinelli dell'Acu (Associazione consumatori utenti) – perché si viene a pagare sulla base dei metri quadri dell'appartamento in cui si vive e paga tanto al metro anche chi vive solo, in modo indifferenziato rispetto ad una famiglia numerosa, che certamente produce più rifiuti”. Lamentata anche la disparità di trattamento da città a città: a Perugia si paga più del doppio della media regionale (ha fatto l'esempio di famiglia con 3 persone in 100 metri quadri: paga qualcosa più di 300 euro, a fronte della media umbra di 150 euro).
“Rifiuti zero è la strategia, non un'utopia – ha affermato Cristina Rosetti del Movimento difesa del cittadino – e piuttosto che puntare sulla termovalorizzazione che, contrariamente a quanto si dice, non crea lavoro, facciamo presto a dotarci di impianti adeguati per il recupero e il riciclo, che avranno sicure ricadute positive sull'occupazione. Occorre favorire la crescita di una nuova industria e fare centri di ricerca sui materiali, per riuscire ad interagire con le imprese. Inoltre va data la giusta informazione agli utenti, fin dalla bolletta, dove deve essere comunicata la performance del servizio, mentre adesso troviamo i dati solo sul web. Le tariffe sono troppo alte e ingiustificate, vista l'arretratezza dei servizi stessi. Gesenu è azienda leader nel settore, la crisi di liquidità si è generata altrove, anche se la pagano gli umbri, come nel caso di Umbria mobilità. Così non va. Poniamo fine a vicende come quella dell'Ati 4, che è al 35 per cento di raccolta differenziata, i cui responsabili vengono in audizione e parlano di emergenza, quando sono loro stessi, con la loro improponibile performance, la vera emergenza. Chi inquina paga, questo è il principio da inserire nel nuovo Piano rifiuti e negli Statuti comunali”.
Per il sindacalista Vasco Cajarelli (segreteria regionale Cgil), “è necessario cambiare passo, nonostante la difficoltà politica nel risolvere la partita dei rifiuti con i grandi interessi che sono in gioco. Serve un passo in avanti della programmazione regionale e deve essere fatto subito. La prossima Giunta potrebbe persino avere più problemi di oggi nel gestire politicamente ambiti tanto importanti. Perciò mettiamo in campo una strategia che abbia un impatto positivo sull'occupazione in questo momento di crisi lacerante e impegniamoci a trovare soluzioni per quanto viene raccolto, visto che, al momento, non ci sono aziende che prendono la plastica. Il Piano rifiuti è chiaramente superato, serve una economia di scala, non certo l'attuale numero di aziende, sono oltre 30, che lavorano sui rifiuti”.
Per la presidente del Comitato di monitoraggio, Maria Rosi, il punto di vista dei consumatori e degli utenti dei servizi “è fondamentale per assumere le decisioni più giuste e condivise nel prossimo Piano regionale dei rifiuti. Per questo abbiamo convocato le associazioni e i sindacati, anche se si è presentata solo la Cgil. Cerchiamo di convergere verso servizi più efficienti ed economici, basta con il continuo aumento delle tariffe e con le scarse spiegazioni date a chi paga. Cerchiamo piuttosto di venire incontro alle richieste di trasparenza, perché chi paga ha tutto il diritto di sapere come vengono gestiti i rifiuti. E' importante sapere che fine fanno la plastica e il cartaceo che noi cittadini differenziamo, perché c'è dietro un business molto ampio, che in altre regioni viene monetizzato, attraverso il riutilizzo e la produzione di energia, e messo a bilancio, mentre noi restiamo una regione di transito per certi tipi di rifiuti, per non parlare di quelli speciali, altro interrogativo cruciale. Qui manca la trasparenza che le associazioni chiedono. Oggi la situazione è completamente diversa rispetto a dieci anni fa, ci sono molte altre tecnologie oltre allo smaltimento con termovalorizzazione ed occorrono risposte più dinamiche e veloci. Non so – ha aggiunto – se la chiusura del ciclo si deve fare nelle cementerie oppure no. Con il nostro lavoro di monitoraggio vorremmo indirizzare la Giunta nel trovare la via migliore, oltre al processo di diminuzione della produzione e alla differenziazione, per smaltire i nostri rifiuti con la massima condivisione possibile da parte della popolazione, sempre più attenta alle esigenze del territorio e della salute dei cittadini, e la massima trasparenza possibile, cercando un equilibrio fra tasse e servizi”. PG/pg
