RICOVERI PER ANIMALI: “SUPERARE IL REQUISITO DI IMPRENDITORE AGRICOLO E IL LIMITE DEL POSSESSO DEL TERRENO ALLA SOLA SUPERFICIE NECESSARIA” - BUCONI (PSI) E SMACCHI (PD) PRESENTANO UNA PROPOSTA DI LEGGE

 
I consiglieri regionali Massimo Buconi (Psi) e Andrea Smacchi (Pd) hanno presentato una proposta di legge regionale che, modificando le normative umbre “19/'94”, “1/2005” e “1/2004”, interviene sulla problematica connessa alla realizzazione dei ricoveri per animali da compagnia o detenuti per scopo ludico sportivo. I firmatari mirano a superare “il requisito di imprenditore agricolo e il limite del possesso del terreno alla sola superficie necessaria” per i ricoveri destinati ad animali da compagnia e d’affezione o detenuti per scopo ludico-sportivi.

Data:

05 Lug 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 5 luglio 2012 – I consiglieri regionali Massimo Buconi (Psi) e Andrea Smacchi (Pd) annunciano la presentazione di una proposta di legge congiunta “per affrontare la problematica connessa alla realizzazione dei ricoveri per animali da compagnia o detenuti per scopo ludico sportivo”, mirata a “ribadire il rispetto di norme chiare, di più semplice attuazione e soprattutto con minore burocrazia”. I firmatari spiegano che “l’attuale normativa vigente anche in Umbria per quanto riferito soprattutto ai cani, sotto la generica dicitura 'canile' ricomprende qualsivoglia fattispecie, nel senso che il canile per il ricovero e la custodia dei cani randagi, oppure i canili per gli allevamenti o per chi detiene cani a scopo di compagnia o ludico-sportivo, li raggruppa sotto una unica generica definizione senza nessuna distinzione ne tipologica ne normativa”.


 

Buconi e Smacchi evidenziano che “le esigenze delle strutture in relazione alle necessità degli animali contenuti e le stesse necessità degli animali ricoverati sono diverse a seconda che si tratti appunto di cani randagi destinati a lunghi periodi di permanenza in spazi minimi e senza possibilità di uscire, rispetto a quelle di un allevamento dove c’è un’alta densità e concentrazione di cani adulti e cuccioli e completamente diverse da quelle di strutture amatoriali per animali da compagnia o detenuti per scopo ludico-sportivo che invece sono molto meno intensivi e che godono nell’arco della giornata e della settimana di frequenti momenti di uscita e spazi liberi”. I consiglieri regionali della maggioranza rimarcano inoltre che “l’attuale normativa prevede che per la realizzazione di tali strutture, a meno che non si tratti di canili pubblici per cani randagi, occorra tra l’altro essere imprenditore agricolo e disporre di almeno 5 ettari di terreno. È intuitivo che tale norma, che ha un senso per la costruzione di manufatti in ambito agricolo al fine di tutelare il territorio da abusi, è sicuramente eccessiva per la fattispecie di un canile in quanto la tipologia costruttiva, soprattutto recinzioni e tettoie, non si presta certo a furbesche trasformazioni edilizie nel tempo”.


 

Secondo gli esponenti del Psi e del Pd “pensare di chiedere il titolo di imprenditore agricolo ed il possesso di 5 ettari di terreno a chi vuole realizzare 50-100 metri quadrati di struttura per un canile è sicuramente una norma che si presta ad essere vissuta dai cittadini interessati come vessatoria. Da qui nasce la proposta di legge tesa a modificare le leggi regionali '19/'94', '11/2005' e '1/2004' affinché per le sole strutture per animali da compagnia e d’affezione o detenuti per scopo ludico-sportivi si preveda il superamento del requisito di imprenditore agricolo e il limite del possesso del terreno alla sola superficie necessaria. Fermi restando ovviamente il rispetto delle norme sul benessere animale nonché quelle igienico-sanitarie per gli scarichi. Contestualmente a questa proposta di legge la Giunta di Palazzo Donini – informano i consiglieri regionali - sta predisponendo un nuovo regolamento per disciplinare da un punto di vista igienico sanitario e del benessere animale la realizzazione di canili a seconda delle diverse tipologie: animali randagi, allevamenti, animali da compagnia o per attività ludico sportiva”.


 

Buconi e Smacchi concludono rilevando che l'approvazione di questo complesso di norme renderebbe “sicuramente molto più semplici le procedure e creerebbe anche le condizioni per poter adeguare alla normativa le strutture esistenti, rendendo altresì più chiaro che cosa fare a chi deve realizzare un nuova struttura”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 05/07/2012