RICOVERI PER ANIMALI DA AFFEZIONE: “NON È SUFFICIENTE L'INTERVENTO LEGISLATIVO IN MATERIA URBANISTICA, OCCORRE ANCHE MODIFICARE LE NORME DI POLIZIA VETERINARIA” - NOTA CONGIUNTA DI BUCONI (PSI) E SMACCHI (PD) FIRMATARI DI UNA PROPOSTA DI LEGGE

I consiglieri regionali Massimo Buconi (Psi) e Andrea Smacchi (PD) esprimono soddisfazione per la discussione che si è sviluppata stamani in Seconda Commissione sulla questione relativa alla normativa vigente per la tutela degli animali da affezione e al loro ricovero e sulla quale i due esponenti della maggioranza hanno presentato una  iniziativa legislativa. Nel giudicare “importante l'impegno assunto dall'assessore Rometti di esaminare attentamente le questioni e di intervenire quanto prima con una proposta complessiva ed unificante della Giunta regionale”, definiscono “positivo” il fatto che l'assessore alla Sanità Tomassoni  porterà presto in Giunta una proposta di modifica del regolamento sulla disciplina igienico-sanitaria riferita ai canili”. Per Buconi e Smacchi, infatti, “non è sufficiente l'intervento legislativo in materia urbanistica, ma occorre modificare anche le norme di polizia veterinaria per dettare meglio i criteri di detenzione nel rispetto della legge sul benessere degli animali”.

Data:

12 Lug 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 12 luglio 2012 - “La nostra iniziativa legislativa è tesa a far sì che la norma urbanistica umbra vada a disciplinare in maniera specifica la realizzazione dei canili, lasciando invariata la normativa vigente sul randagismo o sull'allevamento professionale a scopo commerciale. Chiaramente non è sufficiente l'intervento legislativo in materia urbanistica, occorre anche modificare le norme di polizia veterinaria per dettare meglio i criteri di detenzione nel rispetto della legge sul benessere degli animali”. Lo scrivono, in una nota congiunta, il consiglieri regionali Massimo Buconi (Psi) e Andrea Smacchi (PD) a margine della riunione odierna della Seconda Commissione consiliare dove all'ordine del giorno c'era proprio la questione relativa alla normativa vigente per la tutela degli animali da affezione e al loro ricovero e sulla quale i due esponenti della maggioranza hanno presentato una specifica iniziativa legislativa.

E proprio sulla discussione alla quale ha partecipato, in audizione, anche l'assessore regionale all'Urbanistica Silvano Rometti, Buconi e Smacchi esprimono “soddisfazione”, oltre all'apprezzamento perché “altri colleghi (Zaffini e Mantovani) si stanno occupando del problema “seppure in maniera  molto più parziale e limitata alla problematica”.

I due consiglieri regionali ricordano che “già dai primi giorni di aprile avevamo presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta un intervento che andasse a meglio normare questa problematica. In Umbria – spiegano - vige la normativa sulla detenzione degli animali da affezione che viene però confuso con il fenomeno, completamente diverso, del randagismo. Le normative urbanistiche dell'Umbria non prevedono una specifica tipologia per quanto riguarda i canili privati, soprattutto in zona agricola, ma genericamente viene affrontata la questione dei manufatti. In sostanza, la normativa urbanistica umbra non si è adeguata alla legge nazionale che ha recepito le norme europee (Convenzione di Strasburgo del 1987) sul benessere degli animali. Quindi- rimarcano -  c'è una effettiva esigenza di adeguamento”.

“La nostra proposta di legge  – spiegano - tende a semplificare le procedure, a superare il requisito di imprenditore agricolo, lascia in capo alle amministrazioni comunali la potestà di regolamentare meglio i requisiti organizzativi. Giudichiamo importante anche l'impegno assunto dall'assessore Rometti di esaminare attentamente le questioni e di intervenire quanto prima con una proposta complessiva ed unificante della Giunta regionale. È anche positivo – sottolineano Buconi e Smacchi - che l'assessore alla Sanità Franco Tomassoni  a giorni porterà in Giunta una proposta di modifica del regolamento sulla disciplina igienico-sanitaria riferita ai canili. In questo modo sarà possibile armonizzare il rispetto della legge nazionale sul benessere degli animali, la normativa urbanistica e quella igienico-sanitaria. Quindi – concludono - meno burocrazia e più certezza delle norme con la consapevolezza di fare del bene all'ambiente”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 12/07/2012