Revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti (Prgir)
In Seconda commissione audizione dei rappresentanti delle Province di Perugia e Terni e dei Comuni sede di impianti sulla proposta di pianificazione predisposta dalla Giunta regionale
03 Nov 2026 16:21
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(Acs) Perugia, 3 novembre 2026 – Dopo la presentazione, la scorsa settimana, del documento predisposto dalla Giunta regionale contenente la ‘Revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti (Prgir) https://tinyurl.com/yphmbn8z, in Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, ha preso il via, oggi, la fase delle audizioni con tutti i soggetti interessati alla materia.
A Palazzo Cesaroni sono stati invitati i due presidenti delle Province di Perugia e Terni ed i Sindaci delle città sedi di impianti. Sono emerse, sostanzialmente, condivisioni, ma anche richieste di approfondimenti e chiarimenti rispetto soprattutto alla vita e all’utilizzo delle discariche. Apprezzamento è stato espresso per la previsione di una gestione omogenea del ciclo a livello regionale.
Interventi
Laura Servi (Vicepresidente Provincia di Perugia) ha espresso “condivisione sulla impostazione del Piano e sulla sua validità dinamica con un nuovo metodo di conferire la transizione ecologica attraverso un piano che vede al centro la valorizzazione del rifiuto che può essere trasformato in materia prima seconda dando luogo ad un’economia circolare. Tutto questo facendo in modo di superare il vecchio concetto di smaltimento attraverso l’incenerimento con tutte le conseguenti criticità prodotte”.
Stefano Bandecchi (Presidente Provincia di Terni): “I problemi che riscontriamo come Provincia di Terni sono molteplici. Il Comune di Orvieto è assolutamente contrario all’ampliamento della discarica, contrarietà condivisa anche dalla Provincia che ha espresso un parere negativo a livello ambientale. Soprattutto su due passaggi della normativa sono necessari specifici approfondimenti. Il primo riguarda lo smistamento dei rifiuti nella zona di Maratta e qui chiediamo cosa verrà fatto realmente e quali risparmi comporterà questo tipo di situazione. Disponiamo di un termovalorizzatore che inquina regolarmente e quotidianamente la città bruciando rifiuti di cartiera. Lo stesso termovalorizzatore potrebbe quindi lavorare l’indifferenziato prodotto in Umbria che equivale allo stesso quantitativo acquistato di materiale di cartiera. Otterremo così un’energia a costo minore ed un migliore servizio per l’Umbria. A Terni ci siamo poi accorti, grazie alla Provincia, che spesso i Pef (Piano economico-finanziario: calcolo dei costi efficienti complessivi per lo svolgimento del servizio di nettezza urbana) dei comuni sono sbagliati. Quindi, prima di mettere mano ad una nuova normativa sulla nettezza urbana vanno verificati questi dati. Va cambiato il concetto della differenziata e quindi la modalità di raccolta dei rifiuti domestici che deve andare oltre ai bidoncini davanti alle case. Servono centri di raccolta premianti, centri ecologici intelligenti”.
David Grohmann (assessore Comune di Perugia): “Condividiamo questa revisione del Piano regionale dei rifiuti. La regione è già caratterizzata da una serie di impianti per il trattamento dei rifiuti e molti di questi non stanno lavorando a pieno carico, tra cui il nostro impianto di Ponte Rio. L’Umbria, in termini impiantistici, deve giustamente funzionare come un sistema unico, perché i costi fissi degli impianti sono il tallone di Achille della gestione. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento della raccolta differenziata, bene quindi la scelta di non prevedere un termovalorizzatore. Bene anche la parte dedicata, nel Piano, alla prevenzione come pure l’organizzazione della piramide di gestione. L’obiettivo della norma è ambizioso e sfidante. L’organizzazione va fatta comunque sugli abitanti equivalenti e non su quelli residenti perché ci sono diversi comuni caratterizzati da flussi turistici importanti o, come Perugia dove risiedono provvisoriamente studenti o lavoratori. Bene ragionare sui centri di riuso, sui centri di raccolta che vanno potenziati. Su tutto questo serve ovviamente l’impegno dei Comuni. Bene la gestione omogenea del ciclo a livello regionale”.
Claudio Batini (consigliere di Terni, delegato dal Sindaco): “Stiamo parlando di un Piano in parte già superato visto che c’è uno stato di avanzamento importante dei contenuti. Vogliamo sostanzialmente capire cosa accadrà a Terni. L’attuale Amministrazione regionale prevede di scaricare nelle discariche oltre un milione di tonnellate di rifiuti fino al 2035. Salta così la narrazione della chiusura delle discariche. Il Piano, di fatto, prevede un unico sito di meccanizzazione dove transiteranno, ogni anno, 130mila tonnellate di Css. ma non viene detto dove verrà previsto”.
Andrea Sacripanti (assessore Comune di Orvieto): “Evidenzio una contraddizione laddove il nuovo Piano si ripromette di superare le discariche, ma poi qualche pagina più avanti delega ad Auri di monitorare lo sversamento nelle discariche per valutarne la capacità residuale. Non viene affermato in maniera chiara il superamento delle discariche. Se si è scelto di estromettere il termovalorizzatore previsto nel vecchio piano, mantenendo al contempo le discariche per la chiusura del ciclo, siamo di fronte ad un'evidente contraddizione. Chiediamo che nel nuovo piano venga specificato che le discariche non avranno più un ruolo strategico per la chiusura del ciclo, ma un ruolo marginale, escludendo ogni possibilità di ampliamenti post 2035. Esprimiamo dubbi sull’impiantistica per il trattamento e il riciclo dei rifiuti. Ad oggi l’unico metodo adottato è il porta a porta, ma costa tantissimo per i contribuenti, a partire dal costo del carburante, quindi se si basa tutto sulla differenziata si dica con quali risorse e metodi si sosterrà il metodo senza appesantire le tariffe. Quello che interessa è capire la sostenibilità economica di un piano così spinto. Attualmente non ci sono strumenti per una valutazione puntuale. Quello di termovalorizzare rimane un percorso da prendere in considerazione. Ci spaventa il fatto che nel Piano non c’è nulla di definito soprattutto in fatto di costi”.
Luca Secondi (sindaco di Città di Castello): “Quello dei rifiuti è tra i temi più complessi da affrontare per un’amministrazione locale. Il Piano inquadra bene la situazione da calarsi poi sull’aspetto dell’impiantistica. La raccolta è una delle parti, ma poi la gestione va canalizzata nell’aspetto impiantistico che deve tenere in mano una sostenibilità ambientale ed economica, efficace per l’ambiente con il minore impatto possibile. L’impiantistica è dimensionata sulle necessità reali. Rispetto alla raccolta, la realtà umbra è diversa da territorio e territorio. È importante investire su punti di raccolta informatizzati e centralizzati. Vanno organizzati i servizi con modalità accentrate”.
Agnese Protasi (assessore Comune di Spoleto): “bene il cambio di paradigma effettuato, necessario per un cambio di passo dell’economia circolare e recupero della materia. È stata un’evoluzione culturale. Dobbiamo avere chiaro il percorso dello smaltimento puntando seriamente sulla chiusura del ciclo attraverso il recupero di materia per il riuso, fondamentale per dare concrete risposte a livello ambientale ed economico. Quello del ciclo dei rifiuti è un argomento che va letto in maniera trasversale”.
Francesco Gagliardi (Vicesindaco Comune di Gubbio): “Sul Piano, come già detto in sede di parere Cal, riteniamo che andrebbero approfondite alcune osservazioni costruttive con la Giunta regionale. Non si tratta di una contrapposizione politica rispetto all’orientamento di chi guida la Regione, che ha il diritto di compiere le proprie scelte. Sul Css non siamo contrari a tecnologie moderne di utilizzo nel sistema produttivo, ci interroghiamo sulla portata del Piano dove sono necessari alcuni approfondimenti”. AS/
