Rendiconto 2025 e Assestamento 2026-2028
La discussione congiunta in Assemblea legislativa dei due atti proposti dalla Giunta regionale. Dopo i relatori di maggioranza e minoranza, sono interventi: Pernazza (FI), Betti (Pd), Filipponi (Pd), Arcudi (Tp-Uc), gli assessori De Rebotti, De Luca, Meloni e Bori, e la presidente Proietti. Seguirà il voto degli emendamenti, degli ordini del giorno e del testo finale dei due atti
30 Lug 2026 18:15
17 minuti, 35 secondi
(Acs) Perugia, 30 luglio 2026 – In Assemblea legislativa si è svolta la discussione congiunta dell’Assestamento del bilancio di previsione della Regione Umbria per il triennio 2026-2028 e del ‘Rendiconto generale dell’amministrazione regionale per l’esercizio finanziario 2025’. Dopo i relatori di maggioranza e minoranza Filipponi (Pd) e Agabiti (FdI) per il Rendiconto 2025 (https://tinyurl.com/3bu6ap9u), e le relazioni di maggioranza e minoranza di Filipponi (PD) e Pernazza (FI) per l’Assestamento 2026-2028 (https://tinyurl.com/2633jezs), sono intervenuti: Pernazza (FI), Betti (Pd), Filipponi (Pd), Arcudi (Tp-Uc), De Rebotti (assessore), De Luca (assessore), Meloni (assessore), Bori (assessore) e la presidente Proietti. Dopo la discussione seguirà il voto degli emendamenti, degli ordini del giorno e del testo finale dei due atti.
INTERVENTI
Laura Pernazza (FI): “Il Rendiconto non certificata la qualità delle scelte e non certifica se gli obiettivi sono stati raggiunti. Il pareggio, come scrive la Corte dei conti, è fragile e non strutturale, comprato con milioni di tasse e 71 milioni di tasse relative a partite straordinarie. La gestione della sanità peggiora e i cittadini vanno a curarsi fuori regione: la mobilità passiva assorbe quasi interamente l’incremento dei fondi nazionali. Il ritardo medio nelle prestazioni ambulatoriali è di circa 12 giorni. La solidità che viene sbandierata non è stata raggiunta e le liste di attesa non sono state ridotte. Il controllo di gestione non è stato riavviato: lo strumento principe della trasparenza resta così al chiodo. I molti Tavoli convocati non producono effetti concreti e manca una concreta misurazione dei risultati. Siamo preoccupati per l’utilizzo delle posizioni dirigenziali, in gran parte coperte ad interim: un sintomo di difficoltà nella programmazione dei bisogni. A fronte di una minore capacità di incassare aumenta la spesa per convegni e pubblicità. Resta un eccesso nell’accantonamento, che eccede di 16 milioni la stima degli Uffici, con una consistente riduzione delle risorse disponibili. Vengono immobilizzate risorse oltre il necessario preferendo pescare nelle tasse degli umbri piuttosto che razionalizzare la spesa. Sugli ospedali di Terni e di Narni non ci sono segnali positivi e notizie chiare. Voteremo convintamente contro questo documento: se i conti sono a posto restituite agli umbri le tasse che avete messo”.
Cristian Betti (Pd): “La Corte dei conti ha certificato un cambio di passo. E questo è davvero importante. Siamo di fronte ad un Bilancio di diritti che pone attenzione agli ultimi, garantendo il diritto a curarsi, alla mobilità, alla casa. Impegni concreto a cui sono state assegnate risorse dedicate. Dobbiamo porre l’attenzione, per quanto riguarda l’assestamento, su alcune voci specifiche che denotano una precisa linea politica: 4 milioni aggiuntivi per la non autosufficienza; 720mila euro per il reclutamento di docenti per le scuole di specializzazione in medicina; 240mila euro per ausili estetici per pazienti oncologici; 1 milione di euro aggiuntivi per i nuovi nati; 1 milione di euro per l’acquisto della prima casa; 3 milioni per la mobilità; 5 milioni per l’aeroporto; 1,8 milioni per la mobilità alternativa. Una serie di interventi che rendono l’idea delle nostre priorità. Per il lago Trasimeno non ci sono state risorse e attenzioni adeguate negli ultimi anni. Ma ora sono iniziati i dragaggi e vengono previsti 900mila euro per la manutenzione ordinarie. Vogliamo invertire un trend con una potenza enorme, recuperando anche gli zero euro del Pnrr che sono stati destinati a questo comprensorio. Sono stati previsti interventi attesi da anni sulla viabilità a Magione e Corciano; San Giustino e Pineta; al Broletto e sulle ciclopedonali. Tutti interventi mirati a migliorare la vita dei cittadini. È un assestamento che va nella direzione contraria a quanto normalmente siamo abituati a vedere. Una dimostrazione di concretezza che produce interventi importanti per i nostri territori”.
Francesco Filipponi(PD): “Riallacciandomi ad alcune riflessioni di chi mi ha preceduto rispetto a quello che stiamo facendo per Terni, ricordo che Umbria Jazz nel periodo pasquale fu riportata a Terni dalla Giunta di Catiuscia Marini attraverso l’utilizzo dei canoni derivanti dalle grandi derivazioni idroelettriche attraverso le parti che venivano riversate ai Comuni. Ma a Terni, a differenza del passato, con quelle risorse ci hanno pagato le luminarie e questa è una mancanza di rispetto verso la comunità. È quindi importante sapere come vengono utilizzati quei fondi affinché portino beneficio alla cittadinanza. Per Terni ricordo l’Accordo di programma Ast sottoscritto nella scorsa annualità con tutte le sue straordinarie potenzialità per la città di Terni, per la provincia di Terni e per l’Umbria. Oltre un miliardo di euro di risorse tra private e pubbliche vengono mosse da questo accordo di programma tra Ast, Regione Umbria, Comune di Terni e Ministeri competenti che portano benefici alla città dal punto di vista della salute, dal punto di vista ambientale, del lavoro e quindi dello sviluppo economico della città. Ricordo che l'assessore De Luca ha presentato qualche giorno fa, insieme all'assessore De Rebotti e alla presidente Proietti un disegno di legge per la costituzione di una società regionale mista per la gestione delle grandi derivazioni idroelettriche. Era parte dell'accordo di programma da cui scaturirà una concreta risposta alle istanze della città attraverso maggiori risorse che saranno messe a disposizione di quel territorio. Aggiungo gli oltre 700mila euro messi a disposizione per la ciclovia dell'intera area intorno al lago di Piediluco, così come le risorse impegnate per la rifunzionalizzazione della ciclovia Terni-Narni, ma anche quelle messe a disposizione nel precedente bilancio di assestamento 2025 per l'acquisto della sede di Arpal, del centro per l'impiego, che verrà inaugurata il prossimo mese di settembre. Mi piace ricordare poi tutte le Case e gli Ospedali di comunità per i quali in questa legislatura sono stati terminati i lavori che venivano dalla legislatura precedente, strutture assolutamente necessarie per i nostri cittadini, punti unici di accesso che lì sono stati creati e definiti insieme alle zone sociali e ai comuni. Ricordo anche l’investimento che viene dalla precedente legislatura, ma che in questa è stato terminato, ovvero la sede regionale di Via Saffi e la rifunzionalizzazione della sede regionale di Palazzo De Santis per la quale sono stati stanziati nel bilancio di assestamento 150mila euro per le manutenzioni dei locali che saranno utili anche alle nostre partecipate regionali, oltre che ai cittadini. E poi i 17 milioni di euro che si stanno investendo in lavori nell'area universitaria di Pentima e la rifunzionalizzazione del polo centro multimediale per la nuova sede dell’istituto Briccialdi alla quale la Regione ha contribuito con 300 mila euro oltre al finanziamento delle borse di studio per i Dottorati. Mi piace citare poi il lavoro significativo e importante di una portata straordinaria che si sta facendo rispetto alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni, che è prioritario per questa maggioranza e per la comunità regionale. Sicuramente verrà rispettato l'impegno preso dalla Presidente e dalla Giunta di arrivare alla definizione del DOCFAP entro la giornata di domani, 31 luglio, così come l'aggiornamento rispetto all'ospedale di Narni-Amelia per i passaggi che abbiamo ricordato più volte in quest'Aula. Si tratta di investimenti straordinariamente importanti, un lavoro straordinario che porterà l’ospedale di Terni a rappresentare un punto di riferimento non solo per la sanità regionale, ma anche per cittadini di altre regioni limitrofe, aiutando a recuperare mobilità attiva. Questi investimenti nella parte sud della regione aiutano lo sviluppo complessivo dell’intero territorio regionale. Bene il risultato di amministrazione e il disavanzo ridotto da 70 milioni nel 2024 a 6 milioni e 200 mila nel 2025, si riparte da lì al fine di programmare tutta una serie di investimenti straordinari. Importantissimo l'investimento sul diritto allo studio per oltre 22 milioni di euro per creare 500 posti nido in più e per dare un supporto straordinario alle famiglie; l'abbonamento a 70 euro per oltre centomila studentesse e studenti umbri che avranno questa possibilità significativa per pesare meno sulle spalle delle loro famiglie il diritto alla scuola, così come i 20 milioni di euro sul co-housing sociale e il milione di euro nel 2027 per il bando per l'acquisto della prima casa per particolari categorie di famiglie o single. Per noi queste non sono misure di bandiera, ma dimostrano straordinaria attenzione nei confronti di chi è più in difficoltà, chi è più indietro e soprattutto nei confronti di chi ha di meno”
Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Il bilancio è sempre un'occasione importante di confronto. È lo strumento più importante di pianificazione e programmazione. Ho cercato di leggere i numeri con grande attenzione facendo anche raffronti con gli anni precedenti. Obiettivamente la narrazione che viene fatta non è coerente con la situazione sociale ed economica che vivono i cittadini umbri. È fondamentale effettuare un’analisi partendo da una valutazione obiettiva ereditata da stagioni di governo che si sono susseguite e che hanno prodotto situazioni anche non positive. Il riconoscimento di area Zes è stato introdotto perché i dati economici dell’Umbria erano al di sotto della media nazionale e molto più simili al sud. Dopo quasi due anni del vostro governo, qual’è la situazione oggi in Umbria? Bisogna partire da un dato, alcune risorse aggiuntive ci sono. Avete deciso di trasferire risorse che erano della classe media e che potevano essere gestite da loro alla Regione e quindi al ‘pubblico’, scelta sbagliata in un contesto di crisi economica e in un periodo come quello che si stiamo vivendo a livello internazionale con dati economici in crollo. L’unica cosa da fare erano manovre recessive. L’aumento delle tasse va ad indebolire l’economia. E lo vedremo nel dato 2026-’27. Dovremmo evitare di far crescere l’Umbria meno delle altre regioni del Centro Italia. Dopo la manovra fiscale che avete adottato, le azioni messe in campo hanno migliorato la situazione in Umbria? La situazione attuale viene vissuta con preoccupazione e delusione perché manca la visione. Bene gli interventi sul diritto allo studio, per la casa, ma da soli non creano sviluppo. Le azioni che avete messo in campo sono state orientate dalla parte politica più a sinistra della coalizione. L’area moderata è marginalizzata. Le grandi sfide strategiche non compaiono, sono state bloccate tutte le più importanti infrastrutture viarie. Siamo di fronte ad una regione immobile, senza prospettiva infrastrutturale. Non siete riusciti a gestire due cantieri, creando problemi evidenti ai cittadini per mancanza di programmazione con Anas. Il cantiere di Madonna Alta dura da oltre due anni creando problemi di accesso per il capoluogo. I cittadini umbri sono in grandissima sofferenza. L’Anas apre i cantieri, non li chiude, ma nessuno se ne occupa. In sanità ho letto comunicati entusiasti della presidente Proietti, ma i dati vanno letti nella giusta maniera: il 21 giugno sono usciti i dati Agenas e la povera Umbria è 19esima su 21 regioni con capacità di risposta alla richiesta di prestazione da parte dei cittadini (visite e prestazioni diagnostiche). Ancora non si vede il piano sanitario, non si è avuto il coraggio di fare una riforma seria. Serve coraggio nell’affrontare la riorganizzazione del sistema sanitario e costruire nuovi equilibri strutturali. In ogni occasione vengono assicurate date che poi vengono rimandate, come per l’ospedale di Terni. Al lago Trasimeno vado spesso, ma al di là della buona volontà, fotografo una situazione estremamente critica. Le responsabilità vengono da lontano, non possiamo costruire una propaganda dicendo che è meglio della Sardegna. Oggi siamo a fine luglio: -1,81 cm sullo zero idrometrico, 184 metri di spiagge, battelli che non viaggiano, lavori sulle darsene partiti negli ultimi giorni, invasi dai chironomidi. La realtà di oggi è questa e per questo centinaia di cittadini chiedono aiuti. Bene l’intervento sugli abbonamenti per gli studenti, è scelta fatta bene ed obiettiva, che aiuta le famiglie, come altri interventi su welfare. Ma l’Umbria soffre. Sull’ambiente ho letto i documenti dell’assessore De Luca e al di là di quanto si dice rimane un punto strategico: la differenziata oltre a una certa percentuale non arriverà mai. Il tema che non si vuole affrontare è la parte residua dei rifiuti da smaltire. Da calcoli di persone competenti rimarrà sempre un 15-20% da smaltire o in discarica o, sarebbe la soluzione migliore, attraverso impianti moderni di termovalorizzazione, come ha fatto il Sindaco di Roma. Bisogna costruire sviluppo altrimenti le future generazioni avranno importantissime difficoltà”.
Francesco De Rebotti (assessore): “I lavori sulle gallerie di Perugia erano ampiamente programmati e vedono l’impiego di circa 100 addetti su 24 ore. Non tutti i lavori possono essere effettuati di notte, con smontaggi quotidiani delle strutture. I lavori vengono quindi concentrati in periodi estivi in cui dovrebbe ridursi il traffico. Le date previste per l’ultimazione dei lavori sono 13 e 31 agosto, da quei giorni si inizierà a lavorare di notte. Ulteriori interventi saranno effettuati la prossima estate. Si è ipotizzato di aprire una corsia esclusivamente per i mezzi di emergenza, un elemento aggiuntivo di perfezionamento. La data del 31 agosto potrà probabilmente essere anticipata. Cittadini e imprese stanno subendo delle conseguenze ma questi lavori devono essere effettuati entro il 2027. In realtà potevano essere iniziati già dal 2020, dalla Giunta regionale di allora. Ci stiamo organizzando per gestire la chiusura della stazione di Fontivegge, che tornerà operativa verso sud il 24 agosto mentre verso nord dobbiamo aspettare la fine degli interventi di messa in sicurezza sulla Perugia-Terontola e su Firenze. Si tratta di interventi indispensabili che non rientrano nel Pnrr. Sulla E45, nel tratto Perugia-Orte, in questi giorni ci sarà un solo cantiere grazie ad una condivisione e programmazione con Anas, a cui abbiamo chiesto non la sospensione dei cantieri ma la conclusione dei lavori entro il 31 luglio. A novembre apriranno altri cantieri, per i quali abbiamo chiesto ad Anas la massima attenzione nel rispetto dei tempi”.
Thomas De Luca (assessore): “Il Bilancio preventivo di Arpa 2024 lo abbiamo approvato noi nel 2025. Questa Giunta regionale ha svolto un lavoro approfondito. Abbiamo preso un’Agenzia commissariata, l’abbiamo riportata all’interno di un binario di corretta programmazione, ricondotto le spese alla loro corretta natura, tra Livelli essenziali delle prestazioni tecnico ambientali e Livelli essenziali di assistenza. Noi abbiamo finanziato quello che era giusto riconoscere, cosa che prima non era stata fatta. Sul lago Trasimeno, permane il negazionismo del centrodestra rispetto al cambiamento climatico e alla crisi climatica. Circa il 60% del territorio umbro non ha usufruito in questi anni di interventi per la sicurezza idrogeologica. La collega Meloni è riuscita a far partire i dragaggi, a far arrivare acqua dalla diga, ad affrontare i problemi del lago con una strategia complessiva. La chiusura del ciclo dei rifiuti, secondo l’attuale Piano di gestione, prevede 60mila tonnellate di ceneri e scorie, da collocare nelle discariche. Il nostro Piano propone invece una soluzione più economica (sarebbero serviti 250 milioni per il nuovo termovalorizzatore) ed efficace, con la possibilità di non ampliare nessuna discarica”.
Simona Meloni (assessore): “L’Assestamento è uno dei momenti in cui una maggioranza rende evidenti le proprie priorità. La buona volontà da sola non basta mai. Per la prima volta ci saranno oltre 3 milioni per il lago Trasimeno, per disegnare una strategia complessiva che tenga insieme sostenibilità economica e ambientale. Ci saranno 200mila euro in più per la caccia, la pesca e il rinnovo del contratto di Afor. 350mila euro andranno a sostegno delle Unioni di Comuni. 200mila euro serviranno alla gestione dei parchi. Altri fondi andranno all’impiantistica sportiva e al sostegno della Film commission. Non si tratta di annunci generici ma di risorse a bilancio”.
Stefania Proietti (presidente Regione): “Ringrazio tutta la Giunta per questo, grazie vicepresidente Bori, avete fatto un lavoro straordinario, che è stato possibile perché noi abbiamo un bilancio parificato e in equilibrio, con un disavanzo delle aziende sanitarie che per la prima volta, dopo i 5 anni precedenti, ha invertito la tendenza all'aumento. Questa è una manovra economica epocale perché segna la ripresa delle scuole di specializzazione. Ma basta anche pensare al Prina, che ha lo stanziamento di risorse certe anche quando quelle nazionali arrivano con ritardo. Questa Regione non ha esitato un momento nell'appostare risorse per garantire che anche nel 2025 ormai passato le persone con disabilità non vedessero lesi i propri diritti. In questo assestamento di bilancio c'è un incremento di 4 milioni di euro nel biennio per il Fondo regionale per la non autosufficienza, destinato alle disabilità. Altri 15,2 milioni sono stanziamenti per i progetti di vita indipendente, così da finanziarli tutti. C'è un incremento di 3 milioni di euro nel triennio che vanno ad aggiungersi ai 3 milioni già esistenti, per un totale di 6 milioni di euro per i livelli di assistenza essenziali extra-Lea, che ci consentiranno di andare a curare quelle malattie rare che non trovano una risposta nei Lea. Ci sono 900mila euro di risorse aggiuntive nel triennio per gli indennizzi sanitari; 80mila euro per l'acquisto delle parrucche dei pazienti oncologici; un milione per dare contezza di tutte le domande per l'aiuto alla genitorialità, l'ex bonus bebè, perché noi passiamo da una logica di bonus a una logica di servizi, che ci permette di dare risposta a tutte le domande pervenute. 720 mila euro nei tre anni, ma con un impegno pluriennale di 7 milioni e mezzo di euro per l’accreditamento delle scuole di specializzazione medica. Operazione vitale per avere specialisti nelle corsie, per avere i giovani medici che vogliono rimanere con noi. Con il finanziamento degli oneri relativi a quattro professori universitari garantiamo l'accreditamento di quattro scuole di specializzazione. Finisce l'epoca della chiusura, che ha caratterizzato i 5 anni precedenti. La Regione collabora con l'università. Abbiamo portato i piani del fabbisogno assunzionale al massimo. Con questa manovra finanziaria ridiamo forza e energia alla sanità. Perché la sanità pubblica passa innanzitutto attraverso le professionalità che scelgono il pubblico per la loro opera”.
Tommaso Bori (assessore): “Questa manovra di assestamento non è un semplice adempimento contabile, ma una vera e propria dichiarazione di intenti sul futuro della nostra regione. Una manovra dal forte valore anticiclico. L'economia umbra ha bisogno di una forte spinta e di prospettive certe. Condizioni che non dipendono solo da noi, ovviamente, ma da un quadro nazionale e internazionale instabile. Questo bilancio di assestamento però è la nostra risposta: una leva di politica economica e sociale che rifiuta la rassegnazione al declino e scommette con decisione sul futuro dei nostri giovani. Solo garantendo un welfare diffuso, investendo in conoscenza, realizzando infrastrutture e rafforzando il nostro sistema produttivo potremo frenare la fuga generazionale. Restituiremo così all'Umbria la capacità di essere non solo la terra in cui nascere, ma il luogo in cui scegliere di rimanere e costruire il proprio futuro. Siamo orgogliosi della parifica del rendiconto della Regione 2025 da parte della Corte dei Conti. Questo è il primo rendiconto a non essere toccato da articoli di legge sospesi. Chiudiamo così in modo netto la stagione delle parifiche parziali che ha segnato gli ultimi due bilanci della Giunta precedente. I recenti rapporti di Bankitalia e dell'Ocse ci restituiscono la fotografia di un'Umbria che fatica. La Banca d'Italia ha certificato per l'anno passato un'espansione economica contenuta, vicina al mezzo punto percentuale, fortemente legata alla spinta degli investimenti pubblici del Pnrr. L'Ocse ci lancia un allarme inequivocabile: l'Umbria si trova stretta in due morse: la ‘trappola dello sviluppo’, ovvero di prolungata stagnazione, e la ‘trappola dei talenti’, per cui fatichiamo ad attrarre e a trattenere un numero sufficiente di lavoratori specializzati e laureati per compensare il calo della forza lavoro. Il combinato disposto di queste due trappole rischia di impoverire il nostro tessuto sociale ed economico. Ci troviamo inoltre in una fase di transizione delicata: la conclusione degli investimenti del Pnrr, la fine degli effetti legati al bonus 110, lo stato di avanzamento dell'attività di ricostruzione post-sisma 2016. Di fronte a queste criticità, variamo una manovra dal forte valore anticiclico, ricca di investimenti strategici e spesa reale: mettiamo in campo un imponente pacchetto di opere pubbliche con oltre 35 milioni di euro per il triennio 2026-2028, che diventeranno 80 milioni di euro complessivi nel quinquennio 2026-2030. Fondi che derivano dagli obiettivi di finanza pubblica e che, al termine di un duro braccio di ferro con il Governo, la Conferenza delle Regioni è riuscita a veder convertiti da penalizzanti tagli alla spesa corrente in risorse per investimenti, immediatamente utilizzabili già dall'anno successivo. I tagli alla spesa corrente rimangono, ma queste risorse possono essere impiegate in spese in conto capitale. I futuri cantieri vanno letti in sinergia con le risorse dell’Accordo di coesione e con lo sblocco dei fondi strutturali europei. Risorse che abbiamo reso operative grazie al loro integrale cofinanziamento, superando le criticità dell’ultimo bilancio della precedente giunta, che le aveva coperte solo in minima parte, del tutto insufficiente alle necessità del nostro territorio. 20 milioni di euro dal Fesr sono per l'housing sociale e l'edilizia residenziale pubblica, a cui si aggiunge un milione di euro per contributi per l’acquisto della prima casa. Per il 2026 sono inoltre previsti 7,5 milioni di euro per il cofinanziamento degli accordi per l'edilizia sanitaria. Il cofinanziamento di tutti i fondi strutturali europei li rende pienamente attivi e scaricati a terra. È un cambio di passo radicale rispetto all'ultimo bilancio, dove l'incapacità di cofinanziare bloccava risorse vitali per lo sviluppo. Abbiamo ribattezzato questa manovra ‘Un Bilancio di Diritti’, perché mette al centro le persone, le famiglie e le imprese umbre. Non c'è rilancio economico senza un welfare forte. Abbiamo incrementato il supporto alle persone con disabilità grave e non autosufficienti, portando lo stanziamento a 16 milioni di euro nel triennio. Garantiamo 6 milioni di euro per gli extraLea, a cui aggiungiamo un fondo specifico da 240mila euro per le parrucche per i pazienti oncologici. Investiamo 7,5 milioni di euro fino al 2041, di cui 720mila subito, per il reclutamento di docenti di alto profilo per le specializzazioni mediche universitarie. E per rispondere all'allarme demografico, investiamo un milione di euro aggiuntivo, raggiungendo i 2,5 milioni complessivi a sostegno delle nuove nascite. Uno strumento fondamentale contro la trappola dei talenti e la fuga dei cervelli è garantire l'accesso alla formazione. Confermiamo stanziamenti per 28,8 milioni di euro per il diritto allo studio universitario che, uniti ai 24,5 milioni derivanti dall’Fse, assicureranno la piena copertura delle borse di studio e dei servizi agli studenti. A questo aggiungiamo 3,8 milioni per dottorati e assegni di ricerca nell’alta formazione e 10,2 milioni di euro per il diritto allo studio scolastico. Sempre pensando a chi studia, destiniamo un abbonamento agevolato a 70 euro per tutti i mezzi pubblici di trasporto per gli studenti universitari con 3 milioni di fondi regionali in assestamento e, grazie a 10,4 milioni dell’Fse, estendiamo lo stesso identico diritto agli studenti delle scuole secondarie. Le infrastrutture e i trasporti sono essenziali per uscire dall'isolamento. Interveniamo a difesa delle famiglie incrementando di 2,4 milioni di euro i fondi per bloccare l'aumento delle tariffe del tpl, portando lo stanziamento di 96 milioni nel triennio. Questo ci consentirà di bandire una gara complessiva dei trasporti in Umbria rinviata da anni e anni. Sosteniamo, inoltre, le vie di accesso alla regione con 14 milioni di euro per le rotte dell’Aeroporto San Francesco d'Assisi e altri 5 milioni per le sue infrastrutture, oltre a stanziare 18 milioni per la manutenzione delle strade regionali delegate alle Province. Sproniamo la nostra economia agendo con la forza dei fondi europei finalmente sbloccati. Prevediamo 112 milioni di euro dal Fesr per sostenere la competitività, la ricerca, l'innovazione e la sostenibilità delle nostre imprese, oltre a 25 milioni per la transizione digitale. Finanziamo con 11 milioni le nuove assunzioni e la stabilizzazione dei precari, e con 12 milioni la riduzione del divario di genere. E con il Feasr mobilitiamo 90 milioni di euro per il sostegno diretto alle aziende agricole e ben 13 milioni di euro mirati specificamente per i giovani agricoltori, per far sì che si torni a investire sulla nostra terra”. DMB/MP/AS/PG
