(Acs) Perugia, 8 gennaio 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha respinto a maggioranza (12 no – 7 sì) la mozione dei Donatella Tesei (Lega) che proponeva alla Giunta di “reintrodurre il Bonus Bebè quale contributo una tantum per i nuovi nati”.
Illustrando l’atto di indirizzo, Tesei ha spiegato che esso mirava ad impegnare la Giunta a: reintrodurre, già nel bilancio regionale 2025, il Bonus Bebè, in continuità con le misure adottate tra il 2021 e il 2024, destinandovi una dotazione finanziaria adeguata rispetto alla domanda registrata negli anni precedenti; stabilizzare tale misura, prevedendo la pubblicazione annuale di un avviso con criteri analoghi a quelli delle passate edizioni (Isee fino a 30mila euro, residenza continuativa in Umbria, cumulabilità con altri contributi per la famiglia); integrare il Bonus Bebè nel quadro degli strumenti strutturali previsti dalla legge regionale sulla famiglia, rendendolo parte stabile delle politiche di sostegno alla natalità e alla genitorialità; presentare annualmente all’Assemblea legislativa una relazione sul numero di domande, beneficiari, risorse impegnate e impatto della misura, al fine di monitorarne l’efficacia e orientare la programmazione successiva; garantire la complementarità tra Bonus Bebè e Bonus conciliazione neo-mamme, confermando un sistema coordinato di interventi che la precedente legislatura aveva impostato e che oggi necessita di essere pienamente ripristinato”.
INTERVENTI
Fabrizio Ricci (Avs): “Un assegno o un voucher non convincono le donne a fare figli. I tassi di natalità continuano a calare e non bastano certo i sostegni economici. Il Giappone, dopo 30 anni di incentivi, continua ad avere un tasso di natalità molto basso. La strada quindi non sono i bonus. Per affrontare questo problema bisogna guardare ai modelli europei che funzionano: in Svezia ad esempio ci sono congedi parentali molto estesi, con indennità fino al 77%; in Francia c’è un sistema scolastico che facilità la conciliazione tra scuola e famiglia, con nidi e tempo pieno; la Germania investe il 3,3% del Pil sui servizi per la natalità e per le famiglie. Il successo delle politiche familiari si basa quindi su una cultura che sostiene la genitorialità e sostiene l’equilibrio tra i generi e tra vita e lavoro. Servono risorse per politiche strutturali e non per bonus inefficaci”.
Stefania Proietti (presidente Giunta regionale): “La Giunta, nel novembre 2025, ha approvato criteri e modalità per l’erogazione di un supporto economico una tantum di 500 euro a sostegno della natalità per l’anno 2025, in attuazione della legge regionale 11 rispetto al sostegno alle spese per la cura del nuovo nato nei primi 12 mesi di vita. La misura, che punta a sostenere i nuclei familiari a cui è nato un figlio, copre un intervallo temporale tra il 21 settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. I finanziamenti sono in parte europei e in parte da bilancio regionale. Questo bonus sarà cumulabile con il contributo conciliativo natalità, le cui domande possono essere presentate fino al 20 gennaio 2026. Queste misure sono state erogate nella consapevolezza che i bonus sono riduttivi rispetto al necessario sostegno straordinario della natalità, alle più efficaci politiche sociali e ai servizi alle famiglie. Ieri a Baschi è stata inaugurata una mensa comunale in un plesso scolastico (nido, infanzia, elementari, secondaria) finanziata con i fondi Pnrr. Pochi giorni fa abbiamo presentato di un progetto per le aree interne dell’Umbria, che è stato individuato come progetto pilota europeo basato sui servizi socio educativi. Abbiamo portato avanti, con 930mila euro totali, il bonus bebè per coprire il 2025. Ma questo bonus si trasformerà in qualcosa di diverso, a sostegno dell’istruzione 0-6 e in erogazione di servizi e prodotti utili ai bambini attraverso le farmacie. In passato è stato garantito un sostegno alle famiglie, ma ora vogliamo fornire servizi che garantiscano anche una mobilità positiva di famiglie che scelgono di spostarsi in Umbria proprio perché attratti da queste possibilità”.
Donatella Tesei: “Non abbiamo mai creduto che il bonus bebè potesse, da solo, risolvere il problema della denatalità. Servono interventi su vari fronti. Però dare la possibilità ad una famiglia di disporre di 500 euro per le prime spese legate ad una nascita può essere importante. Anche se a questo vanno affiancate altre misure e servizi per le famiglie”. MP/
