(Acs) Perugia, 28 maggio 2012 - “Risolvere al più presto il problema delle strutture prefabbricate sistemate a seguito degli eventi sismici. La Presidente Marini intervenga in difesa dei cittadini e si pianifichi l’attività di rimozione”. Così il consigliere del Partito Democratico, Andrea Smacchiin merito alla “situazione emergenziale venutasi a creare a seguito delle richieste pervenute ai cittadini di regolarizzazione catastale dei fabbricati container e modulari sistemati dopo gli eventi sismici umbri”.
“La Regione Umbria – fa notare Smacchi - è l’unica Regione italiana che si trova a dover verificare tale situazione rispetto a tutte le altre colpite negli anni, loro malgrado, da eventi sismici più o meno catastrofici. Occorre ribadire con forza che i prefabbricati container e modulari che furono forniti ai Comuni e poi assegnati ai cittadini che avevano le case inagibili sono, nella maggior parte dei casi, di proprietà della Regione e alcuni di proprietà del Dipartimento nazionale di Protezione Civile. Tali strutture – spiega Smacchi -, in molti casi furono sistemate in terreni privati, ma sono amovibili, non infisse al terreno e facilmente trasportabili. Per questo non dovrebbero neanche essere suscettibili di accatastamento”.
Per l'esponente della maggioranza, dunque, “non si riesce a comprendere come sia possibile, a seguito di foto segnalazione aerea, procedere d’ufficio all’accatastamento di un bene mobile non di proprietà che ha come conseguenza anche il pagamento di sanzioni pecuniarie e degli arretrati dell’imposta sugli immobili. A ciò vanno aggiunti quei fabbricati in legno o cemento di proprietà della Regione destinati alle attività produttive, artigianali o agricole che, qualora ci siano i presupposti urbanistici, il privato può richiedere in assegnazione definitiva. Attualmente – fa sapere Smacchi – nel territorio regionale sono ancora posizionati circa 700 prefabbricati dei 2331 totali di cui 277 nel solo territorio del Comune di Gubbio, 200 nel Comune di Nocera Umbra e 23 nel Comune di Gualdo Tadino”.
Smacchi evidenzia la necessità “che la Regione Umbria prenda una posizione che cauteli subito i cittadini e le imprese, oggetto di foto-segnalazione, i quali possono anche fare ricorso alla Commissione tributaria, nel caso fossero già pervenute sanzioni pecuniarie da pagare, al fine di interrompere i termini di pagamento. Questo problema – conclude Smacchi - deve essere risolto al più presto dalla Presidente Marini attraverso un confronto serrato con il Direttore regionale dell’Agenzia del Territorio al fine di valutare le forti difficoltà che stanno affrontando i cittadini, e pianificare l’attività di rimozione, compatibilmente alle risorse economiche a disposizione”. RED/as