(Acs) Perugia, 21 novembre 2012 - L'assessore regionale Gianluca Rossi ha presentato oggi in Prima commissione (presieduta da Oliviero Dottorini) il disegno di legge della Giunta che introduce variazioni al bilancio di previsione della Regione Umbria per l'esercizio 2012. “L'atto - ha spiegato Rossi - definisce la riallocazione di risorse regionali non impegnate o non erogate per fare fronte ad esigenze prioritarie e non rinviabili, e per adeguarsi ai tagli dei trasferimenti decisi dall'Esecutivo nazionale con la spending review”.
Tra i provvedimenti previsti ci sono: lo stanziamento di 5 milioni 75mila euro da accantonare per l'eventuale ricapitalizzazione di Umbria mobilità (la Regione detiene il 20 per cento delle quote e questa scelta è stata determinata dalla decisione dell'assemblea dei soci di aumentare il capitale sociale di 25 milioni di euro); la presa d'atto della riduzione del fondo sanitario nazionale che per l'Umbria comporta minori risorse per circa 20 milioni di euro; il finanziamento degli interventi di emergenza in favore delle aree colpite dall'alluvione (200mila euro); ulteriori 473mila euro per la rete informatica regionale “Community network” e per i servizi di connettività; la riduzione del 10 per cento del fondo per il sostegno agli affitti per l'anno 2012 (da 2 a 1,8milioni); l'aumento di 30mila euro degli interventi per il diritto allo studio; la riduzione dei costi per interessi di ammortamento dei mutui (circa 450mila euro) e degli oneri per gli apprendisti artigiani (3milioni di euro).
IL DIBATTITO. Il tema dei trasporti ha impegnato gran parte della seduta della Prima Commissione. Renato Locchi (Pd) ha chiesto chiarimenti sull'importo della convenzione tra Regione e Trenitalia “che fornisce servizi ferroviari di livello mediocre”. Rossi, accompagnato dai direttori Caporizzi (recentemente nominato presidente di Umbria Mobilità) e Antonelli, ha spiegato che il costo annuo ammonta a 26 milioni di euro. Il presidente Oliviero Dottorini ha poi deciso di fissare, in dicembre, una apposita audizione sull'argomento. Damiano Stufara (Prc- Fds) si è concentrato sulla riduzione delle spese per i mutui, del fondo per gli affitti e sulla destinazione dei finanziamenti destinati al capitale sociale di Umbria mobilità: nel primo caso, ha spiegato Rossi, un effetto della riduzione dei tassi e nel secondo una scelta della Giunta legata alla previsione del mancato utilizzo, entro il 2012, del fondo in questione. Sull'argomento è stato però richiesto e garantito un approfondimento ulteriore da parte dell'esecutivo. In merito ad Umbria mobilità, anche in risposta alle sollecitazioni di Massimo Monni (Pdl), è stato spiegato che: “L'attuale consiglio di amministrazione è composto da 4 persone. Il presidente percepisce 25mila euro lordi all'anno, i consiglieri 15mila, circa un quinto di quanto percepito dal cda precedente. L'attuale amministratore delegato sostituirà il direttore generale, che avendo 225 giorni di ferie decadrà nell'estate 2013. Per questi mesi esisteranno quindi entrambe le figure. In passato il direttore generale ha percepito 250mila euro di indennità, più circa 140mila euro di premio di risultato (nel 2011), più 120mila per la partecipazione al Comitato tecnico di Roma Tpl. L'indebitamento di Umbria Tpl ammonta a circa 130 milioni di euro: circa 65 per crediti non riscossi da Roma, 30 per debiti con i fornitori e 10 milioni di dividendi non distribuiti ai soci”.
Luca Barberini (Pd) ha parlato di “una approssimazione tecnica eccessiva nell'affrontare la questione Umbria Tpl. Prima di parlare dell'opportunità di un aumento di capitale andrebbe chiarito quale è il nuovo piano industriale e, attraverso la Seconda commissione del Consiglio regionale, dovrebbero essere analizzate le prospettive della società prima di promuovere un intervento tampone. Va chiarito se gli altri soci intendono versare le loro quote e cosa avverrà se non lo faranno”. In risposta a Barberini è stato spiegato che la Regione verserà i 5 milioni di euro destinati all'aumento di capitale solo quando l'assemblea prenderà atto dell'analoga intenzione degli altri soci. Inoltre, relativamente allo storno degli oneri per la previdenza degli apprendisti artigiani, è emerso che la questione si trascina dal 1978 e che la Regione, dopo anni, ha deciso di utilizzare parte dei fondi accantonati per dare seguito ad una controversa legge nazionale (al momento mai applicata) per finanziare interventi urgenti.
La Prima Commissione tornerà a riunirsi per l'approvazione del disegno di legge nella mattinata di venerdì 23 novembre. MP/