QUESTION TIME (8) ECONOMIA TERNI: “CHIEDERE AL GOVERNO L'ATTIVAZIONE DI UN CONFRONTO CON LA MULTINAZIONALE EON” - A DE SIO (PDL) LE RASSICURAZIONI DELL'ASSESSORE RIOMMI: “PRONTA UNA LETTERA DI REGIONE E COMUNE”
31 Lug 2012 01:00
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(Acs) Perugia, 31 luglio 2012 – “La strutturazione del nuovo piano industriale della multinazionale tedesca Eon porterebbe ricadute occupazionali negative sul sito di Terni consistenti in 50 unità lavorative. È pertanto necessario che la Giunta regionale intervenga sul Governo Monti affinché possa avviare un confronto diretto con l'azienda”. A questa interrogazione del consigliere regionale del PdL, Alfredo De Sio, che ha ricordato la storia della Centrale di Galleto , della sua nazionalizzazione e dei successivi passaggi da Enel ad Endesa fino ad Eon,ha risposto l'assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi per il quale “la riorganizzazione delle funzioni amministrative e commerciali del gruppo è un 'pochino hard', perché prevede sostanzialmente che queste funzioni siano esercitate in una doppia struttura, una in Germania e una in Romania. Per cui i circa 50 lavoratori di Terni, che sono impegnati in questo ambito, sarebbero chiamati a optare tra il trasferimento in Romania o in Germania o il licenziamento. Abbiamo avuto un incontro con le Organizzazioni sindacali, insieme al Comune di Terni, e proprio insieme al Comune stiamo lavorando sulla questione. Abbiamo predisposto, ed è in partenza, una lettera ufficiale al Ministro dello Sviluppo economico perché è evidente che sia il livello nazionale il punto dove ci si possa confrontare con questa grande multinazionale e alla quale porre una questione molto semplice: le ristrutturazioni innanzitutto devono avere un senso. I 50 lavoratori non possono essere messi di fronte all’alternativa Romania oppure licenziamento. Questo è assolutamente inaccettabile e ci sorprende ancora di più che lo faccia un gruppo tedesco, un Paese solitamente attento alla coesione sociale e ai diritti.
De Sio, nella replica, si è dichiarato “soddisfatto” della risposta e degli impegni annunciati dell'assessore. “Non ci opponiamo a ristrutturazioni che ottimizzino le capacità di competizione dell’azienda – ha rimarcato -, ma chiedere a 50 lavoratori di trasferirsi in Germania o in Romania va al di là di ogni possibile immaginazione soprattutto quando la ricchezza che qui viene prodotta per la multinazionale viene reinvestita fuori dei confini nazionali”. L'esponente del PdL, ha accolto positivamente la comunicazione della lettera al Governo che Regione e Comune di Terni hanno predisposto. E nell'invitare tutti “a tenere alta l’attenzione sulla materia”, ha evidenziato nuovamente la “strategicità del sito ternano in un momento storico dove rischiamo di veder disperso un patrimonio intimamente legato al passato, al presente, ma anche al futuro della tradizione industriale a Terni”. AS/
