QUESTION TIME (7) ECONOMIA: “MAGGIORI CONTROLLI SUI SOGGETTI FIDEIUSSORI. ALLARGARE LA PLATEA DEI GARANTI AI CONFIDI” - A MONACELLI (UDC) RISPONDE RIOMMI: “ NON È LA REGIONE AD INDIVIDUARE CHI IN EUROPA E IN ITALIA PUÒ PRESTARE FIDEIUSSIONI”
12 Mar 2013 00:00
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(Acs) Perugia, 12 marzo 2013 - “Alla luce della recente attività investigativa della Guardia di Finanza, la Regione dovrebbe effettuare maggiori controlli sui soggetti fideiussori, allargando nel contempo la platea dei garanti ai Confidi, al fine di consentire una distribuzione, la più corretta e ampia possibile, dei fondi europei destinati a contrastare la disoccupazione”. È quanto ha chiesto il capogruppo regionale Udc Sandra Monacelli, all'assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi, ricordando che “la Guardia di Finanza di Perugia ha recentemente scoperto una presunta truffa su indebite percezioni di finanziamenti legati a questa tematica attraverso il rilascio, da parte di un intermediario, di polizze fideiussorie non andate a buon fine per un importo di circa 600 mila euro. La presunta truffa ha tolto la possibilità a numerose aziende sane della nostra regione di poter accedere a tali finanziamenti, impedendo così, in un momento di emergenza occupazionale, a molti giovani di poter entrare nel mondo del lavoro”.
L'assessore Riommi ha rimarcato come “l’obbligo di fideiussione su queste misure proviene da fonte sovraordinata. Ed è giustissimo perché si tratta di concedere contributi a fronte di impegni che in qualche maniera vanno garantiti. Non siamo noi – ha detto - ad individuare chi in Europa e in Italia può prestare fideiussioni, come pure non possiamo fare controlli sui soggetti fideiussori. Quindi i controlli vengono giustamente fatti dalla Guardia di Finanza. Noi abbiamo a che fare con un altro difficilissimo problema in questo momento: la stretta del credito, che porta progressivamente a determinare condizioni economiche o addirittura di non procedibilità nella concessione di fideiussioni da parte dei soggetti 'seri' e 'sicuri', a condizioni tali per cui, ormai una piccola impresa, su finanziamenti di quel genere, la fideiussione non riesce ad averla perché mancano i requisiti o perché costa troppo. Quello che ci impegnamo a fare, come Regione, è trovare soggetti più sensibili. Nel collegato al bilancio, in discussione in queste ore, stiamo studiando, su una serie di situazioni, se gli importi sono modesti, sul come eliminare l’obbligo di fideiussioni”. Nella replica, Monacelli, ha definito la risposta dell'assessore “di buon senso”, dichiarandosi “parzialmente soddisfatta”. AS/
