QUESTION TIME (7) E78: “TROPPE OMBRE SULL’IPOTESI PROJECT FINANCING. CHIARIMENTI SU TRACCIATO E PEDAGGIO” – A DOTTORINI (IDV) HA RISPOSTO IN L'ASSESSORE ROMETTI: “TRACCIATO INDIVIDUATO UN ANNO FA”

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17 Gen 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 17 gennaio 2012 – “Il tracciato umbro della  strada di grande comunicazione E 78 (Due Mari)  deve essere realizzato in modo razionale e rispondente alle esigenze economiche, ambientali e culturali del territorio dell’Alto Tevere. Invece, quello previsto, dovrebbe passare tra gli abitati di Selci, nei comuni di San Giustino e Cerbara, nel comune di Città di Castello, un tracciato che prevede addirittura il passaggio in trincea. Una scelta a dir poco discutibile dovrebbe collegare e  dare un senso al più grande errore progettuale degli ultimi decenni per l’Alto Tevere: la piastra logistica. L’unico caso di centro intermodale in Italia che non prevede il collegamento con la linea ferrata”. Così il capogruppo dell'Idv, Oliviero Dottorini, attraverso una interrogazione ha chiesto all'assessore regionale alle Infrastrutture, Silvano Rometti, se la scelta è stata veramente già decisa all'insaputa degli abitanti dei territori interessati dell'Alto Tevere.

Il capogruppo Idv ha anche chiesto notizie circa un progetto di partenariato pubblico–privato per la realizzazione di quell’opera che prevederebbe, a fronte di un investimento di circa 4 miliardi di euro del privato per la realizzazione dell'opera, un ritorno equivalente di 13 miliardi di euro negli anni, prevedendo ovviamente il pedaggio”.

 

L'assessore Rometti, nella risposta ha evidenziato come “l'intervento sul tratto in questione, lungo 270 chilometri, è già in parte realizzato. Centotredici chilometri di questa arteria sono già in esercizio, 26 sono in fase di aggiudicazione dei lavori, i restanti, in parte sono stati trasmessi al Cipe e 82 sono in fase di progettazione fra cui il tratto umbro.  Attraverso una Commissione mista, istituita nel 2007, insediata presso il Ministero, e composta da Regione Umbria, Regione Toscana e Ministero, è stato individuato il tracciato circa un anno fa.  In considerazione della mancanza di risorse pubbliche che il Governo, un anno fa, non riusciva a mettere a disposizione,  l'intervento ha trovato l'interesse di tre società  private importanti che stanno realizzando in questo momento la 'Val di Chienti Foligno–Civitanova. Si tratta di società che stanno dimostrando serietà e che hanno avanzato un project financing che prevede un terzo complessivo dell’opera, considerati i tratti da realizzare (circa 4 miliardi) sul pedaggiamento, un terzo con la cosiddetta 'cattura di valore' e un terzo dai benefici fiscali. Senza risorse pubbliche questo progetto avrà comunque grosse difficoltà ad andare avanti, non a caso la presidente Marini ha chiesto un incontro con il ministro Passera per fare il punto sulla situazione delle infrastrutture. La cosa che non condivido riguarda  la scelta del tracciato che non ha tenuto conto dei vincoli ambientali e con il fatto che la piastra logistica abbia condizionato l’itinerario della E 78. Bisogna anche fare chiarezza, su questo tema, per ciò che riguarda il collegamento ferroviario. La nostra Ferrovia Centrale Umbra non ha le caratteristiche di carico merci per poter trasportare merci, per cui se non viene adeguata non può essere un terminal. Il  tema dell’interscambio con la Fcu purtroppo è vincolato da questa situazione”.

 

Nella replica, Dottorini, ha giudicato “molto gravi” alcune affermazioni dell'assessore: la prima è che il tracciato è stato già scelto senza aver coinvolto gli abitanti come promesso dall'allora sindaco Cecchini. La scelta che verrà comunicata ai cittadini non risponde né a razionalità, né a coerenza, né a una visione strategica. Per quanto riguarda l’aspetto del project financing, a noi risulta che a fronte di un investimento di 4 miliardi di euro i privati riceverebbero in cambio, nel corso degli anni, l’equivalente di 13 miliardi di euro. Per quanto poi riguarda la piastra logistica è veramente singolare che oggi venga a giustificato il fatto che non c’è collegamento su rotaia perché la Fcu è un ferro vecchio da buttare via, piuttosto che prevedere un  collegamento per  il transito delle merci e quindi prevedere un investimento per potenziare la linea ferrata”. AS/

Ultimo aggiornamento: 17/01/2012