(Acs) Perugia, 14 giugno 2011 - “La centrale elettrica di Gualdo Cattaneo dovrà essere sottoposta al rinnovo dell’autorizzazione ambientale integrata da parte del ministero. Come Regione abbiamo espresso un parere: c’è stato un lavoro dei nostri uffici con i tecnici del ministero e abbiamo puntato a ridurre le emissioni inquinanti. Abbiamo cercato di impostare il lavoro con il ministero traguardando quelle che saranno le nuove linee guida europee sulle emissioni in atmosfera e quindi cercando di abbassare il livello di inquinanti che vengono riversati in atmosfera, come anidride solforosa, zolfo, ossidi di azoto e polveri. Abbiamo anche cercato di obbligare Enel a ridurre i tempi di funzionamento della centrale, a ridurre in modo consistente il flusso delle emissioni in atmosfera”. Lo ha detto l'assessore all'ambiente Silvano Rometti rispondendo all'interrogazione di OlivieroDottorini (Idv) sulla riconversione della centrale Enel di Gualdo Cattaneo e sul rispetto delle indicazioni del Consiglio regionale in merito all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.
Rometti ha evidenziato che “entro cinque anni Enel dovrà presentare un progetto di riconversione per adeguare la centrale ai nuovi standard e per riportarla all’interno di una nuova concezione energetica. Entro questi cinque anni noi dobbiamo studiare e sperimentare ipotesi diverse. La proposta che è venuta dall’Enel (all'interno di un progetto che vede l’interesse di molti imprenditori umbri, del mondo scientifico, dei sindacati) riguarda una filiera in cui attraverso colture agricole si produce bioetanolo e quello che residua, la polvere di legno (lignina) può essere uno degli strumenti per andare verso questa riconversione. Il protocollo che noi abbiamo firmato non significa che si brucerà a Gualdo Cattaneo la lignina, significa che si sperimenterà questa ipotesi che avrà una valenza non solo legata a Gualdo Cattaneo, ma a livello nazionale perché l’Enel ha quattro o cinque centrali a carbone che avranno gli stessi problemi”.
In questo modo, ha spiegato ancora Rometti, “ci è sembrato di cogliere un’opportunità, largamente condivisa dai Comuni. Anche il Consiglio provinciale ha votato all'unanimità questa ipotesi. È una sperimentazione, vedremo se è una strada giusta, lo verificheremo fra un anno. Se poi ci saranno idee migliori, che anche da questo Consiglio possono emergere, la Giunta sarà assolutamente e anche gli uffici della Giunta stanno valutando tutte le ipotesi sapendo che dovremo tenere conto”.
Il capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale, ha sottolineato che “la centrale Enel di Gualdo Cattaneo rappresenta un’anomalia nel panorama italiano ed è già stata causa negli anni di pesantissimo inquinamento nel territorio regionale. Una centrale a carbone da 150 megawat costruita lontano dal mare, in un fondovalle all'interno di un’area a prevalente uso agricolo e zootecnico nel cuore della zona docg del Sagrantino di Montefalco e della dop dell'olio extravergine di oliva”. Dottorini ha poi ricordato che “questa centrale è stata definita altamente inquinante dal ministro Calderoli” e che “nell’ottobre 2007 il Consiglio regionale ha approvato una mozione che imponeva l’abbandono del progetto di combustione delle biomasse per puntare sulla riconversione verso impianti di energia da fonti rinnovabili”.
Dichiarandosi non soddisfatto della risposta dell'assessore, Dottorini ha rimarcato che “questo progetto va contro le deliberazioni del Consiglio regionale e contro il Piano energetico regionale. Si tratta di un grande inganno per i cittadini, di un tentativo maldestro per mettere un po’ di cipria nelle rughe di un impianto altamente inquinante solo abbassare leggermente le emissioni e farle rientrare nei limiti di legge. Non vorremmo che venissero recepiti anche i suggerimenti di chi in quella centrale prevede l’incenerimento dei rifiuti: la verità è che la centrale di Gualdo Cattaneo poteva e doveva essere un fiore all’occhiello per la nostra regione, l’esempio di un nuovo modo di produrre energia”. MP/