QUESTION TIME (6): “LA GIUNTA SI È ATTIVATA DA TEMPO ED HA CONDIVISO LA NECESSITÀ DI COLLOCARE LA VICENDA A LIVELLO NAZIONALE” - L'ASSESSORE ROSSI RISPONDE ALLE INTERROGAZIONE DI STUFARA (PRC – FDS) E BRUTTI - DOTTORINI (IDV) SULLE ACCIAIERIE DI TERNI

L'assessore regionale alle Promozione dello sviluppo economico e delle attività produttive, Gianluca Rossi, ha risposto, durante la discussione dei Question time in Consiglio regionale, alle interrogazioni presentate da Damiano Stufara (Prc – Fds) e da Paolo Brutti e Oliviero Dottorini (Idv) sul futuro del polo siderurgico ternano. Rossi ha evidenziato che la scelta della Thyssen di vendere il settore dell'acciaio inossidabile riguarda stabilimenti distribuiti in tutta Europa ed è legata all'aumento del rezzo del nikel e delle perdite del gruppo. “Si tratta di una vicenda molto complessa; abbiamo già chiesto al Governo nazionale, nella consapevolezza della necessità di collocare la vertenza su un livello nazionale”.

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24 Mag 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 24 maggio 2011 - “Il gruppo Thyssen sta effettuando un riposizionamento strategico, che riguarda 35mila dipendenti e un fatturato di 10miliardi di euro. Ci sono 7 azioni strategica, una delle quali riguarda l'inossidabile e lo stabilimento di Terni. Non esiste al momento nessuna ipotesi di vendita dei siti italiani ed europei”. Lo ha detto l'assessore regionale alle Promozione dello sviluppo economico e delle attività produttive Gianluca Rossi, rispondendo alle interrogazioni presentate da Damiano Stufara (Prc – Fds) e da Paolo Brutti e Oliviero Dottorini (Idv) relative alla situazione del polo siderurgico ternano e al futuro degli stabilimenti della Thyssen Krupp in Umbria.

“Pur condividendo le preoccupazione dei consiglieri Stufara e Brutti – ha aggiunto Rossi - noi non possiamo limitare le nostre valutazioni su questa vicenda complessa guardando esclusivamente al sito ternano. Le questioni della dismissione dell'inossidabile sono note da tempo e sono legate a varie cause, tra cui l'aumento del prezzo del nikel e delle perdite del gruppo, che ammontano ad oltre 5 miliardi di euro. Il sito ternano è altamente competitivo e su di esso sono stati effettuati investimenti consistenti (circa 500 milioni di euro): Terni è il sito europeo della Tk più avanzato e competitivo, con una alta qualità della forza lavoro. Abbiamo approvato un atto per la revisione del Patto di territorio: il 19 aprile lo abbiamo inviato al sottosegretario Gianni Letta, proprio per collocare a quel livello questa vicenda, che riguarda la politica industriale e la diplomazia economica, che riguarda le dinamiche dell'Unione europea e i siti produttivi non solo della Thyssen ma anche degli altri produttori europei. Si tratta di una vicenda molto complessa. La scorsa settimana c'è stato un tavolo territoriale con le parti sociali del Ternano che ha ribadito la richiesta di un intervento del Governo nazionale e di una revisione del Patto di territorio. La Giunta da tempo ha mosso le proprie azioni ed ha condiviso la necessità di collocare la vicenda a livello nazionale”.

Illustrando la sua interrogazione Damiano Stufara (Prc – Fds) ha evidenziato la “necessità di aprire, da parte delle forze istituzionali e sociali del nostro territorio, una vera vertenza nazionale per la salvaguardia della siderurgia ternana e nazionale e della relativa occupazione, richiamando il Governo nazionale a partire dalla sua più autorevole espressione, e cioè dalla presidenza del Consiglio dei ministri, alla propria responsabilità di essere il principale interlocutore con la ThyssenKrupp”. Per Stufara si pone inoltre l'urgenza di “avviare al contempo azioni di diplomazia economica verso le autorità tedesche e comunitarie, nonché la definizione, attraverso il tempestivo aggiornamento del Patto per il Territorio, di una strategia produttiva maggiormente diversificata ed integrata, che dia risposte alle problematiche della siderurgia e della chimica”. Il capogruppo del Prc a Palazzo Cesaroni ha anche lamentato che ad una precedente interrogazione sullo stesso argomento, presentata nel settembre 2010 “veniva risposto da un lato negando l'esistenza di ipotesi di vendita del sito produttivo di Terni, avvalorando piuttosto la tesi dell'impegno del gruppo ThyssenKrupp per il mantenimento del sito stesso attraverso lo sviluppo di nuove business area, e dall'altro annunciando l'intenzione della Giunta regionale di verificare lo stato di attuazione del patto per il territorio ed di monitorare la situazione, intenzione a cui evidentemente non è stato dato pieno seguito, anche per la sottovalutazione di quanto da noi paventato”.

Il consigliere Paolo Brutti (Idv), spiegando il contenuto della interrogazione presentata insieme al capogruppo Dottorini, ha in seguito espresso “profondissima preoccupazione per la decisione della TK di vendere tutto il settore dell'inossidabile italiano ed europeo. Ci troviamo di fronte all'abbandono di un intero settore con la motivazione che si tratterebbe di uno spin off. In realtà nel 2010, rispetto ad una capacità produttiva di 10milioni di tonnellate, c'è stato un assorbimento del mercato di sole 3 milioni di tonnellate. Questo è il vero motivo per cui la Thyssen si vuole disfare di questa attività. I compratori che si sono fatti avanti sono interessati solo a parti di questo comparto, con il rischio di uno spezzatino che porterebbe alla vendita delle sole parti migliori. Inoltre l'acciaieria di Terni rappresenta un ciclo integrato dell'acciaio quasi unico al mondo, in cui le strutture vengono utilizzate da più imprese. L'intero ciclo potrebbe quindi essere messo in discussione. Non credo che ci siano collegamenti di nessun genere con la sentenza di Torino, dato che questa decisione risale all'inizio del 2010, quando si è registrata le flessione del mercato. Ci preoccupa che la scelta della vendita sia stata presa dal Consiglio di sorveglianza, in cui siedono anche le organizzazioni sindacali tedesche, che evidentemente hanno avuto delle garanzie, probabilmente anche da parte del Governo tedesco. Anche in Italia è necessario un intervento del Governo nazionale: senza la mobilitazione di tutte le energie politiche, sociali e occupazionali non ci potrà essere una soluzione positiva”.

In seguito all'intervento dell'assessore Rossi il consigliere Stufara si è dichiarato “non pienamente soddisfatto, perché sono convinto che occorra rompere gli indugi. I segnali c'erano da tempo e attengono al riposizionamento strategico e alla volontà della multinazionale di riorientare il core business. È necessaria una forte mobilitazione istituzionale verso il Governo”. Ed anche Paolo Brutti si è detto “parzialmente soddisfatto: Viene accolto l'invito a coinvolgere fortemente il Governo, come richiesto. Ma l'elemento meno positivo riguarda la prospettiva ipotizzata della vendita del comparto dell'acciaio inossidabile da parte della Thyssen a terzi. È invece necessario impegnarsi affinché la TK mantenga la proprietà di quelle produzioni, dato che è con quella multinazionale che si è trattato e si è stilato il Patto di territorio”. MP/

Ultimo aggiornamento: 24/05/2011