QUESTION TIME (5) “RIAPERTURA CASCATA DELLE MARMORE, MANCATA VIGILANZA SUI RILASCI IDROELETTRICI” - A LIBERATI (M5S) LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE CECCHINI “CASCATA APERTA, DEFLUSSO MINIMO GARANTITO”
02 Ago 2016 13:00
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(Acs) Perugia, 2 agosto 2016 – Nell'ambito della seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, ha chiesto alla Giunta la riapertura della Cascata delle Marmore conformemente alle normative europee e nazionali previste in tema di deflusso minimo vitale (dmv) e nel rispetto di un patrimonio naturalistico di fama internazionale, oltre a “rispettare i dmv su tutti i relativi rilasci idroelettrici”. Per Liberati, “la Cascata è stata cancellata per circa ottantacinque anni per via del sistema idroelettrico. Chiediamo di ripristinare la legge in un patrimonio naturalistico mondiale, restituendo la bellezza del luogo e facendo in modo che il deflusso minimo vitale di 4,5 metri cubi sia rispettato”.
Nella risposta, l'assessore regionale Fernanda Cecchini, ha premesso che nei giorni scorsi si è recata a Terni per una visita istituzionale decidendo, senza comunicarlo ad alcuno, di andare a vedere le Cascate delle Marmore, trovandole regolarmente aperte alla presenza, tra l’altro,di tantissimi cittadini e turisti. “Rispetto al deflusso – ha spiegato - bisogna anche capire se la fauna che fa parte dell’habitat di un fiume può sopravvivere garantendo il deflusso minimo vitale con un salto di 150 metri. Questo è quanto avviene con la cascata delle Marmore dal momento che il Velino per entrare nel Nera ha bisogno di saltare 60 metri, e un triplo salto di 150 metri, anche per questo e le normative confermano che il deflusso minimo vitale è garantito complessivamente nel fiume Velino così come nel fiume Nera. È evidente che questo è rapportato anche alle condizioni morfologiche. Sono a conoscenza – ha aggiunto l'assessore - che l’introito, considerevole, derivante dalla gestione dei biglietti, consente una corretta manutenzione del territorio. Questo dimostra dunque che la Cascata ha una sua vita. La direttiva europea che riguarda le acque – ha aggiunto Cecchini -, dà indicazioni su come monitorare il flusso minimo vitale. Attraverso i piani regionali (2011) sono state date indicazioni su come portare avanti il monitoraggio, e questo è stato riconfermato nella revisione del piano di tutela acque così come prevede la normativa, che dovrà essere approvato entro la fine di dicembre”.
Liberati ha replicato che “la sperimentazione c’è già stata perché Arpa e Università di Perugia hanno individuato nel piano tutela acque 4,5 metri cubi. State soltanto facendo regali alle multinazionali. Nelle cascate del Niagara, dove c’è il turbo capitalismo, sono a un flusso del 25 per cento di notte perché si rispetta il deflusso minimo vitale. Voi avete disapplicato un piano amministrativo regionale approvato dall'Assemblea per fare un favore alle multinazionali togliendo a Terni e all’Umbria la Cascata che nella chiusura del bacino del Velino prevedeva 4,5 metri di flusso costante minimi, quando è aperta sta a 15 metri cubi. Lì attorno c’è una potenzialità enorme dal punto di vista turistico, culturale”. AS/
