QUESTION TIME (5) – AMBIENTE: “COINVOLGERE I COMUNI, BLOCCARE LE PALE EOLICHE SUL MONTE PEGLIA” - ROMETTI RISPONDE A GALANELLO (PD): “DECISIONI PARTECIPATE, COMUNI COINVOLTI NELLE SCELTE DELLE AREE DESTINATE AD IMPIANTI ENERGETICI”
12 Mar 2013 00:00
1 minuto, 46 secondi
(Acs) Perugia, 12 marzo 2013 - Il consigliere regionale del Partito democraticoFausto Galanello ha presentato oggi in Aula una interrogazione a risposta immediata sugli impianti eolici che verranno costruiti sul Monte Peglia. Nel suo atto ispettivo, Galanello rimarcava che “il progetto pale eoliche sul Monte Peglia è l’ennesimo caso di un progetto di produzione energetica da fonte rinnovabile totalmente fuori scala e in netto contrasto con il contesto ambientale e territoriale. Siamo, infatti, in una zona ampiamente vincolata a parco regionale, in una zona di particolare pregio ambientale, in una zona in cui insistono numerose attività di tipo agrituristico, comunque attività legate al valore del territorio e dell’ambiente. Si tratta di progetti improvvisati e fortemente contrastanti dalle realtà locali, che comportano forte reazione da parte delle stesse comunità locali, dei sindaci che poi finiscono per bloccare gli insediamenti stessi di questi progetti. Credo che si ponga ormai il tema di affrontare in modo più forte la procedura di approvazione per questi progetti di energie da fonti rinnovabile, rimettendo nelle mani dei Comuni, in modo particolare delle Unioni speciali dei Comuni, la possibilità di deliberare sui propri territori individuando le aree vocate per la localizzazione di impianti di produzione energia da fonte rinnovabile. La Regione Umbria deve intervenire per bloccare un progetto che si preannuncia un disastro ambientale: 18 pale eoliche che occuperanno una vasta area, da San Venanzo a Parrano passando per Orvieto, in area boscata di particolare pregio, che sarà semidistrutta per la realizzazione delle strade, di piattaforme di cemento”.
L'assessore regionale all'ambiente, Silvano Rometti, ha risposto all'interrogazione spiegando che “su tutta la regolamentazione che la Regione si è data per quel che riguarda l’installazione e lo sviluppo delle fonti di energia di produzione rinnovabile c’è stata un’ampia partecipazione con i Comuni, con l’Anci, che è durata addirittura dei mesi. Rispetto ai criteri localizzativi di questi impianti la Regione ha previsto, che i Comuni potessero indicare soluzioni localizzative nei propri territori: chi lo ha ritenuto opportuno ha avanzato osservazioni rispetto alla regolamentazione e ha proposto altre aree da escludere rispetto a quelle che aveva individuato la Regione. Questa è una materia dove la manutenzione normativa è obbligatoria. Un punto è certo: se noi pensiamo di sviluppare una energia da fonti rinnovabili a condizione che si faccia da qualche altra parte, non a casa nostra, penso che lo sviluppo di queste fonti sarà molto complicato da portare avanti”. MP/
