QUESTION TIME (3): “SOSTENERE IL SETTORE ESTRATTIVO REGIONALE” - NEVI (FI) INTERROGA, ASSESSORE CECCHINI RISPONDE: “DOPO PRECISA RICOGNIZIONE NON ESCLUSE MODIFICHE NORMATIVE”

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18 Ott 2017 12:15

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(Acs) Perugia, 18 ottobre 2017 – Nel corso della prima parte della seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria il consigliere regionale Raffaele Nevi (Forza Italia) ha illustrato la propria interrogazione a risposta immediata incentrata sulla necessità che la Giunta “istituisca immediatamente un tavolo tecnico con i protagonisti del settore estrattivo per adeguare la normativa vigente” e che, nelle more di questo lavoro, “elimini i vincoli regolamentativi che impediscono di procedere anche con la domanda di accertamento relativa all'ampliamento di cave esistenti e attive che rischiano di far fermare alcune imprese estrattive dell'Umbria”.

Presentando l'atto ispettivo, Nevi ha spiegato che “il settore estrattivo regionale negli ultimi anni ha visto ridurre sensibilmente il numero delle attività che operano in tale ambito. l'attuale normativa che regola il settore è stata predisposta sulla base di una situazione produttiva e di mercato non paragonabile a quella attuale. Inoltre in base alla normativa attuale è difficoltoso anche poter procedere agli ampliamenti delle cave attive”.

Rispondendo all'interrogazione, l'assessore Fernanda Cecchini ha evidenziato che “i problemi più consistenti del settore estrattivo dal 2007 ad oggi sono collegabili alla crisi che ha interessato soprattutto gli investimenti e quindi le opere pubbliche, determinando, in alcuni casi, l'inattività delle imprese. In questi anni, probabilmente e di conseguenza è stata riservata poca attenzione sull'andamento dell'attuazione della legge regionale e del relativo regolamento. La legge è stata aggiornata nel 2003 con l'inserimento della procedura di riconoscimento dei giacimenti di cava che costituisce procedura preliminare per la richiesta di autorizzazioni. Entro il 2006 sono state autorizzate le 50 cave previste. La Regione ha quindi riconosciuto che in Umbria non ci fosse bisogno di ulteriori cave, ed ha autorizzato l'ampliamento di quelle esistenti, facendo sì che all'interno del territorio regionale ci fosse la possibilità di utilizzo delle cave, coltivate e poi ripristinate al meglio. Per l'Umbria è sicuramente importante l'attività estrattiva e salvaguardare al contempo i connotati paesaggistico-ambientali del territorio. Nel momento in cui riprende l'attività estrattiva, come sta avvenendo oggi, sarà nostra cura fare una precisa ricognizione sia della situazione delle cave autorizzate, sia delle problematiche presenti per le quali emergano esigenze di modifica normativa”. 

Nella replica, Nevi, nel dichiararsi “moderatamente soddisfatto” ha rimarcato l'esigenza di fare un “accurato punto della situazione con i soggetti interessati” e che possano essere date “risposte celeri necessarie per chi vuole investire in progetti a lungo termine”. AS/ 

Ultimo aggiornamento: 23/10/2017