QUESTION TIME (3) – SOCIETÀ PARTECIPATE: “IN UMBRIA FORTE RAZIONALIZZAZIONE E RIDUZIONE COSTI” - ASSESSORE PAPARELLI RISPONDE A NEVI (FI): “PROPAGANDA ELETTORALE, LA GENTE NON SE NE ACCORGE”
21 Ott 2014 01:00
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(Acs) Perugia, 21 ottobre 2014 – Il capogruppo di Forza Italia Raffaele Nevi ha interrogato l'assessore Fabio Paparelli chiedendo conto delle performance negative delle società partecipate dalla Regione, che “incidono in modo pesante sul bilancio regionale – ha detto Nevi –. Vogliamo sapere se la Regione affronterà la questione in maniera seria, come richiesto perfino dal segretario regionale del Pd e dal premier Renzi, e non con operazioni di maquillage, facendo in modo che da zavorra pubblica diventino elementi di sviluppo per creare crescita e occupazione”.
L'assessore Paparelli ha risposto che “non tutti gli enti locali sono uguali e non tutte le regioni hanno fatto le stesse cose. In Umbria, quelle direttamente partecipate operano in house providing, eccetto Umbria mobilità e Gepafin, che è parificata agli istituti di credito. Hanno il divieto di operare sul mercato, dovendo svolgere servizi di interesse generale. Nel particolare ricordo l'ampio processo di semplificazione normativa dell'apparato endoregionale, con lo scioglimento di Arusia, quantificabile in 1milione e 300mila euro, l'agenzia turistica ha comportato minori costi per 1milione e 266mila euro, la soppressione delle Comunità montane il trasferimento delle loro competenze a un unico soggetto, l'Agenzia forestale, il recesso della Regione da 21 cooperative agricole e il conferimento a Gepafin delle restanti 6, la riduzione delle Asl da 4 a 2, la riduzione dei compensi dei consigli di amministrazione, il conferimento degli incarichi agli amministratori pubblicati sotto gli occhi di tutti, la legge 9 approvata nell'aprile scorso che stabilisce per i dirigenti delle società controllate che la retribuzione annuale non può superare il tetto massimo previsto dalla contrattazione collettiva nazionale e che, in caso di nuove assunzioni, la retribuzione non superi i minimi previsti. Inoltre, ricordo che la Regione ha più che dimezzato le società partecipate passando da 7 a 3 sole società (Sviluppumbria, Umbria digitale e Parco tecnologico) e che è stato sciolto il consorzio Sir”.
Nella sua replica conclusiva, Nevi si è detto “assolutamente insoddisfatto della risposta dell'assessore”, che definisce “propaganda elettorale”. “Si continua a dire che tutti i problemi sono stati risolti mentre la gente fuori dal palazzo non se ne accorge e si generano fratture come quella che ha portato alla sconfitta di Perugia per l'amministrazione di sinistra. E' evidente che non è stato fatto quanto era necessario. Anche in questa regione bisognerà cominciare a parlare di esternalizzazioni e privatizzazioni, ma ci sono troppe resistenze per un cambiamento vero. Anche questo sarà argomento su cui misurarsi nella campagna elettorale per il prossimo governo regionale”. PG/
