QUESTION TIME (3): “MANCATO RIPOPOLAMENTO DELLE TROTE IN ALTO CHIASCIO” INTERROGAZIONE DI SMACCHI (PD), ASSESSORE CECCHINI RISPONDE “DIRETTIVA EUROPEA IMPONE LIMITI”

Data:

14 Mar 2017 12:45

Tempo di lettura:

2 minuti, 57 secondi

(Acs) Perugia, 14 marzo 2017 – Nel corso della seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time), il consigliere  Andrea Smacchi (Pd) ha illustrato l'atto ispettivo con cui chiede all'Esecutivo regionale di spiegare “per quale motivo anche quest'anno i fiumi Chiascio, Assino, Vetorno, Doria e Sentino sono stati esclusi dai piani di regionali di ripopolamento delle trote”. 

Smacchi ha evidenziato che “da due anni,  da quando le competenze sono passate alla Regione, non si effettua più il ripopolamento su questi fiumi. Il Chiascio, va ricordato, è il secondo fiume dell'Umbria per capienza d’acqua dopo il fiume Tevere e ci sono un territorio e tante associazioni di pescatori in subbuglio per questa problematica, molti non hanno neanche rinnovato i tesserini. Fino al 2015 venivano rilasciati circa 3 quintali di trote nel fiume Chiascio, in particolare nella zona Branca, e 1 quintale nel fiume Assino nella zona Mocaiana: parliamo di acque privilegiate, categoria A, di un indotto di pescatori che venivano da altre regioni, come quelli delle Marche, che oggi non hanno più interesse a venire nel nostro territorio. Rispetto al fiume Sentino siamo di fronte a una situazione diversa, dato che si tratta dell’unico fiume umbro che sbocca nell’Adriatico, mentre tutti gli altri fiumi vanno nel Tirreno. In questo caso, però, i pescatori della zona non vogliono il ripopolamento, ma si stanno adoperando per la realizzazione di un incubatore di valle dove cercare di conservare la trota mediterranea all’interno del parco del Monte Cucco. Credo che siano due esigenze ben distinte: da un lato quello della conservazione e riproduzione della trota autoctona mediterranea, dall’altro il ripopolamento per dare la possibilità ai pescatori di continuare a svolgere la propria passione”.

L'assessore Fernanda Cecchini ha risposto spiegando che la Regione è tenuta a rispettare le norme europee che, “attraverso la direttiva 'Habitat' chiedono di non mettere in discussione la presenza delle nostre specie autoctone. Le direttive impongono il non ripopolamento con pesce di altre specie e dobbiamo rispettarle per non incorrere in infrazione: il ripopolamento con trote di 'ceppo Atlantico' è dunque vietato. A Terria era stata avviata la sperimentazione della produzione di trota 'Fario ceppo Mediterraneo' ma poi l’impianto è stato chiuso e come Regione abbiamo preso e potenziato l’impianto di Borgo Cerreto all’interno del quale vengono prodotte le trote appunto selezionate 'ceppo Mediterraneo' che al momento non soddisfano il fabbisogno di tutta la regione. Attraverso il lavoro con la 'Consulta ittica' sono stati individuati i siti dove rilasciare appunto le trote: là dove c’è maggior pregio è sconsigliato il rilascio di trote e quindi di esemplari grandi, anche perché mettono in discussione la piccola fauna, che va garantita. Il nostro impegno è per far sì che attraverso l'impianto di Borgo Cerreto e attraverso un costante rapporto con i territori si possa in futuro garantire la biodiversità, la difesa delle specie autoctone, ma anche la soddisfazione di chi ha la passione della pesca”. 

Andrea Smacchi si è detto “parzialmente soddisfatto. I 60 quintali di trote che sono stati riversati nei fiumi umbri sono stati non ben distribuiti. Capisco il fatto che si siano riversati nel fiume Nera e nel fiume della Valnerina e capisco anche il segnale che si è voluto dare per quanto riguarda anche il ritorno in quei territori dei pescatori e del relativo indotto turistico. Capisco meno perché si è fatto fuori un fiume come Chiascio e come Assino dove i pescatori non devono considerarsi di serie B. Si è fatto un progetto importante nelle Marche, che ha avuto come centro il Comune di Cantiano, dov’è nato un incubatore in cui vengono coltivate le trote, realizzando anche una attrazione turistica. La invito a lavorare anche per questo progetto che il Comune di Scheggia sta portando avanti, metterlo all’interno del progetto aree interne. Auspico l'attuazione di un ripopolamento decente e magari una ripulitura delle sponde, in particolare nella zona di Branca, che per lungo tempo è stato anche campo di gara proprio per la pesca alla trota”. MP/

Ultimo aggiornamento: 14/03/2017