“Quando vuole la giunta Proietti riesce a bloccare tutto, tranne l’ampliamento della discarica ‘Le Crete’”
Nota di Enrico Melasecche (capogruppo Lega Umbria)
15 Ott 2026 17:56
2 minuti, 44 secondi
(Acs) Perugia, 15 ottobre 2026 - “Quando si tratta di bloccare opere e progetti sgraditi al proprio campo largo la giunta Proietti dimostra di avere tutti gli strumenti per intervenire. Quando invece si tratta di fermare l’ampliamento della discarica Le Crete, in corso di autorizzazione da parte loro, improvvisamente le mani diventano legate e le responsabilità ricadono sempre su qualcun altro”: lo afferma il capogruppo della Lega Umbria in Assemblea legislativa, Enrico Melasecche.
“Partiamo dai fatti. Sul progetto stadio-clinica di Terni la Giunta Proietti ha promosso un ricorso al Tar, ottenendo burocraticamente l’annullamento dell’atto comunale che consentiva di proseguire l’iter. Sul termovalorizzatore la maggioranza regionale ha promosso una revisione della programmazione e chiesto ad Auri di interrompere il percorso per la realizzazione dell’impianto. Sull’acquedotto Terria-Pentima, infine, la Regione ha dato seguito a un percorso che ha portato al ritiro della procedura autorizzativa e all’apertura di un tavolo per individuare soluzioni alternative. Per non parlare del blocco sulle grandi opere come il nodo di Perugia, la stazione alta velocità Medio Etruria e quella a Collestrada al servizio dell’Aeroporto. Insomma, quando questa Giunta decide di intervenire, gli strumenti amministrativi e politici per farlo li trova sempre. Perché, allora, proprio sulla discarica Le Crete questi strumenti sembrano improvvisamente scomparire? La risposta - secondo Melasecche - è molto semplice, perché la Giunta Proietti non ha saputo indicare una soluzione alternativa credibile per chiudere il ciclo dei rifiuti dopo aver fermato l’iter del termovalorizzatore. E oggi, mentre continua a propagandare il proprio modello di economia circolare, si ritrova a dover fare i conti con la necessità di garantire ulteriori spazi per lo smaltimento. È la contraddizione di una politica ambientale costruita più sugli annunci ideologici che sulla capacità di programmare e governare un problema concreto. La cartina di tornasole sta nell’accanimento con cui difende parossisticamente l’ampliamento de ‘Le Crete’ ancor prima di concludere l’iter autorizzativo che vuole a tutti i costi portare avanti nonostante le fantasticherie di chiudere il ciclo senza un termovalorizzatore e senza le discariche. Il re è nudo!”
“Ecco perché - continua - l’ampliamento di ‘Le Crete’ diventa così comodo: consente di rinviare il conto di una gestione che non ha ancora dimostrato di saper risolvere strutturalmente il problema dei rifiuti. Ma quel conto non può essere presentato ai cittadini di Orvieto, né si può pretendere che sia ancora una volta il territorio orvietano a pagare il prezzo delle scelte sbagliate della sinistra. Ricordiamo che il procedimento autorizzativo per ulteriori 350 mila metri cubi è stato avviato nel luglio 2026, a seguito dell’istanza presentata da ACEA società proponente di proprietà del Comune di Roma, quello che con il sindaco PD sta costruendo un termovalorizzatore mastodontico, lo stesso che, sindaca la Raggi del M5S, non mantenne la promessa grillina di far chiudere il termovalorizzatore di Terni. Non stiamo parlando di un ampliamento già autorizzato dalla precedente Giunta, ma di un procedimento in corso sul quale occorre assumersi le proprie responsabilità politiche e amministrative. La stessa documentazione regionale non attesta una precedente autorizzazione all’ampliamento, eppure, anziché assumersi la responsabilità di trovare una soluzione, l’assessore De Luca continua ad utilizzare strumentalmente atti del passato quale assicurazione sui rischi della propria personale politica negazionista”.
“Prendo atto - conclude - della replica del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che, anziché chiarire perché la Giunta non intenda fermare il procedimento, preferisce attaccare l’opposizione e riproporre la consueta strategia dello scaricabarile. Tra accuse al centrodestra e richiami agli atti del passato, manca però la risposta decisiva: che cosa intende fare concretamente la maggioranza per impedire l’ampliamento? La maschera dell’ambientalismo di facciata è caduta: tante parole contro le discariche, ma nessuna risposta sul procedimento con cui loro vogliono aumentarne la capacità”. RED/PG
