(Acs) Perugia, 10 luglio 2013 - “E' francamente inaccettabile che le linee strategiche di indirizzo dell'Umbria vedano il Consiglio regionale ridotto a mera sede di ratifica di decisioni già prese. Una prassi consolidata nelle politiche di bilancio, ma che non può trovare giustificazione nel Quadro Strategico 2014–2020, cioè quel documento che definisce indirizzi e priorità delle politiche regionali di sviluppo dei prossimi anni finanziate con le risorse dell'Unione europea”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) secondo il quale “non è possibile che gli organi di stampa e il Tavolo dell'Alleanza per l'Umbria precedano in conoscenze ed in indirizzi i membri dell'Assemblea legislativa, e non solo per l'inefficacia dell'Alleanza stessa denunciata da autorevoli parti sociali. Se infatti le attuali procedure partecipative sul bilancio annuale – spiega - possono trovare una giustificazione nella necessità di un'approvazione celere rispetto ad un documento che non può di fatto comporsi prima di ogni mese di gennaio per il sovrapporsi di scadenze nazionali, tutto ciò è incomprensibile ed antidemocratico per un Documento strategico di ampio respiro che estenderà la propria azione fino al 2020, con un ruolo evidente di ammortizzatore sociale che avranno risorse sempre più scarse”.
Lignani Marchesani rileva inoltre che in altre Regioni sono presenti Commissioni consiliari ad hoc “che deliberano documenti preventivi, ed anche in sede europea si stanno verificando cambiamenti giuridici che prevedono il coinvolgimento delle Assemblee legislative in fase decisoria”.
L'esponente di Fratelli d'Italia ritiene poi che nel merito del Documento “si dovrà discutere anche se ad una prima analisi esso sa di 'già visto' e di 'copia e incolla'. Nel metodo, anche alla luce del fatto che la proposta non è stata ancora approvata né a livello europeo né nazionale, urge un immediato cambio di rotta nel coinvolgimento del Consiglio regionale. A sua volta il Consiglio regionale – sostiene Lignani Marchesani - deve evitare in una fase così delicata una gestione conflittuale tra Commissioni nel contesto di un simile atto strategico. Se tutte le Commissioni hanno un evidente ruolo in questa materia trasversale è di tutta evidenza che la Commissione competente è quella cui fanno riferimento gli affari europei (la Prima Commissione ndr). Non sarebbe positivo – conclude - che prima dell'assegnazione dell'atto qualcuno si fosse già arrogato il diritto di convocare audizioni sull'argomento”. RED/tb