QT 6 - “Emergenza chironomidi al lago Trasimeno e impatto economico sulle attività”
Interrogazione di Matteo Giambartolomei (FdI), l’assessore Simona Meloni risponde: “la disinfestazione non si è mai fermata e stiamo intensificando. Sui ristori ci lavoreremo. Per il futuro stiamo elaborando una sperimentazione avanzata”
09 Lug 2026 14:34
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(Acs) Perugia, 9 luglio 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata su “emergenza chironomidi nel comprensorio del lago Trasimeno e impatto economico sulle attività del territorio”, presentata dal consigliere Matteo Giambartolomei (FdI)
Illustrando l’atto ispettivo, Giambartolomei ha spiegato che “il Lago Trasimeno è uno dei principali attrattori turistici ed economici dell’Umbria. Da diverse settimane si registra una massiccia ed eccezionale proliferazione di chironomidi che ha assunto i connotati di una vera e propria emergenza ambientale ed igienica, rendendo impossibile il regolare svolgimento delle attività economiche all’aperto nelle ore pomeridiane e serali. Gli operatori economici del territorio, sono costretti a repentine interruzioni del servizio e a chiusure anticipate dei locali, registrando un drastico calo del fatturato proprio nei momenti di picco stagionale. Le piccole imprese dell’area del Trasimeno si trovano a dover sostenere costi fissi di gestione altissimi a fronte di una drastica contrazione dei ricavi causata dall'invivibilità degli spazi pubblici. Le risposte e le strategie messe in campo dall’Esecutivo regionale si sono dimostrate del tutto insufficienti, tardive e prive di una visione strutturale, lasciando il territorio, i residenti e il comparto produttivo in uno stato di totale abbandono di fronte a un'emergenza che rischia di compromettere irreparabilmente la stagione turistica corrente. Chiedo quindi alla Giunta se siano state programmate delle campagne di disinfestazione e dei trattamenti larvicidi sul Lago Trasimeno per l'anno in corso e quali siano i motivi del ritardo o dell'inefficacia; se intenda attivare un piano d'urgenza straordinario e immediato per il contenimento dei chironomidi; se intenda intervenire con misure di ristoro straordinario o sgravi fiscali od altri strumenti economici e di sostegno a fondo perduto a supporto delle attività commerciali e di somministrazione dell’area del Lago Trasimeno che stanno subendo pesanti perdite economiche a causa dell'emergenza. Se si volesse lavorare insieme per il bene del Trasimeno bisognerebbe aprirsi ad un confronto. Il sistema di ripetere sempre che cosa non sia stato fatto dalla Giunta precedente non aiuta”.
L’assessore Simona Meloni ha risposto che “la disinfestazione non si è mai fermata e stiamo capendo se possiamo intervenire facendo un livello di disinfestazione più alto. Sui ristori ci lavoreremo. Per il futuro stiamo cercando di elaborare una sperimentazione avanzata che mette insieme più elementi. Il problema dei chironomidi è aumentato perché il clima è peggiorato: c'è maggiore siccità e il livello idrometrico si è abbassato. La stessa cosa sta avvenendo sul lago Balaton, il lago laminare più esteso d’Europa. Il Trasimeno è il secondo. Per questo sono in contatto con l’Ungheria. Sia nel 2025 che nell'anno in corso sono stati pianificati ed eseguiti puntuali trattamenti biologici larvicidi mirati al controllo dei chironomidi e delle zanzare. L’anno scorso sono stati eseguiti 7 trattamenti complessivi, dal 7 maggio al 28 agosto 2025, impiegando un'imbarcazione della provincia di Perugia, distribuendo mille e 500 litri di prodotto larvicida biologico. Per la stagione in corso non ci sono ritardi nell'avvio delle operazioni. Sono già stati eseguiti sei interventi larvicidi strategici a distanza quindicinale, li abbiamo addirittura aumentati. Vista la situazione emergenziale, la campagna di contrasto proseguirà con cadenza settimanale. Nel 2023 è iniziata la questione dell'Isola B, che è diventata operativa il 17 maggio 2025 e che ha permesso di intercettare e sottrarre all'ambiente circa 100 chili di peso secco di chironomidi, equivalenti a circa 30 milioni di insetti. Quest'anno siamo già a 40 milioni di insetti. Negli ultimi anni ci sono state normative europee che sono mutate. Il regolamento dell'Unione europea del 2012 ha ristretto drasticamente le molecole ammesse, rendendone alcune quasi inutilizzabili in contesti naturali protetti per ragioni di salute pubblica. Inoltre è stato ridotto il quantitativo da 5mila a 2mila litri e non si possono fare più di 8 trattamenti. Per questo noi stiamo facendo trattamenti settimanali cercando di ridurre il quantitativo e miscelando al meglio che possiamo fare. Stiamo anche facendo una sperimentazione a Passignano con le lampade di luce rossa, che però deve essere integrata con i decreti della sicurezza stradale e pedonale. C'è stata anche l'installazione di 150 lampade Tofolamp lungo i pontili. Vogliamo fare una sperimentazione con le luci gialle e partiremo adesso o sul lungo lago di San Feliciano o di Passignano o di Castiglione. In queste settimane la preoccupazione degli operatori ci ha indotto a capire se possiamo spingerci oltre. A causa della proliferazione e della diffusione di nuovi zanzare, stiamo immaginando un'ordinanza da fare insieme all'Unione dei Comuni. Vogliamo capire se possiamo intervenire sul lungo lago, ma dobbiamo studiare il tipo di prodotto. Oggi c'è un tecnico che sta al Ministero per capire se questa cosa è possibile. Per quanto riguarda i ristori, dobbiamo capire quant'è l’intervento che bisogna fare sul livello di fatturato che cala a causa dei chironomidi. Dobbiamo studiare la formula giusta per capire e metterla dentro a tutto il sistema emergenziale del Trasimeno, che non è solo i chironomidi, ma è anche l'abbassamento del livello dell'acqua”.
Nella sua replica Giambartolomei si è detto “insoddisfatto della risposta. Ci sono poche idee e confuse. Il problema dei chironomidi è conosciuto da anni, ma un’invasione come quella di quest’anno non si registra dal 2007. Il prodotto distribuito va dato in periodi ben precisi, altrimenti non serve a nulla. Inutile ripeterlo ogni 15 giorni. La quantità va concentrata altrimenti è inefficace. Nel 2007 venne usato un hovercraft perché il prodotto va dato in acque molto basse. La mancata manutenzione del bacino, anche con il taglio dei canneti, è un ulteriore problema perché è lì che bisogna intervenire. Le tofolamp, sono dissuasori luminosi, e vanno concentrati a bordo lago per evitare che i chironomidi si addentrino nelle strutture che operano in quelle zone. E comunque al momento le tofolamp non superano le 30 unità. Nel 2007 erano più di 100. Il periodo migliore per gli interventi è luglio e agosto. La invito a fare gli interventi ora e a farli subito. Perché le attività del Trasimeno non riescono più a lavorare”. DMB/
