QT 5 “Garanzie occupazionali per il trasporto sangue e farmaci chemioterapici dell’ospedale di Perugia”
A Eleonora Pace (FdI) e Donatella Tesei (Lega) ha risposto l’assessore Francesco De Rebotti: “La Regione metterà a disposizione gli strumenti di politica attiva previsti per favorire il reinserimento occupazionale e ridurre il rischio di disoccupazione”
22 Ott 2026 12:38
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(Acs) Perugia, 22 ottobre 2026 – Nella parte riservata al Question time della seduta consiliare odierna i consiglieri Eleonora Pace (primo firmatario-FdI) e Donatella Tesei (Lega) hanno chiesto all’assessore Francesco De Rebotti “Chiarimenti urgenti in merito alle garanzie occupazionali dei 13 lavoratori impiegati nel servizio di trasporto sangue e farmaci chemioterapici presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia”. In particolare l’interrogazione domanda “se corrisponda al vero che i 13 lavoratori attualmente adibiti al servizio di trasporto sangue e farmaci chemioterapici presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia rischino l'imminente perdita del posto di lavoro a seguito della riorganizzazione del servizio; quali siano le reali determinazioni assunte dalla Giunta regionale e dalla Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Perugia in merito all'affidamento di detto servizio; quali iniziative urgenti e quali garanzie occupazionali la Giunta intenda porre in essere per tutelare i livelli occupazionali dei 13 lavoratori coinvolti e salvaguardare la stabilità economica delle loro famiglie”.
Illustrando l’atto in Aula, Eleonora Pace ha ricordato che "all'ospedale di Perugia è attivo da quasi due anni un servizio di fondamentale importanza e delicatezza, riguardante il trasporto di sangue, emocomponenti e farmaci chemioterapici. Tale servizio è stato finora garantito da 13 lavoratori impiegati tramite cooperativa sociale, i quali hanno assicurato continuità, efficienza e professionalità a tutela della salute dei pazienti e della funzionalità del presidio ospedaliero. Secondo quanto appreso da segnalazioni degli stessi lavoratori, parrebbe che l’Azienda Ospedaliera abbia orientato le proprie scelte verso una riorganizzazione del servizio, prevedendone l'affidamento a personale interno. Per i 13 operatori attualmente occupati si prospetterebbe il concreto rischio di risoluzione del rapporto di lavoro e conseguente perdita della fonte di sostentamento per le rispettive famiglie. Sarebbe stata comunicata una proroga di sole poche settimane, durante le quali ai medesimi lavoratori verrebbe richiesto di affiancare il personale interno destinato a subentrare nelle mansioni svolte. Le esigenze di razionalizzazione della spesa o di riorganizzazione non possono determinare la perdita improvvisa del posto di lavoro per operatori che hanno finora garantito servizi essenziali. È dovere della Giunta garantire la massima trasparenza sui processi di riorganizzazione della sanità umbra e tutelare la tenuta occupazionale nel territorio regionale”.
L’assessore Francesco De Rebotti ha risposto che “l'Azienda ospedaliera di Perugia ha deciso la reinternalizzazione del servizio nell'ambito di un processo di razionalizzazione organizzativa per valorizzare le risorse professionali già presenti all'interno dell'azienda e per contenere i costi derivanti dal ricorso ai servizi esternalizzati. Sotto il profilo organizzativo si punta a impiegare operatori socio sanitari già dipendenti e con idoneità lavorativa compatibile, così da garantire la continuità del servizio senza nuove assunzioni. Sotto il profilo economico l’affidamento esterno costa 456mila euro l’anno, mentre l’uso personale già presente comporta un significativo contenimento dei costi. La direzione aziendale ha avviato un confronto con le organizzazioni sindacali in merito alle proposte per la salvaguardia occupazionale del personale interessato e all'attivazione degli ammortizzatori sociali utilizzabili. Inoltre ha prorogato al 5 novembre il contratto in essere con la Meridio Società Cooperativa, società che il 9 ottobre scorso ha avviato la procedura per il ricorso del trattamento straordinario di integrazione in ipotesi di cessazione di attività per 13 lavoratori per 12 mesi. La convocazione per l'esame del Ministero sarà il 26 ottobre. Le risorse stanziate prevedono una copertura limitata a fine 2026, per questo si auspica che nella prossima legge di bilancio ci sia la proroga e il rifinanziamento per il 2027 per assicurare ai lavoratori interessati un'adeguata copertura durante l'attuazione dei percorsi di politica attiva finalizzata alla ricollocazione occupazionale. La Regione metterà a disposizione gli strumenti di politica attiva previsti. Attraverso Arpal, in accordo con l'azienda e le organizzazioni sindacali, concorrerà alla definizione di uno specifico piano di politica attiva del lavoro che potrà prevedere interventi di orientamento specialistico, analisi e valorizzazione delle competenze, accompagnamento al lavoro e percorsi di aggiornamento e riqualificazione professionale in relazione alle caratteristiche del lavoratore e fabbisogni del mercato del lavoro regionale. L'obiettivo è di favorire concrete opportunità di reinserimento occupazionale e ridurre il rischio di disoccupazione al termine del periodo di integrazione salariale”.
Nella sua replica Eleonora Pace si è detta “amareggiata dalla risposta. Abbiamo ascoltato tante belle parole, ma ad oggi la realtà è che 13 lavoratori sono a casa. Nei prossimi 12 mesi si tenterà di poter riutilizzare queste figure professionali. Il nostro compito sarà quello di monitorare. Però ad oggi non ci sono risposte per 13 lavoratori che per anni hanno svolto il loro servizio in maniera seria, precisa ed accurata. Mi sarei aspettata che a rispondere a questa interrogazione fosse chi nella Giunta competenza su questi temi”. DMB/
