QT 2 “Stato di attuazione del Contratto di Fiume del Basso Nera”

A Enrico Melasecche (Lega) ha risposto l’assessore Thomas De Luca: “il Contratto rientra all’interno del lavoro dell’Assessorato. Strumento da inserire nel nuovo piano paesaggistico regionale”

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15 Apr 2026 16:17

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(Acs) Perugia, 15 aprile 2026 – Nel corso del question time odierno, il consigliere regionale Enrico Melasecche (Lega) ha presentato un’interrogazione alla Giunta sullo “Stato di attuazione del ‘Contratto di Fiume del Basso Nera’. Necessità di chiarimenti urgenti sulla governance operativa e sui risultati concreti a un anno e mezzo dall'avvio”.

Illustrando l’atto in Aula Melasecche ha spiegato che con l’interrogazione si chiede di sapere “quale sia lo stato di attuazione complessivo del Contratto di Fiume del Basso Nera e la sua architettura di governance operativa, evidenziando quali siano le motivazioni e gli eventuali vincoli ostativi che abbiano impedito il concreto avvio del percorso deliberato con la delibera di Giunta 814/2024. Ma anche come il Contratto di Fiume intenda fungere da strumento di coordinamento con i progetti che insistono sui territori interessati. Infine si vuole conoscere quali risorse finanziarie (fondi della Giunta regionale, risorse derivanti dalla Programmazione europea) dedicate siano state previste per garantire la sostenibilità del Contratto di Fiume sul territorio regionale, al fine di intercettare anche le opportunità legate all'Ottocentenario Francescano. Ricordo che la deliberazione della Giunta regionale numero 814 del 7 agosto 2024, approvata su mia proposta, ha rappresentato un momento di svolta strategica, avviando il percorso del ‘Contratto di Fiume del Basso Nera’ come strumento innovativo di programmazione negoziata per la ulteriore valorizzazione ambientale, paesaggistica e socio-economica di un'area di straordinaria rilevanza ed in forte rilancio negli ultimi trent’anni, prima turisticamente marginale in quanto abbandonata a sé stessa. L'area interessata comprende i comuni di Ferentillo, Arrone, Polino, Montefranco, Terni, Narni, San Gemini, Stroncone e Otricoli, includendo eccellenze naturalistiche come la Cascata delle Marmore e il Lago di Piediluco. A distanza di un anno dall'impulso politico dato dalla precedente amministrazione regionale, dovrebbero essere concluse almeno le fasi propedeutiche per la formalizzazione del Contratto con una chiara distribuzione dei ruoli operativi, per tradurre la programmazione negoziata in azioni concrete e garantire le legittime aspettative dei territori. Appare necessario capitalizzare le opportunità offerte dal Giubileo 2025, appena concluso, e dall'Ottocentenario Francescano 2026, valorizzando appieno questo strumento che rappresenta una visione unitaria e condivisa di interventi attraverso una governance partecipata e integrata tra stakeholders pubblici e privati. Al fine della piena sostenibilità dell’iniziativa è assolutamente necessario che la Giunta preveda fondi di bilancio e risorse derivanti dalla programmazione europea per attivare ulteriori percorsi di Contratto di Fiume sul territorio regionale”. 

L’assessore Thomas De Luca ha risposto che “il Contratto di fiume del basso Nera rientra indubbiamente all'interno del lavoro del mio assessorato. I contratti di fiume sono un contenitore in grado di poter mettere all’interno di una medesima piattaforma interessi legittimi diversi di natura pubblica, privata e di volontariato che vanno a cooperare per riuscire, nelle more della tutela paesaggistica e ambientale, a promuovere lo sviluppo economico nei territori. I contratti di fiume non sono una novità in Umbria: ci sono già contratti attivi, come ad esempio quello del Paglia o del Clitunno Maroggia. Queste situazioni mostrano che ci sono criticità per cui alcuni strumenti non hanno brillato in capacità di raggiungere gli obiettivi. Senza risorse economiche, capacità di interazione fra soggetti, diventano oggettivamente lettera morta. Ricordo che nel bacino del fiume Nera già sussistono strumenti di governance come il parco. Il Contratto di fiume del basso Nera è indubbiamente all'interno del lavoro della del mio assessorato. C'è poi la questione del ruolo di alta scuola all'interno di questo quadro. È necessario lavorare per dare un ruolo e una nuova governance a questa associazione che purtroppo molti non conoscono e che invece può avere un ruolo da protagonista anche nella gestione dei contratti di fiume. Tutto questo si deve inserire nel duro lavoro che si sta facendo in questi mesi sul nuovo piano paesaggistico regionale, che deve diventare quadro riferimento in cui deve inserirsi strumento contratti fiume”.

Nella sua replica Melasecche si è detto “preoccupato, perché sembra che lei voglia percorrere le antiche strade che non hanno prodotto nulla. Sembra che si voglia creare un’altra scatola statica. Il rischio è che non si produca nulla. Il fattore tempo nelle opere pubbliche oggi è fondamentale per la concorrenzialità dei parchi rispetto ad altre regioni che corrono. Serve consentire anche al privato, che ha dimostrato di saper investire, di attivarsi per lo sviluppo del territorio”. DMB/

Ultimo aggiornamento: 16/04/2026