QT 2 "Recupero e valorizzazione del patrimonio abitativo pubblico: modalità di informazione e partecipazione all’avviso ai Comuni per l'individuazione di alloggi ERP/ERS inutilizzati”
A Francesco Filipponi (primo firmatario) e Maria Grazia Proietti (Pd) ha risposto l’assessore Fabio Barcaioli: “L'annuncio di 10 miliardi sul Piano casa fatto dalla Presidente Meloni si è ridotto, nella realtà, a 0,68 miliardi, quindi circa 860 milioni di euro, di cui all'Umbria spettano circa 1,7 milioni, che si aggiungeranno ai 20 milioni messi dalla Regione. Avviso ai Comuni per le manifestazioni di interesse”
24 Set 2026 13:03
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(Acs) Perugia, 24 settembre 2026 – Nell’ambito della sessione ‘question time’ della seduta consiliare di oggi, i consiglieri Francesco Filipponi (primo firmatario) e Maria Grazia Proietti (Pd) hanno interrogato l’assessore Fabio Barcaioli in merito al "Recupero e valorizzazione del patrimonio abitativo pubblico: modalità di informazione e partecipazione all’ avviso ai Comuni per l'individuazione di alloggi ERP/ERS inutilizzati” chiedendo, nel dettaglio “se e con quali iniziative la Giunta regionale intenda garantire la più ampia informazione e partecipazione dei Comuni e degli enti interessati, compresa Ater Umbria, all'Avviso in questione, e quali siano gli orientamenti e le tempistiche previste per dare concreto seguito alla ricognizione, al recupero e alla successiva assegnazione degli alloggi pubblici non utilizzati”.
Illustrando il suo atto ispettivo, Filipponi ha sottolineato che “l'emergenza abitativa rappresenta una priorità per la Regione Umbria, anche alla luce della disponibilità di numerosi alloggi pubblici inutilizzati che necessitano di interventi di recupero e manutenzione. Con una delibera la Giunta ha avviato la fase propedeutica alla costituzione di un eventuale Fondo immobiliare regionale, finalizzato alla predisposizione di un primo portafoglio di investimenti coerenti con gli obiettivi delle politiche abitative regionali, valutando altresì il ricorso a strumenti finanziari immobiliari innovativi; con la medesima deliberazione è stato disposto l'avvio di un'indagine ricognitiva rivolta ai Comuni umbri, finalizzata a individuare sia gli alloggi ERP di proprietà comunale sfitti e non recuperabili con le ordinarie risorse disponibili, sia ulteriori immobili pubblici (anche non residenziali, dismessi o sottoutilizzati) suscettibili di essere destinati a ERP, ERS, housing sociale, temporaneo, studentesco, per anziani o intergenerazionale. Con determinazione dirigenziale del 26 agosto 2026 è stato approvato il relativo Avviso pubblico, unitamente al modello di domanda e allo schema di relazione illustrativa prevedendo che i Comuni interessati dovranno compilare un modello di domanda in forma cartacea e trasmetterlo mediante invio con posta elettronica certificata entro il termine di 45 giorni dalla pubblicazione. L'Avviso pubblico prevede altresì che la Regione svolga analoghe verifiche sul patrimonio di Ater, Azienda Unica regionale per l'edilizia residenziale, riservandosi in un secondo momento di allargare la procedura ad altri enti e soggetti pubblici. È quindi opportuno assicurare la massima conoscenza e diffusione dell'Avviso pubblico presso tutti i Comuni umbri e gli enti interessati, nonché il pieno coinvolgimento del patrimonio di Ater Umbria, al fine di consentire la più ampia partecipazione possibile e di dare concreto seguito alla ricognizione e al successivo recupero degli alloggi non utilizzati”.
L’assessore Fabio Barcaioli ha risposto che: “Nell'agosto 2025, dal convegno di Rimini, la Presidente Meloni annunciò il nuovo piano casa. Quindi noi, speranzosi di questo piano, abbiamo dato mandato come giunta a Ater di predisporre un piano industriale per avere una fotografia chiara di quello che era la situazione degli alloggi popolari, cosa che non si era mai fatta. Da questa fotografia abbiamo visto che Ater aveva 1.400 appartamenti sfitti da ristrutturare. Quindi noi il 15 dicembre 2025 abbiamo presentato il piano industriale annunciando 20 milioni di euro dalla riprogrammazione del Fesr e dei piani dei fondi europei messi sull'housing sociale per la ristrutturazione di Ater, passando il bilancio da 0 a 20 milioni. Nell'aprile ‘26 viene annunciato invece in conferenza stampa il nuovo piano casa, quindi l'Umbria si è fatta trovare pronta al nuovo piano casa e con una speranza importante che arrivassero risorse che potessero aiutare a ristrutturare il nostro patrimonio pubblico. L'annuncio di 10 miliardi fatto dalla Presidente Meloni in realtà, sulla carta, poi dopo si rivelò di 0,68 miliardi, quindi circa 860 milioni di euro, di cui all'Umbria andranno 1 milione e settecentomila, 1 milione e ottocentomila euro, che si aggiungeranno ai venti milioni che abbiamo messo come Regione. La Regione Umbria, insieme alla Regione Toscana, è una delle poche regioni in Italia a detenere partecipazioni in una società pubblica che è la Sici e tramite essa noi vorremmo invece costruire un fondo pubblico immobiliare che possa gestire il patrimonio pubblico inutilizzato di tutta la regione. La Giunta regionale con la delibera 814 del 2026 ha avviato la fase alla costituzione di un fondo immobiliare regionale, finalizzato alla predisposizione di un primo portafoglio di investimenti coerenti con gli obiettivi delle politiche abitative regionali, con la possibilità di ricorrere a strumenti finanziari immobiliari innovativi. Abbiamo disposto di ricorrere a un avviso rivolto ai comuni, che abbiamo fatto con una determina dirigenziale. A questo sono seguite riunioni con il Mimit, Cassa Depositi e Prestiti, con le nostre fondazioni, proprio per concretizzare la costituzione di questo fondo. L’ultimo passaggio è interpellare i comuni per sapere quali sono gli immobili che potrebbero mettere a disposizione di questi fondi, avviso pubblicato sul Bur e sul sito della Regione e il giorno stesso della pubblicazione il servizio regionale competente ha trasmesso a tutti i sindaci dei Comuni Umbri una nota informativa per segnalare l'avvenuta pubblicazione e per invitarli a prendere visione e valutare la proposta di manifestazione di interessi. Io vorrei coinvolgere nei prossimi giorni anche l'Anci regionale, per avviare una proposta con tutti i comuni dell'Umbria proprio per mettersi a disposizione per chi ha dubbi nel compilare la domanda e quindi mettere a disposizione i nostri uffici”.
Nella replica conclusiva, Filipponi ha rilevato che “è stato fatto molto in questi mesi sull'housing sociale, a partire dalla riprogrammazione dei fondi Fesr per 20 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno, così come ricordava l'assessore Barcaioli, circa un milione e settecentomila, un milione e ottocentomila di fondi che vengono dall'annunciato piano casa del Governo nazionale. Bene anche, attraverso la delibera di Giunta regionale 814 del 2026, la previsione di un fondo immobiliare pubblico ai fini della riqualificazione così come la determina dirigenziale del 26 agosto 2026 e la pubblicazione il 28 agosto ed il coinvolgimento di Anci e la possibilità di condividere le modalità di raccolta delle domande dei comuni che hanno 45 giorni di tempo per partecipare a partire dal 28 agosto 2026. I 1400 alloggi che sono oggi da manutentare, più tutti quelli che probabilmente arriveranno dalla risposta dei comuni, sono un patrimonio pubblico da mettere a disposizione delle fragilità della comunità della nostra regione rispetto all'edilizia residenziale e sociale”. PG/
