Qt 1 “Garanzie su bando per il dragaggio delle darsene di San Feliciano e Sant’Arcangelo”
Nilo Arcudi (Tp-Uc) interroga assessora Meloni che risponde: “Sono state completate tutte le attività propedeutiche, entro la seconda metà di giugno inizieranno i lavori di dragaggio, partendo da Sant'Arcangelo”
04 Giu 2026 12:01
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(Acs) Perugia, 4 giugno 2026 - Nel question time odierno, il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha interrogato l’assessora Simona Meloni per sapere “se la Giunta intenda fornire formali garanzie circa l'effettivo e rigoroso utilizzo della draga per tutte le operazioni esterne alle darsene di San Feliciano e Sant'Arcangelo, così come previsto dal contratto d'appalto e dalle specifiche tecniche del Cig; se siano state predisposte misure di vigilanza e direzione lavori rigorose per evitare deroghe tecniche che portino all'utilizzo della bettolina, al fine di scongiurare un inutile sperpero di risorse pubbliche simile a quanto avvenuto a Panicarola; se si confermi che l'impiego degli escavatori sarà limitato esclusivamente alle zone interne alle darsene, laddove l'affioramento del terreno rende tale mezzo tecnicamente necessario e compatibile con le previsioni progettuali”.
Illustrando l’atto in Aula, Arcudi ha detto che “si tratta di un intervento importantissimo perché la situazione del lago non è positiva. Abbiamo bisogno che questo intervento sia fatto in maniera efficace e produca risultati positivi. Il capitolato d’oneri per l’appalto stabilisce tassativamente l'impiego della draga aspirante per le operazioni all'esterno delle darsene, prevedendo l'aspirazione della melma e il suo sversamento tramite tubazioni galleggianti nelle vasche di decantazione (quella di prossima costruzione a San Feliciano e quella del Centro Ittiogenico a Sant'Arcangelo). La draga rappresenta l'unico strumento idoneo a garantire l'apertura dei canali di accesso, in quanto capace di operare autonomamente anche in presenza di bassi fondali, ‘aprendosi la strada’ attraverso l'aspirazione diretta. Precedenti interventi, come quello effettuato presso la darsena di Panicarola tra il 2024 e il 2025, sono risultati fallimentari a causa dell'impiego di una bettolina (comunemente nota come ‘Motino’) in sostituzione della draga, una scelta che ha comportato lo spreco di circa 400mila euro di fondi pubblici: nonostante la pulizia interna con escavatori, l'imboccatura è rimasta ostruita rendendo l'area inutilizzabile. Sussiste il forte timore che, adducendo come scusa il basso livello del Lago Trasimeno, si possa nuovamente ripiegare sull'uso della bettolina, metodo meno efficace e già dimostratosi inadeguato per le esigenze di navigabilità del bacino”.
L’assessora Simona Meloni ha risposto che “stiamo lavorando per non fermare i turisti che arrivano e garantire questi tre mesi di economia sul territorio. Per i lavori di Panicarola i fondi erano del 2020, i lavori sono stati fatti nel 2022-23. Il lavoro che viene fatto sulle darsene è in stretto coordinamento con l'Unione dei Comuni del Trasimeno che è il soggetto attuatore dell'intervento. Il progetto posto a gara prevedeva l'utilizzo di mezzi escavatori all'interno delle tre darsene e rimandava alla definizione delle modalità di scavo in acqua, da valutare in funzione della situazione idrica del lago Trasimeno al momento dell'avvio degli interventi. L'Unione dei Comuni si è riservata la possibilità di scegliere quella più idonea fra le diverse modalità operative disponibili per realizzare a regola d'arte l'intervento di dragaggio. Visto il persistere dei valori di basso livello nel Lago e del progressivo interramento delle tre darsene, il raggruppamento temporaneo di imprese ha ritenuto di proporre l'utilizzo di una draga dotata di disgregatore montata su un mezzo anfibio semovente, rendendo possibile le lavorazioni previste a regola d'arte senza incremento di costi con il miglioramento delle qualità dell'opera. Questa nuova draga anfibia è più giusta per questo tipo di lavoro in questo momento che vede il lago in queste condizioni di basso livello idrometrico. Questa scelta garantisce l'efficacia dell'intervento all'esterno delle darsene a parità di costi e con un miglioramento qualitativo dell'opera, scongiurando il ricorso a metodologie inadeguate. La vigilanza sul rigoroso rispetto delle modalità progettuali e dell'offerta tecnica è pienamente garantita. Attualmente gli escavatori stanno operando esclusivamente a terra per la realizzazione delle vasche di colmata su terreni privati. Grazie alle soluzioni tecnica migliorativa approvata, la draga anfibia opererà, dove possibile, anche all'interno delle darsene. Qualora le condizioni idriche, estreme, non lo consentissero, lo scavo interno sarà eseguito con escavatori cingolati. Stiamo seguendo i lavori settimana per settimana, ma dipendendo anche dal tema dell'acqua. Le tradizionali draghe aspiranti richiedono un pescaggio minimo operativo di circa un metro e mezzo, e viste le attuali condizioni idriche del lago Trasimeno, il loro impiego sarebbe stato fallimentare. Per questo l'Unione dei Comuni ha approvato una variante tecnica migliorativa costo zero mediante l'utilizzo di una draga anfibia semovente a riempimento, mezzo che necessita di un bassissimo pescaggio e avanza autonomamente sul fango affiorante, garantendo l'operatività in totale sicurezza ed escludendo il ricorso a metodologie inadeguate. Ad oggi sono state completate tutte le attività propedeutiche in tutti i siti di intervento. Grazie a questo lavoro preventivo entro la seconda quindicina di giugno avranno inizio i lavori effettivi di dragaggio, partendo dalla darsena di Sant'Arcangelo, più problematica anche per i pescatori, per poi proseguire progressivamente nelle altre”.
Nella sua replica Arcudi ha detto che “siamo un po ' in ritardo, siamo quasi in piena stagione. Il lago ha il maggior flusso turistico nel periodo primaverile ed estivo. Confermiamo la nostra preoccupazione: la situazione del Trasimeno non è positiva, c’è un quadro di grande preoccupazione: iniziative che lasciano le isole per difficoltà logistiche, la situazione delle darsene con problemi significativi, l’invasione gigantesca dei chironomidi. Questo produce risultati: con i dati turistici positivi in tutta l’Umbria il lago è in arretramento e questo non è sostenibile. Dobbiamo consolidare e rendere più efficace l’impegno”. DMB/
