QT 1 “Ferrovia Centrale Umbra, ritardi inaccettabili nella riapertura della tratta Sud, Terni-Perugia Ponte San Giovanni, e di quella Nord, Città di Castello-Sansepolcro
A Enrico Melasecche (primo firmatario) e Donatella Tesei (Lega) ha risposto l’assessore Francesco De Rebotti: “Il completamento per la messa in esercizio Terni-Perugia-Città di Castello è previsto per fine 2027 inizio 2028, immediatamente dopo toccherà alla tratta Città di Castello-Sansepolcro”
08 Ott 2026 12:33
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(Acs) Perugia, 8 ottobre 2026 – Nella parte riservata alle interrogazioni a risposta immediata (question time) della seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, i consiglieri della Lega, Enrico Melasecche (primo firmatario) e Donatella Tesei hanno interrogato l’assessore Francesco De Rebotti circa la “Ferrovia Centrale Umbra” e sui “ritardi inaccettabili nella riapertura della tratta Sud, Terni-Perugia Ponte San Giovanni, e di quella Nord, Città di Castello-Sansepolcro”.
I due consiglieri leghisti hanno chiesto, nello specifico, “i precisi nuovi cronoprogrammi per la riattivazione della circolazione delle tratte Perugia Ponte San Giovanni-Terni, e Città di Castello- Sansepolcro, e del completamento tecnologico della tratta centrale, compresa l'attivazione della tecnologia ERTMS, portando la velocità al massimo del possibile; i danni prodotti dai numerosissimi furti di rame sulla tratta Perugia Ponte San Giovanni, Terni, e di quanto tali furti e i conseguenti ripristini abbiano spostato o sposteranno ulteriormente la data di riapertura all'esercizio di quella linea”.
Illustrando l’atto ispettivo, Melasecche ha chiesto all’assessore “cosa intende fare la Regione per la Ferrovia Centrale Umbra. Noi, nella precedente legislatura, abbiamo ereditato una situazione catastrofica: era bloccato il cantiere della tratta Ponte San Giovanni-Sant’Anna, abbiamo reperito i fondi e risolto i problemi tecnici. Oggi la situazione appare preoccupante perché i cronoprogrammi continuano a slittare. La tratta Città di Castello-Sansepolcro doveva essere già stata avviata da più di un anno. Oggi è importante sapere quando passerà il primo treno su questa tratta. Chiediamo la stessa cosa per la tratta di interesse nazionale Perugia Ponte San Giovanni-Terni. Altro tema, dal primo gennaio 2026 al 30 settembre u.s. si sono verificati 22 furti di rame, cavi elettrici che avevamo posizionati, 500 quintali di rame, circa 40 chilometri di linea elettrica vandalizzata. Chiediamo quale sarà il giorno in cui ripartirà il treno. Perugia ha avuto giustamente la metropolitana di superficie Ponte San Giovanni-Sant’Anna di cui la precedente Giunta si è fatta giustamente carico, ma vorremmo, per una questione di equità, che i milioni di euro già spesi dalla precedente Giunta Marini sulla tratta Terni-Cesi non siano sprecati. Per cui la logica della metropolitana di superficie Terni-San Gemini-Montecastrilli-Acquasparta auspichiamo essere realizzata per raggiungere un unicum territoriale. Anche in questo caso chiediamo tempi e date certe”.
L’assessore Francesco De Rebotti, dopo aver dichiarato la sua disponibilità a fare sull’argomento un focus in Commissione, ha ricordato che “la vicenda riguarda tre blocchi della FCU, Città di Castello-Perugia, Perugia-Terni e Città di Castello-Sansepolcro. Partendo da quest’ultimo, gli interventi sono partiti a settembre, frutto della risoluzione delicata delle Ogv (obbligazioni giuridicamente vincolanti) che avrebbero messo nelle condizioni di rischio la Regione, qualora non si fossero effettuati gli interventi, di risponderne anche economicamente. La situazione si è risolta nello scorso mese di giugno ed immediatamente dopo hanno avuto inizio gli interventi, con fasi diverse di lavorazioni con prima tappa prevista per inizio del 2027. Per quanto riguarda la tratta Città di Castello-Perugia sarà la prima a partire e nella prima fase del prossimo anno RFI verrà portata porterà sul tavolo di Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie) per le autorizzazioni. Ansfisa impiega dai tre a sei mesi per autorizzare le tracce. Noi dobbiamo quindi accelerare i tempi autorizzativi per partire fin da settembre 2027 con la traccia Perugia-Città di Castello. Il banco di prova di Ansfisa ci aiuterà sull’altra traccia che arriverà immediatamente dopo (Terni-Perugia) poiché il rapporto con Ansfisa, quando RFI presenterà la documentazione complessa dei nuovi sistemi di viaggio, sarà anche la palestra per il secondo passaggio, ovvero l’autorizzazione da chiedere sulla tratta Perugia-Terni con Rfi nelle condizioni di conoscere già i criteri che Ansfisa utilizzerà maggiormente per valutare la prima traccia. Arriverà per ultima la tratta Città di Castello-Sansepolcro perché è quella partita dopo. Quindi il completamento per la messa in esercizio Terni-Perugia-Città di Castello è previsto per fine 2027 inizio 2028, immediatamente dopo toccherà alla tratta Città di Castello-Sansepolcro. Stiamo attualmente cercando di recuperare con RFI alcune questioni tra cui le 18 tonnellate, il passaggio della proprietà della linea per far diventare FCU, IFRU (Infrastruttura Ferroviaria Regionale Umbria) anche una linea di interesse nazionale su tutta la traccia in modo tale che in futuro si possano avere treni che partono da Città di Castello o da Perugia per arrivare a Roma come alternativa alla rete nazionale tradizionale. Questa rappresenta un’ottima opportunità per l’Umbria che permette di ragionare su collegamenti più diretti Perugia-Terni-Roma in tempo molto più rapidi e questo sarebbe utile per ovviare ai problemi presenti sulla direttissima”.
Nella replica, Melasecche ha chiesto all’Assessore la relazione con un “cronoprogramma preciso tratto per tratto e l’attivazione dei treni. Rispetto alla cessione ad RFI, è iniziata con noi. State andando avanti sulla scia di quanto fatto da noi, ma vorremmo assistere, a due anni dal vostro insediamento, a nuove idee da mettere in campo e soprattutto ad accelerare i tempi. Non mi ha poi risposto sulla questione dei furti di rame e le ricordo che la Regione è proprietaria della linea ferroviaria in cui si sono verificati i furti sulla linea elettrica già montata. Sarebbe stata necessario prevedere una adeguata vigilanza”. AS
