(Acs) Perugia, 8 luglio 2014 - “Non è accettabile una divisione dell’Umbria in zone di serie A e B, non è possibile escludere la Valnerina e non finanziare di fatto i progetti dell’area interna Eugubino-Gualdese con i fondi specifici erogati dal ministero dello Sviluppo economico”: lo affermano i consiglieri regionali del Partito democratico Andrea Smacchi e Luca Barberini.
“I lavori della Commissione – spiegano - hanno fatto emergere una situazione che non risponde alla reale condizione dei territori marginali, visto che da un lato si identificano due aree interne, rispettivamente il comprensorio dell’Orvietano e l’area Eugubino-Gualdese ma solamente una, cioè quella dell’Orvietano, di fatto verrà finanziata. Noi riteniamo che si debba innanzitutto individuare una terza area interna che interessi tutti i Comuni della Valnerina e successivamente ripartire i 4, 2 milioni disponibili tra tutte le aree”.
“I criteri portanti con cui si devono individuare le aree interne – secondo Smacchi e Barberini – sono la lontananza dai servizi essenziali, la carenza infrastrutturale e di reti ferroviarie, oltre alla debolezza dei servizi socio-assistenziali. E' impensabile che dopo avere individuato i territori dell’Eugubino-Gualdese come area interna, la si escluda dai finanziamenti; una zona che, sin dagli anni ’60, ha subito la più forte emigrazione della storia regionale e negli ultimi anni è stata la zona con le maggiori crisi industriali, oltre ad essere isolata dal punto di vista ferroviario. Nei mesi scorsi è stato presentato il Progetto Integrato per l’Area Interna denominata Umbria Nord Est, un lavoro di grande pregio che analizza i risultati positivi ottenuti negli ultimi anni con politiche di cooperazione nei servizi essenziali, di tutela e valorizzazione delle risorse ambientali. La marginalizzazione dei piccoli Comuni è un processo che si può invertire con politiche di coesione sociale e crescita che hanno bisogno di finanziamenti mirati per obbiettivi di medio termine. E' pertanto inderogabile l’opportunità di individuare e finanziare la Valnerina come area interna. Questo territorio non ha nessuna rete ferroviaria, non ha un presidio ospedaliero sede di DEA, soffre da sempre di gravissime carenze infrastrutturali e ha pochissimi istituti scolastici superiori, tanto da obbligare molti ragazzi a percorrere giornalmente quasi 100 chilometri per recarsi a studiare a Spoleto o a Foligno”.
Dunque, secondo i due consiglieri del Pd “i fondi individuati o da individuare per le aree interne vanno estesi anche alla fascia appenninica e alla Valnerina. Non sosterremo – affermano - provvedimenti e assetti dell’Umbria miopi e tesi a escludere territori dove si scontano ancora gli effetti del dramma dell’emigrazione, dello spopolamento e della carenza storica di servizi degni di questo nome. Bisogna individuare soluzioni che consentano il finanziamento immediato dei progetti presentati che migliorino la mobilità, il sistema dell’istruzione e la tutela della salute e che dovranno essere perseguiti sia attraverso i finanziamenti definiti dalla legge di stabilità 2014 sia da futuri cofinanziamenti con fondi comunitari”.
“Non ci renderemo disponibili – concludono – alla divisione della regione in territori che hanno già beneficiato di particolari finanziamenti e altri che, pur avendone più di tutti i requisiti, vengono marginalizzati e relegati a zone di secondo livello dove, eventualmente, far arrivare qualche spicciolo di euro tanto per tenerle buone”. RED/pg