PRIMA COMMISSIONE: PRESENTATI GLI EMENDAMENTI DEI GRUPPI CONSILIARI ALLE “NORME DI ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E DEL SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI”
13 Feb 2013 00:00
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(Acs) Perugia, 13 febbraio 2013 – Continua, nella Prima Commissione del Consiglio regionale, l'iter delle “Norme di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti” predisposte dalla Giunta di Palazzo Donini. Dopo l'illustrazione da parte dell'assessore nelle sedute precedenti, sono stati presentati gli emendamenti dei gruppi consiliari al disegno di legge che, tra l'altro, istituisce l'Autorità umbra rifiuti e idrico (Auri).
Quattordici le proposte di modifica firmate dal capogruppo Idv Oliviero Dottorini, relativamente alla previsione di una gestione pubblica del sistema idrico, alla presenza di consumatori e associazioni ambientaliste nella Consulta degli utenti, alla separazione tra gestore della raccolta e gestore dello smaltimento dei rifiuti, al perseguimento della strategia “rifiutizero”. Il capogruppo Prc Damiano Stufara ha presentato un emendamento incentrato sulla proposta di arrivare, entro pochi mesi, ad un gestore unico e pubblico del sistema idrico integrato dell'Umbria, anche sulla base di quanto emerso dal referendum dello scorso giugno. Per il Pd, Fausto Galanello ha chiesto che nel Consiglio direttivo dell'Auri sia garantita la presenza dei Comuni in cui insistono impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti mentre Luca Barberini ha chiesto che vengano meglio specificate le questioni della dotazione di personale dell'Auri e dei bacini di affidamento dei servizi, della riduzione degli oneri amministrativi, del limite da porre ai contributi versati dall'Auri ai Consorzi di bonifica e ai costi di concessione annua per i prelievi idrici finalizzati al consumo umano.
L'assessore all'ambiente, presente ai lavori, ha rinviato alla seduta del 27 febbraio le valutazioni della Giunta regionale sulle proposte di modifica del testo avanzate dai consiglieri, riservandosi un approfondimento con gli uffici mirato ad evitare la produzione di norme illegittime e sottolineando che, dopo il referendum sui servizi pubblici, non è stata ancora varata una nuova legislazione nazionale per la materia. MP/
