PRIMA COMMISSIONE: "NUOVO APPROCCIO COMPLESSIVO VERSO LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA E TOTALE RIVISITAZIONE DEL BILANCIO DELLA REGIONE” - PRESENTATO LO SCHEMA DEGLI ORIENTAMENTI 2014/2020
L'assessore regionale Fabrizio Bracco ha presentato questa mattina in Prima commissione lo “Schema generale di orientamenti per i programmi comunitari 2014/2020” predisposto dall'Esecutivo di Palazzo Donini. Bracco ha prefigurato un "nuovo approccio complessivo verso la programmazione comunitaria, che renderà necessaria la totale rivisitazione del bilancio della Regione”. Previsti interventi per l'Agenda urbana (Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello) e le Aree interne (Fascia appenninica e Orvietano).
26 Giu 2014 01:00
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(Acs) Perugia 26 giugno 2014 - “Uno degli atti più importanti di fine legislatura, che disegna le scelte strategiche fondamentali che l'Umbria dovrà operare per lo sviluppo regionale e il raggiungimento degli obiettivi dei prossimi 7 anni”. Così l'assessore regionale Fabrizio Bracco ha presentato nella Prima commissione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, presieduta da Oliviero Dottorini, lo “Schema generale di orientamenti per i programmi comunitari 2014/2020” predisposto dall'Esecutivo di Palazzo Donini” (testo integrale: http://goo.gl/oW0bTs). Un documento che delinea un “nuovo approccio complessivo verso la programmazione comunitaria, rendendo necessaria la totale rivisitazione della struttura del bilancio della Regione, che in parte consistente dovrà coprire il cofinanziamento degli interventi". [Guarda il servizio Telecru: http://youtu.be/XND_oVTNxfs].
L'assessore ha spiegato che nello schema “vengono attuate le linee fondamentali approvate dal Consiglio regionale in settembre, adattate alle mutate condizioni, ai regolamenti e alle indicazioni della Commissione europea e del Governo italiano. Alcune delle principali innovazioni riguardano: una nuova impostazione metodologica, basata su risultati attesi chiari e misurabili, verso cui concentrare tutte le risorse disponibili, con azioni a rete e di filiera con una forte caratterizzazione territoriale; la capacità di integrazione delle politiche, per evitare frammentazione e dispersione; la partecipazione diretta della Regione al cofinanziamento; la disponibilità dei programmi operativi nazionali (Pon) anche per le Regioni 'più sviluppate'”.
LE RISORSE COMUNITARIE. Per la programmazione comunitaria 2014-2020 la Regione Umbria potrà disporre di risorse per 1 miliardo 774 milioni di euro, tra Programma nazionale di sviluppo rurale (876 milioni), Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr, 356 milioni), Fondo sociale europeo (Fse, 237 milioni), Fondo europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (Feasr), Programma Youth Employment Initiative (Yei, 23 milioni), Fondo di sviluppo e coesione (Fsc, 189 milioni) (tabella: http://goo.gl/medm2A).
IL COFINANZIAMENTO REGIONALE ai Por (Programmi regionali) rappresenta una novità della programmazione 2014-2020 rispetto all’attuale programmazione, in cui la quota di cofinanziamento nazionale era interamente coperta dallo Stato. Oltre al cofinanziamento regionale di Fesr e Fse, la Regione dovrà assicurare, per il settennio, anche il cofinanziamento del Programma di sviluppo rurale Feasr, pari a 149,57 milioni di euro (mentre il cofinanziamento regionale nel 2007-2013 era previsto solo per il Psr e ammontava a 7 milioni di euro l’anno). L’obbligo di un cofinanziamento regionale, che ammonterà a cinque volte tanto la fase 2007-2013, imporrà alla politica di bilancio della Regione di reperire queste risorse, rivedendo fortemente le allocazioni storicamente definite.
IL PROGRAMMA OPERATIVO FSE viene utilizzato con un approccio integrato nell’ambito del complessivo insieme delle risorse dei Fondi strutturali e di investimento europei, dei fondi di origine nazionale e regionale, per mantenere e rafforzare la qualità del mercato del lavoro, dei sistemi di istruzione e formazione, del capitale umano e delle condizioni di inclusione e promozione sociale con i contenuti delle politiche di sviluppo infrastrutturale, dei fattori produttivi e della capacità delle imprese, di ricerca, sviluppo e innovazione.
Le priorità tematiche su cui verrà indirizzato almeno l'80 per cento dei finanziamenti riguardano: l'accesso all'occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, anche attraverso iniziative locali per l'occupazione e il sostegno alla mobilità professionale; l'inclusione attiva, anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva, e migliorare l'occupabilità; la riduzione prevenzione dell'abbandono scolastico precoce e promuovendo l'uguaglianza di accesso a una istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità, inclusi i percorsi di apprendimento formale, non formale e informale, che consentano di riprendere l'istruzione e la formazione; il miglioramento dell’aderenza al mercato del lavoro, dei sistemi di insegnamento e di formazione, favorendo il passaggio dall’istruzione al mondo del lavoro e rafforzando i sistemi di istruzione e formazione professionale e migliorandone la qualità; l’investimento nella capacità istituzionale e nell’efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici a livello nazionale, regionale e locale nell’ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona governance; l’investimento nella capacità istituzionale e nell'efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici a livello nazionale, regionale e locale nell'ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona governance.
Attraverso il PROGRAMMA OPERATIVO FESR 2014-2020, la Regione Umbria sosterrà la realizzazione di azioni incisive mirate a perseguire lo sviluppo della regione nel più ampio contesto nazionale ed europeo. Puntando in particolare su 5 degli 11 obiettivi tematici previsti: Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione; Migliorare l'accesso alle TIC, nonché il loro l'impiego e la loro qualità; Promuovere la competitività delle PMI; Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori; Preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse. L'ottanta per cento delle risorse verranno riservate ai primi quattro obiettivi tematici, in corrispondenza a ciascuno dei quali la Regione individua un 'Asse prioritario di intervento', a cui si aggiunge un Asse dedicato allo sviluppo urbano sostenibile. Il Programma operativo Fesr risulta quindi articolato in 6 Assi prioritari: Ricerca e Innovazione; Crescita digitale; Competitività; Energia sostenibile; Sviluppo territoriale; Sviluppo urbano sostenibile; Azioni di assistenza tecnica.
Il PROGRAMMA OPERATIVO FEASR sarà concentrato sulle tematiche della sicurezza alimentare, sulla gestione sostenibile delle risorse naturali, sulla lotta ai cambiamenti climatici, sulla tutela delle campagne, sul rafforzamento della competitività e promozione dell’innovazione. Sei sono le priorità individuate dal regolamento dello sviluppo rurale: Promuovere il trasferimento di conoscenze e innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali; Potenziare la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole; Promuovere l’organizzazione della filiera agro-alimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo; Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura e dalle foreste; Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agro-alimentare e forestale; Adoperarsi per l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.
AGENDA URBANA. Si tratta di misure per lo sviluppo intelligente delle città, di cui beneficeranno Perugia, Terni, Città di Castello e Foligno. Interventi incentrati su ridisegno e modernizzazione dei servizi urbani per i residenti e gli utilizzatori della città che prevede
prioritariamente azioni su mobilità, logistica, energia; pratiche e progettazione per l’inclusione sociale per i segmenti di popolazione più fragile e per aree e quartieri disagiati; rafforzamento della capacità delle città di potenziare segmenti locali pregiati e di filiere produttive globali che prevede prioritariamente azioni che favoriscano i servizi avanzati per le imprese, le imprese sociali, creative e quelle che producono servizi in favore dei cittadini. A queste ogni Regione può aggiungere un’ulteriore priorità in base alle peculiarità del proprio territorio.
AREE INTERNE. Per l'individuazione delle Aree interne è stato scelto il criterio della capacità di offerta di alcuni servizi essenziali, che sono stati identificati nella presenza sul territorio di un istituto di scuola secondaria superiore, di una struttura ospedaliera sede di un Dea di primo livello e di una stazione ferroviaria di categoria ”Silver” (impianti medio-piccoli con una frequentazione media per servizi metropolitani-regionali e di lunga percorrenza). Il Governo nazionale ha previsto 4 milioni di euro, che ogni Regione può destinare ad un'Area interna, in aggiunta ai finanziamenti comunitari per le alter Aree individuate. Gli interventi mirano a tre obiettivi: mettere in sicurezza il territorio, promuovere la diversità naturale e culturale presente in quelle aree e valorizzare le risorse potenziali non utilizzate per innescare processi di crescita. Con l’adeguamento della qualità e della quantità dei servizi essenziali (scuola, sanità e trasporti) attraverso la strategia “Aree interne” si dovrebbe generare quell’inversione di tendenza che negli ultimi decenni ha determinato una fuga demografica da tali aree verso altri territori; contestualmente dovranno essere previsti nuovi progetti di sviluppo locale, che dovranno generare nuova occupazione sfruttando le potenzialità di queste aree. Le Aree interne individuate dalla Giunta regionale sono: la fascia appenninica al confine con le Marche e i comuni della fascia orvietana confinante con Toscana e Lazio.
IL DIBATTITO. Al termine dell'illustrazione i consiglieri regionali sono intervenuti con domande e osservazioni circa la scelta delle Aree interne su cui far convergere i finanziamenti. Luca Barberini (Pd) ha evidenziato lo svantaggio infrastrutturale, di servizi e sociale della Valnerina. Renato Locchi (Pd) ha sottolineato la rilevanza del flusso migratorio che ha interessato la Fascia appenninica. Fausto Galanello (Pd) ha rimarcato l'importanza che nelle Aree che beneficeranno dei finanziamenti esista una struttura economica minima da incentivare. Sandra Monacelli (Udc) ha ricordato la mozione approvata dall'Assemblea proprio per promuovere interventi di sostegno alla Fascia appenninica. L'assessore Bracco ha quindi ipotizzato un documento d'Aula che individui una ulteriore Area interna che possa beneficiare delle risorse previste. In merito alle esigenze di cofinanziamento dei programmi comunitari, Oliviero Dottorini (Idv) si è soffermato sul rischio che la ulteriore riduzione delle quote di bilancio a libera destinazione vada a ridimensionare fortemente il ruolo e le scelte dell'Assemblea regionale. MP/

