(Acs) Perugia 1 dicembre 2014 - “I dati relativi all'imposizione fiscale sugli immobili, elaborati dal Caf Acli nei giorni scorsi e pubblicati da 'Il Sole 24 Ore', rivelano nella loro limpidezza quella realtà che i media filogovernativi, a prescindere, tentano pervicacemente di nascondere: il Governo Renzi sta spremendo gli italiani, in perfetta continuità con le scelte di Berlusconi (ideatore dell'Imu nel 2011, prima di tagliar la corda da capo del Governo), Monti e Letta”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) per il quale, “un file rouge unisce queste personalità e gli esecutivi da loro guidati in diversi periodi: prendere ai poveri per dare ai ricchi, in misura tale da far impallidire lo Sceriffo di Nottingham. Tutto ciò, alla faccia dei proclami ridicoli e vuoti su presunte redistribuzioni del reddito 'made in Pd', delle quali nessuno che abbia occhi per vedere riesce a cogliere la minima traccia”.
“Da aprile a oggi – continua Goracci - abbiamo assistito ai quasi quotidiani spot e trionfalismi della maggioranza di Governo sui famosi 80 euro mensili in più nelle buste paga dei lavoratori. Ebbene, quella cifra è stata letteralmente 'asfaltata' (per usare un verbo caro al Pd-zionario) da aumenti di tariffe e tasse su tutti i fronti. Non c'è stata, infatti, soltanto la revisione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico, 'regalino' costato qualche buon euro ai lavoratori e ai contribuenti onesti, ma un aumento esponenziale della tassazione sugli immobili, un po' grazie ai tagli apportati ai bilanci degli Enti locali e alle misure varate a livello centrale, un po' grazie alle briglie sciolte lasciate dal Governo su questo fronte, senza nessun vincolo e nessuna distinzione. I risultati? - continua Goracci - In molte città d'Italia, città importanti come Milano, Roma, Firenze, Bologna e altri capoluoghi, la somma di Imu e TasiI ha fatto lievitare l'imposizione sugli immobili, rispetto al regime dell'Ici del 2011, in misura variabile tra il 138 e il 284 per cento, per quanto riguarda la seconda casa, i negozi e i capannoni e di diversi altri punti percentuale per quanto concerne la prima casa, quella costruita con i sacrifici di tanti lavoratori nei decenni passati”.
Goracci rimarca come “in alcune città il salasso è fuori da ogni limite: a Imperia l'aumento della tassazione sull'abitazione principale è del 406 per cento, a L'Aquila del 260 per cento, a Trapani del 160 per cento e anche la nostra Perugia del sindaco di centro- destra salito al potere con promesse di minori tasse non se la cava male, per così dire: + 54 per cento. Che dire, cambiano i Governi, ma le politiche rimangono le stesse: invece di colpire i grandi patrimoni e le ricchezze parassitarie della speculazione, si colpiscono il lavoro e i redditi dei lavoratori”. Goracci si domanda: “ferme restando queste scelte, chissà come si farà a far ripartire quei consumi e quell'economia di cui tutti vedono lo stato comatoso, ma che, in presenza di siffatti orientamenti, è destinata ad annoverare, anche per il futuro prossimo, solo segni 'meno', con l'unica eccezione dei redditi dei banchieri, dei grandi imprenditori e degli speculatori, gli unici a guadagnare sulle spoglie di un Paese spolpato”. RED/as