(Acs) Perugia, 26 febbraio 2014 - “In Umbria, ad oggi, vi sono circa mille dipendenti precari solo nel settore sanità, su un totale di circa 9mila che, a causa del blocco delle assunzioni, vivono ormai da anni una situazione di incertezza sul proprio futuro, pur continuando a svolgere ruoli e mansioni di fondamentale importanza per il funzionamento delle strutture e per la tutela della salute dei cittadini”. Lo scrive il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) ricordando che “a seguito dell'accordo sindacale del 3 dicembre 2013 il sottosegretario di Stato alla salute, Paolo Fadda, ha inviato alle Regioni una direttiva che rappresentava un primo provvedimento tampone a tutela dei lavoratori precari della sanità. Nello specifico – spiega Smacchi - la direttiva prevedeva la proroga generalizzata dei contratti di lavoro a tempo determinato anche per i contratti flessibili o in convenzione fino al 31 dicembre 2016, aggiungendo inoltre che il ricorso alla stipula di nuovi contratti a tempo determinato doveva essere circoscritto a soli casi eccezionali al fine di non reiterare il fenomeno del precariato”.
Smacchi non dimentica neanche “il considerevole numero di precari della Pubblica amministrazione che a loro volta garantiscono la sussistenza di servizi essenziali quali ad esempio i centri per l'impiego. In questo contesto la politica e le istituzioni – scrive l'esponente Pd - hanno il dovere di dare risposte chiare, più volte sollecitate anche dalle organizzazioni sindacali, su un tema che rischia concretamente, da qui alle prossime settimane, di mettere a rischio il posto di lavoro di tante figure che da anni operano al servizio dei cittadini e della collettività. In assenza di una presa di posizione e di direttive chiare da parte della Regione – evidenzia il consigliere regionale -, si potrebbero (come sta accadendo) verificare, soprattutto in sanità, approcci diversi e non omogenei rispetto ai medesimi problemi da parte dei direttori delle Asl e delle aziende ospedaliere”. Smacchi fa sapere quindi di aver presentato una richiesta ai presidenti della Seconda e Terza Commissione affinché “in tempi rapidissimi venga programmato un confronto di merito con gli assessori competenti, in grado di tracciare un percorso che tuteli le professionalità e l'esperienza di quelli che ormai sono precari storici, che rischiano seriamente, in caso contrario, di perdere definitivamente il loro posto di lavoro. E – conclude Smacchi - in attesa dell'emanazione dell'apposito decreto del Governo, è anche necessario recepire le linee guida della direttiva ministeriale, per garantire la continuità di servizi essenziali e mantenere le professionalità acquisite”. RED/as